venerdì 19 febbraio 2016

La "KALUNNIA"

La calunnia di Botticelli
La calunnia è un venticello,
un'auretta assai gentile
che insensibile, sottile,
leggermente, dolcemente
incomincia a sussurrar.

Piano piano, terra terra,
sottovoce, sibilando,
va scorrendo, va ronzando;
nelle orecchie della gente
s'introduce destramente
e le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar.

Dalla bocca fuori uscendo
lo schiamazzo va crescendo
prende forza a poco a poco,
vola già di loco in loco;
sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta
va fischiando, brontolando
e ti fa d'orror gelar.

Alla fin trabocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia
e produce un'esplosione
come un colpo di cannone,
un tremuoto, un temporale,
un tumulto generale,
che fa l'aria rimbombar.

E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato,
sotto il pubblico flagello
per gran sorte ha crepar.
La calunnia è un venticello, da "Il barbiere di Siviglia"

Il finale lo cambierei così: 
E il meschino CALUNNIATORE,
avvilito, calpestato,
sotto il pubblico flagello
per gran sorte ha crepar.

Nel frattempo c'è l'art. 595 del Codice Penale che disciplina il reato di diffamazione. 

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per i graditi commenti, ma grazie soprattutto per aver avuto la voglia di leggermi...

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails