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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2013

Pranzo al sacco aziendale

Immagine tratta da www.bella24.it
Stamattina alle 7,30, mentre ero intenta a vestirmi-rifare i letti-urlare con Aladar per farlo alzare-stendere i panni sullo stendino davanti al termosifone-uffa che palle non poter stendere fuori…transito davanti alla tivvù dove parlano di me e altri 7 milioni di persone che ogni giorno si portano il cibo da casa per la pausa pranzo in ufficio.
Che bello , siamo in tanti allora! Pensavo di essere l’unica stordita ad arrivare in ufficio con ciotolini vari in plastica con gli avanzi della sera prima. Ovvio che non ti metti la mattina alle 6,30 ai fornelli a prepararti la pasta. Quindi, in corsa, racimoli quel che trovi nel frigo: avanzi di riso, pasta, prosciutto (se le belve hanno avuto la decenza di avanzarne qualche fetta, cosa alquanto improbabile), due polpette, una mozzarella da 10 giorni in frigo con la crosticina gialla, un’insalata un po’ depressa.
Inoltre c’è la componente “mangio poco così dimagrisco”: è facile la mattina prendere iniziative di …

Il disastro globale e l'italiano come il cinese

Consiglio vivamente a chiunque debba iscrivere il proprio figlio alla prima elementare di informarsi sul metodo utilizzato nell’insegnamento della lettura e di evitare tassativamente di iscrivere il bambino in una scuola dove viene adottato il METODO GLOBALE.Anche per bambini non affetti da dislessia, disortografia o disgrafia è un metodo disastroso che pare possa addirittura innescare vari disturbi evolutivi.Negli Stati Uniti è stato riconosciuto che la grande diffusione della dislessia è statacausata dall’introduzione, negli anni ’70, del metodo globale o visivoper insegnare a leggere e scrivere ai bambini, tanto che la stessa è stata denominata “dislessia educativa". Il metodo globale si è diffuso poi anche in Europa e in Italia. (leggi fonte).
In un convegno, un'autorevole esperta affermò che in Francia il metodo globale non viene più adottato e così in altri stati europei, ma in Italia come al solito siamo sempre un passo indietro. Comodo e veloce per gli insegnant…

Non diventiamo gli insegnanti dei nostri figli (se siamo milionari)

Ce lo dicono tutti gli esperti e hanno ragione. “Ricordatevi che il ragazzo ha molti insegnanti ma una sola madre e un solo padre. L’insegnante valuta, un genitore no”(qui il link dove scaricare la “guida genitori” dal sito dell’Associazione Italiana Dislessia).
Proprio ieri mio figlio mi dice (e notare che è in prima superiore): “Lo vedi mamma che quello che ci fa litigare è solo la scuola? Se non ci fosse ‘sta scuola del cavolo tu non mi avresti MAI sgridato”. “Vabbè non esageriamo, non è che sei proprio un santo, scuola a parte. A proposito, togli i calzini sporchi dal pavimento e riordina ‘sta camera lurida e lavati che sembri un clochard!”. “Un…che?” mi chiede lui con gli occhioni ingenui sbarrati. “Un clochard, homeless, senzatetto…BARBONE!”.
"Sìììì....sììììì...te l'ho già detto che hai dei problemi, vero ma'?!"
Però in parte ha ragione. Da quando non capivo quale problema ci fosse e ho urlato e tirato di tutto, dai libri al cellulare, a quando ci ritrovavamo alle ott…

Impariamo a volare!

Onirico veneziano di Antonio Nunziante
Come interagire con un figlio dislessico per aiutarlo? Chiedendogli di ragionare come noi? No! Fermi! Dobbiamo imparare noi a pensare come lui: per immagini.
Vi accorgerete di quanto siete limitati non appena vi affaccerete sul suo mondo mentale: un universo fluttuante, dove per noi regna il caos, dove i giorni della settimana, i mesi e gli anni non sono un’ordinata rappresentazione che va da sinistra a destra, dall’alto in basso o da qui all’infinito, dove nulla è codificato verbalmente. No, tutto fluttua beatamente in un affascinante mondo immaginario.
Che cosa distingue il lunedì dal sabato? Forse un colore, una sensazione; per mio figlio lunedì è brutto e freddo, sabato bello e solare. Tempo fa gli chiesi di farmi vedere dove fossero collocati nella sua mente i giorni della settimana: il lunedì è collocato in un punto del cielo, là in alto a sinistra dove fa freddo. Anche i mesi dell’anno sono in ordine sparso nell’universo fluttuante, tant’è v…

Neve e tagliatelle alle castagne

Svegliarsi la domenica mattina sotto una coltre di neve.
Che bello restare in casa, guardare la neve fuori. Che bello cucinare, proprio come facevano le nostre nonne.

Da quando PapàC mi ha regalato la macchina per far la pasta, la famosa "Imperia", son tutta un fermento con produzioni varie di pasta fatta in casa, dalle lasagne ai "tajarin" ai ravioli che mi son venuti uno schifo ma la prossima volta andrà meglio.

Quando mi acchiappano questi metereo-attacchi dell'iper-massaia, il mio sito preferito è giallozafferano, fonte inesauribile di ricette perfette, ben spiegate e di sicura riuscita, ma questa volta ho trovato una ricetta interessante sul giornalino del Famila e ve la riporto, con qualche personale modifica.

TAGLIATELLE DI FARINA DI CASTAGNE CON SALSA DI TOPINAMBUR

Ingredienti (4 persone)

180 gr farina di grano duro
80 gr farina di castagne
2 uova intere
300 gr topinambour
4 fette speck (prosciutto crudo nella ricetta originale)
30 gr burro
30 ml panna
1…

Uomini donne e fischi

Internet è pieno di forum sull'argomento "uomo che fischia alla donna che passa".
Donne indignate, uomini tacciati di essere dei cafoni...di tutto di più.
Non molto tempo fa mi fece sorridere Giulia Innocenzi che, sul suo blog, si chiedeva, in quanto molto infastidita, perché gli uomini le fischiassero per la strada.
Ora vi dico la mia.

Ecco le reazioni delle donne al fischio dell'uomo, in base all'età, in una classica situazione: i muratori al lavoro, lei che passa e vai con i fischi.

Ragazzina (fino ai 18-20 anni ai miei tempi...ora l'età si è abbassata): si fa tutta rossa, oddio che cos'ho che non va? Il sedere grosso? Le tette piatte? Vuole scappare, non si gira e accelera il passo...e se poi mi stuprano??
20-30 anni: sicura di sé, se l'aspetta e il fischio arriva puntuale. Non si volta, testa alta passo sicuro, il fianco oscilla impercettibilmente di più. Che cavolo vogliono 'sti deficienti? Ma che si credono, che io li guardi? I soliti allupa…

Le minchiamamme: pericolo scampato?

Guida semiseria per genitori e figli "DSA" "UN CANE DI NOME BUONGIORNO"


Categoria che proprio non sopporto. Le prenderei tutte a schiaffoni, ma non potendo mi limito a denigrarle sul mio blog, dove tutto sommato godo di relativa libertà.
Le minchiamamme sono quelle fanatiche che, quando il piccolo è ancora nella pancia, già hanno deciso che sarà il più furbo-intelligente-dotato sulla faccia della terra. Sarà il primo a spannolinarsi, il primo a camminare, il primo a mangiare da solo. Alle elementari sarà il più bravo e il più intelligente, idem alle medie. Poi farà il liceo, che ormai tanto tutte le scuole si chiamano licei, quindi le va pure bene, alla minchiamamma. All’università ne saprà più dei professori e avanti così in un turbine di grandi successi. Praticherà lo sci-il nuoto- il tennis-la pallavolo e suonerà (magnificamente) uno strumento.

I casi sono due: se la minchiamamma è fortunata, andrà davvero così e lei si esalterà sempre più, si proietterà completamen…

Un cane di nome Buongiorno

Guida semiseria per genitori e figli "DSA"
Disegno di Aladar (M.G.)
Ricordi quella volta, alle elementari, in cui la maestra ti fece leggere il nome del cane che si chiamava CAIO e tu leggesti "CIAO"?
La maestra ti disse "Ma no, leggi bene, non si chiama CIAO..."
E tu: "Beh, allora si chiamerà BUONGIORNO!".
Quanto risero le maestre! Se avessero riso meno e capito di più ci saremmo risparmiati anni di incubo.

"Leggi bene": questa frase apparentemente normale, è un vero e proprio incubo e un paradosso per i bambini dislessici.

Certo che ora, alle superiori, non diciamo che sia tutto risolto, ma va decisamente meglio.
Grazie alla certificazione, agli insegnanti intelligenti alle medie e superiori, ai consigli degli esperti e al mazzo che ci siam fatti per anni e anni...nonché alla nuova legge.
Schemi multicolor e via libera alla fantasia per studiare, la mamma lettrice ufficiale (sempre meglio degli asettici lettori automatici) e tanta pazi…

Maledetta comodità!

Basta lenzuola, con il pezzo sotto, il pezzo sopra e le coperte!  Le usiamo solo più in Italia, le mamme europee mica stanno a perder tempo come noi: lenzuolo con angoli e sopra il piumone con il sacco. La mattina, in 3 secondi fai il letto che neanche te ne accorgi. Ci ho messo un po' a scrollarmi di dosso le radicate abitudini ereditate da mamme e nonne e sono partita alla conquista di IKEA, sentendomi una gran figa.  Bellissime le fantasie, soprattutto quelle per i bambini, colorate e coordinate...animaletti gufetti fiorellini... Acquisto quindi due trapunte-caldo 5, sacco, lenzuolo e federe di ricambio; un paio di parures per Aladar (letto una piazza e 1/2) e altrettante per il Piccolo Tigro, cioè quattro completi, una cifra. 
Tutta felice ho dato una svolta alla mia vita, cacciando i sensi di colpa perché pure quelli mi son venuti, come se, un lenzuolo in meno, significasse trascurare le creature e non adempiere appieno ai miei doveri. Relativamente facile con il singolo, no…