mercoledì 28 settembre 2011

Provate a convincerla voi


Sono una cagnolina di circa tre anni. Domenica scorsa mi sono persa. Ero disperata, cercavo la mia casa, i miei padroni, mentre vagabondavo su e giù lungo una strada provinciale molto trafficata.
Mi ha trovata, mentre piangevo davanti al cancello di una casa che speravo disperatamente fosse la mia, un bambino di tredici anni. Aveva gli occhi  lucidi...non voleva lasciarmi andare più.

Sono strani, gli umani. I bambini non hanno paura di volerci bene, gli adulti invece sembra non vogliano lasciarsi andare. Dicono subito "No, non possiamo tenerla, non se ne parla neanche...".
Tremavo, mentre il bambino mi stringeva stretta a lui promettendomi che non mi avrebbe lasciata sola a trascorrere una notte per la strada e intanto i capi branco umani telefonavano ai Vigili per denunciare il ritrovamento di una cagnolina con una specie di collare di corda adatto a un cane grande almeno tre volte me.
C'era una festa di compleanno in quella casa, c'erano tanti bambini ed io correvo incontro ad ognuno di loro pensando che fossero i miei padroncini.

Conosco bene gli umani, so quanto siano incredibilmente contaddittori; i maschi solo apparentemente sono i capi branco, chi comanda in realtà sono le femmine, che possono essere infinitamente buone ma anche terribilmente isteriche...però basta prenderle dal lato giusto. Per questo, appena ho inividuato Mamma Simo,  la mamma di quel dolce bambino che, pallido e quasi in lacrime la supplicava di portarmi a casa con loro, mi sono avvicinata e l'ho guardata negli occhi. Ho visto i suoi occhi cambiare riflessi, colori, luce. "Portiamola con noi, ma solo per questa notte", ha detto.

Dal finestrino dell'auto guardavo le case scorrere veloci, tutte mi sembravano la mia, sentivo gli odori dell'aria ed erano familiari. Mi sono ritrovata invece in una casa nuova, con la compagnia di una cagnolina come me, Mati, un po' più grassa di me a dire il vero, che mi marcava stretta.
Non mi importava nulla che Mati ringhiasse minacciosa; avevo finalmente del cibo, un grande cuscino e una copertina verde sui quali dormire e due bambini con i quali giocare: Piccolo Tigro il più piccolo e Aladar il più grande, quello che mi aveva voluta a tutti costi, minacciando la mamma che sarebbe restato fuori anche lui, quella notte, pur di non abbandonarmi su una strada.
Ero felice ma anche un po' triste, mi mancava la mia casa...guardavo il cancello del giardino e pensavo che forse avrei dovuto cercare di fuggire per tornare da loro. 
Non mi avranno mica abbandonata? No, non è possibile...non lo farebbero mai!
Tra quei pensieri, la stanchezza mi ha presto vinta.

Il giorno successivo, dopo un pomeriggio trascorso a giocare con quel pazzerello del Piccolo Tigro, è venuto vicino a me Aladar con una faccia triste. Era angosciato, non capivo perché.
Un altro viaggio in auto, con lui che diceva cose strane e la mamma che cercava di rassicurarlo pressapoco così: "Questa è la cosa migliore. Ora verificheranno se ha il microchip, le faranno i vaccini e cercheranno i padroni. Pensa che forse qualche bambino come te è disperato perché ha perso la sua cagnolina".
Ma Aladar era inconsolabile e pronunciava una parola, "canile"...una parola che non capivo ma che aveva un suono sinistro, da come la diceva.
Arrivati in quel posto, tremavamo entrambi e non volevamo scendere dall'auto.
Ci è venuta incontro una signora dolce e sorridente, seguita da due cagnolini ancora più piccoli di me. E' una di quelle femmine umane speciali, che vivono per noi cani, che ci amano alla follia.
Ora sono qui.
Mi hanno messo il microchip, ho un'identità e un nuovo nome, scelto dal bambino: Sandy.

I miei padroni non si sono ancora fatti vivi.
Il bambino invece chiama ogni giorno il canile per sapere come sto. La signora del canile è molto buona e mi tratta bene, mi ha detto che Aladar sta male, pensa giorno e notte a me. Non parla d'altro. A scuola non riesce a concentrarsi, non vuole neanche più giocare a pallone o all'xbox.  
Anche la sua mamma mi pensa. Invece di lavorare mette annunci su internet e cerca quelli di cani smarriti. Spera di trovare i miei padroni ...ma forse i miei padroni non cercano me; tra qualche giorno, se non si faranno vivi, diventerò adottabile.
Mamma Simo vorrebbe adottarmi, lo so, non ha neanche lavato la copertina verde sulla quale ho dormito, così se ritornerò mi sentirò meno spaesata...però dice che no, due cani sono troppi. Dice che la casa è già un gran casino...
Provate a convincerla voi...



sabato 24 settembre 2011

Metto le tette al Post


Povera Mamma Simo, è proprio alla frutta, direte voi. Lei non le ha e le mette al Blog, le tette.
Acuta osservazione, ma la vera motivazione è un'altra.
Dando un'occhiata alle statistiche del mio Blog, ho scoperto che il post più letto è "Nuove mode", un post non più bello di altri né tantomeno più interessante o ben scritto. Anzi, sotto alcuni punti di vista, è abbastanza una tavanata, come molti dei miei post.
Qual è la caratteristica che lo ha fatto svettare?
Potrebbe essere la foto? Una bella gnocca che esce dal mare con le tette al vento...
Da una più attenta osservazione dei dati statistici, novità di blogger, ho notato che le parole chiave digitate che hanno fatto sì che questo post abbia ricevuto un numero di otto volte superiore la media di visite dei miei post più letti, sono state:

"topless"
"tette"
"barbara berlusconi topless"
"barbara berlusconi tette"
"barbara berlusconi in costume"

Ecco spiegata l'impennata iperbolica di questo post che non parlava di Barbara Berlusconi, ma dove semplicemente ne citavo il nome.
Un po' la cosa mi deprime, lo confesso, in primo luogo perché tutto 'sto "successo" lo devo a lei...
In secondo luogo perché l'illusione di essere stata super cliccata è durata troppo poco: in pratica basta mettere le parole chiave giuste e arriva un fiume di gente, ma questo non significa essere letti.
Ora però voglio la controprova, la prova del nove. Mo' condisco il tutto con un po' di parole chiave di quelle giuste:

tette
tettine
tettone
ah che tette!
qui mi fermo, anche se mi piacerebbe andare sul pesante...

Vediamo come andranno le statistiche, vediamo fino a che punto le tette funzionano anche coi post...forza ragazzi, datevi da fare. Inutile chiudere o cambiare velocemente, ormai ci siete e il contatore ha registrato la visita anche solo con una sbirciatina...

Il bello è che, di tutte queste api attratte dal miele, nessuna leggerà il post fin qui.
Dopo una rapida occhiata si renderanno conto di essere capitati non in un blog per adulti, ma nel blog di quella derelitta di mamma Simo e se ne andranno per la loro strada, mentre il mio post non letto diventerà il post più letto.

Prima conclusione: le statistiche sono una grandissima stronzata.
Seconda conclusione: nella vita le tette servono sempre... e ve lo dice una che non le ha!


venerdì 23 settembre 2011

A proposito di sfiga

TRAIETTORIA 1

Ho una probabilità su 622.614.630 di fare 6 al Superenalotto.
1,5 % è la probabilità che un frammento di satellite cada tra oggi e domani sul suolo italiano...e le probabilità, aggiornate di ora in ora, aumentano...
Una su 3.200 che colpisca una persona in qualsiasi parte del mondo...
Infine, io mi trovo in piena TRAIETTORIA1.
Con una discreta dose di sfiga, le percentuali salgono a dismisura, quindi mi chiudo in cantina fino a lunedì (mi tengo larga per maggior sicurezza).
E giuro che, se mi cade il frammento da 158 Kg sull' acero giapponese in giardino, già depresso di suo, mi incazzo come una belva.
Ah...se almeno piovessero polpette...



martedì 20 settembre 2011

THE BEAST



Non sto a farvela lunga.
Oggi sono in piena FASE IV: the beast, la belva.
Dato che scrissi un post tempo fa, se avete voglia di leggerlo, capirete...

giovedì 15 settembre 2011

Ma fatemi il piacere!


Quanti ce ne sono, in giro per il web, di blog di mamme come me.
Spesso si avverte in questi blog un senso di compiaciuta serenità, pare di entrare in case dove regnano i colori pastello e il profumo di lavanda, tra bambini che corrono e panni stesi...
In genere i bambini vengono soprannominati con nomi fantasiosi e dolci, come "Caramellina", "Pulcino Bagnato", "Zucchero filatoo cose del genere.
 Il papà, ovviamente ricco, bello, dolce affettuoso e paziente in genere viene chiamato Angelo,Principe Azzurro" o "Uomo perfetto-meraviglioso. Arriva sempre la sera tutto felice pieno di attenzioni per i piccoli e la domenica trullo-trullo-gioioso-allegro-saltellante porta la famiglia in fantastiche gite fuoriporta. Il Papà perfetto-felice-meraviglioso non russa, non si incazza, non manda mai a stendere Mammastupendamentefelice e non è mai noioso che lo schiacceresti contro al muro. No, Lui è il Principe Azzurro.

Poi c’è la casa, che non mancano di fotografare: in genere una mega cascina ristrutturata con parco di 300 ettari, dove Mammastrafelice si diletta in giardinaggio mentre i pargoli perfetti pascolano ruspanti durante pomeriggi assolati (la nebbia, la pioggia qui non esistono, così come non esistono terra, nutella spiaccicata ovunque, ghiaccioli sgocciolati sui pavimenti e cacche di cane in giardino; qui i cani non fanno la cacca).

La cosa incredibile è che riescono a scriverci fiumi di parole e di post, su questa pallosa vita domestica da spot tv di serie C. A chi la vogliono raccontare? A se stesse o al prossimo?
Ma ci credono davvero a quello che scrivono? Ma fatemi il piacere!



Certo, perché loro la mattina si alzano, aprono le finestre (con vista sulle colline toscane, ovvio) e felici iniziano una perfetta giornata. Caramellina e Pulcino Bagnato sono due amorini che giocano allegri e in armonia tutto il giorno, mentre la mamma li contempla fiera e magari ricama, aspettando Uomomeraviglioso (e che due palle!). E poi?!? Poi loro sono perfette cuoche, donne di casa a volte anche lavoratrici e pure manager e preparano pappine bio con gli ortaggi dell'orto che curano con le proprie mani vellutate con la french manicure.

…Mica come quelle Mammesconvolte che alle ore 21 stremate planano sul divano e non hanno neanche il tempo di farsi una doccia (altro che manicure) e si addormentano davanti a quel bel film che volevano tanto vedere…e se per caso fosse rimasto un barlume di energia erotica si voltano a guardare Principenon proprioazzurro con una lontana speranza dato che le belve si sono miracolosamente addormentate ma  Uomoimperfettocertocheunavoltatantopotrestianchetrombarmienonronfare russa beatamente da un’ora…

…E quei Pulciniamorevoli che si insultano dalla mattina alla sera…come sono dolci!
-Tu sei uno tonto semo!- dice il pulcino di 3 anni e mezzo...
-Esci dalla mia stanza, testa di c.!- risponde il galletto tredicenne...
-No, tu tetta di tacco!-  controbatte il piccolo batuffolo ingenuo…
Avanti così fino alle botte in un crescendo di insulti multilingua, dato che siamo una società multietnica e la prima cosa che si impara, di un’altra lingua, sono ovviamente le parolacce. Evvai.

La Mammasconvolta  non ne può più e minaccia di andarsene, di scappare via, lontano, anche solo per un fine settimana. La fuga perfetta: relax, un libro, silenzio e solitudine. Un miraggio.
E il Principe Celeste un po' sbiadito? E’ sparito, s’è defilato, rinchiuso nel suo studio a dialogare con il portatile. Ha l’aria tra il depresso e lo sconcertato e non si schioda da quel cavolo di computer per nulla al mondo. Passa vicino alla sua Principessa e non la guarda proprio, forse per non constatare quanto sia trasandata e insopportabile e isterica.

Perché la Principessa è incazzata come una belva, col mondo, con il cane, con le formiche che entrano in casa (pure loro devono rompermi le palle?), con la differenziata e l’umido che cola da ‘sti sacchetti di carta – ma come cavolo si può usare la carta per l’organico?- E poi ce l’ha con il cane del vicino che con tutti i posti che ci sono per fare la cacca, proprio sul suo zerbino la doveva fare.
La Mammameravigliosamicapoitanto non sopporta più nessuno. Non parla: ruggisce. Non sorride: digrigna i denti. E’ brutta, cattiva e incazzata. Ma è VERA!!


Immagini tratte da google immagini
Immagine del Principe Azzurro

giovedì 8 settembre 2011

Io fasso te A BIDDEFUT!

ANTONIO BIGFOOT SILVA

Il vocabolario secondo lui, il Piccolo Tigro, un cucciolo di 3 anni e quattro mesi dolce tenero e indifeso...

Io fasso te A BIDDEFUT! (trad. Io ti faccio BIG FOOT, cioè ti dò un calcio in faccia. Tattica di difesa insegnatagli dal fratello in vista del primo giorno di scuola materna - vedere immagine in alto)

Mamma! Ino! (trad. mamma! vasino! oppure pannolino! oppure passeggino! L'interpretazione varia a seconda delle circostanze

Aaaada! Cacca aaaande! Beeeia! (trad. Guarda che cacca grande e bella! Dice fiero girando pericolosamente per tutta la casa con il vasino in mano tipo vassoio di pasticcini)

Mamma, t'amo ìe! (trad. mamma, ti amo da impazzire! Dolce cucciolo mio...)

Tu sei una mamma tittona, la più tittona delle mamme tittone! (grazie amore, lo so che ho qualche chilo di troppo, ma non esagerare per favore)

Mamma, tu sei uno poco vecca (sì, gioia, lo so che sono già un po' vecchia. L'importante è che non sia uno poco vacca, non ti pare?)

Io VENON! Ciù fotte OMOANDO! (trad. Io sono Venom più forte dell'uomo ragno! Urla saltando sulla schiena di suo fratello, dieci anni più grande)

Peto è piccio! Io ande, pecché sono uscito pima! (trad. Pietro- un suo amichetto- è piccolo e io sono più grande perché sono uscito prima! E' avanti il pupo, non c'è che dire...)

Tacco vuoi? (trad. che c. vuoi?) imparato dal fratello

Tetta di tacco (trad. testa di c.) rivolto al fratello

Fatti i tacchi tuoi (naturale evoluzione del concetto)

Bacca boia! (trad.: la barca vola. Fregati! Diabolico artificio studiato dal fratello: "vai da mamma e dille: mamma, la barca vola!" La conseguenze le lascio all'immaginazione di chi legge)

Pocca toia (questa invece è scappata a me una volta ed è stato fatale. Non resta che sperare che se la dimentichi)

Mamma, sai che ha detto il mio amico Débesch? Che sei una mamma tonta sema! (non richiede traduzione, a parte il nome inventato dell'amico immaginario-probabilmente straniero-. Astuto poi dire che lo ha detto l'amico e non lui, che sono una tonta scema.)

Che pa-l-l-l-l-a che sei! (grazie amore)

Ottoia tazi (non è un lottatore giapponese ma significa ancora grazie)

Atn ottoia (non è il cugino coreano del lottatore giapponese, ma significa un altro ancora)

ATAVOTA?? (trad. un'altra volta? E' pur sempre napoletano al 50%...)

TATTIZITTO NEH?!? (è pur sempre piemontese al 50%...)


Immagine tratta da google immagini

  

martedì 6 settembre 2011

Il verme nel piatto


Non ho ancora capito perché, se disgraziatamente cade un capello nell'insalata, un pelo nella frittata o se una mosca annega nel minestrone, vada sempre a finire nel piatto dell'ospite. 
L'altro giorno ero veramente fiera delle mie focaccine preparate per merenda, noi li chiamiamo i panini-pizza, perché sono delle specie di piadine fatte con la pasta per la pizza, ma cotte in padella. Sopra, quando sono ancora calde, metto la nutella e i pupi godono come scimmie! 
Bene, c'erano i miei due dolci cuccioli affamati come belve più G., amico di Aladar, che mangia come Hulk.
Porto in tavola i miei panini-pizza nonché la granella di nocciole, da mettere sopra la nutella, tipo ferrero rocher fai-da-te...'na goduria!
Peccato che G., l'amico di mio figlio, dopo aver messo una bella manciata di nocciole sulla nutella mi dica: 
-Simo! Ma qui c'è un verme! E si muove anche!
Porca miseria, stava lì bello dritto sguazzando nella nutella e pareva mi guardasse. Mi sarei suicidata.
Che cosa andrà a dire G. alla mamma?
-Sai, a casa di Aladar per merenda ho mangiato pane, nutella e vermi!
Che figura!
Un bel bruchetto panzuto, di quelli grassottelli che si trasformeranno in quelle piccole tarme del cibo marroncine che poi ti ritrovi la cucina piena e non sai da dove vengano, in genere dal riso. 
Mi sono attaccata a questo concetto:
-Ma no, dài, questo non è un verme, è una futura farfallina! Un po' come voi, che ora siete dei buzzurri adolescenti e un giorno sarete dei fighi...
Mi hanno mandata a cagare. In coro.

Immagine tratta da google immagini

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