sabato 18 giugno 2011

¡Sevilla!

Siviglia, cuore dell'Andalusía.
Siviglia è una bella donna del sud, talmente bella da incutere timore. Consapevole della propria bellezza, non ama mostrarsi né esibire tutto il suo fascino; desidera rivelarsi solo a un attento e rispettoso visitatore.
Orgogliosa del proprio passato e della propria storia come lo sono i suoi abitanti, rivela le proprie bellezze intessute di influenze arabe inaspettatamente, magari mentre si passeggia e casualmente si butta l'occhio in un portone, dove si scopre un patio meraviglioso.


Nei vicoli stretti, bianchi e torridi del Barrio di Santa Cruz, antico quartiere ebraico, ci si può anche perdere in stradine strettissime, quasi un labirinto...ed ecco apparire, dietro a un grande portone in legno, un patio e una costruzione del '500 che conserva intatto il fascino antico, dove si può alloggiare in mini appartamenti dotati di ogni comfort.






Passeggiando a nord del Barrio di Santa Cruz, ci si imbatte nella dimora signorile più lussuosa di Siviglia, la Casa de Pilatos, palazzo costruito tra il XV e XVI secolo, dove si mescolano più stili architettonici, tra i quali prevale quello mudéjar. Meravigliosi gli azulejos che rivestono le pareti sotto le arcate del patio principale.




Continuando a camminare, all'improvviso ecco apparire tra i vicoli la Giralda, magnifica torre che domina la Cattedrale.

Immensa e splendida la Cattedrale con la sua torre, che di notte è ancora più suggestiva.


Nella piazza a lato della Cattedrale, si può fare un giro in carrozza, assaporando emozioni antiche in una città comunque rivolta al futuro.



E così, in carrozza, si scopre la Torre del Oro, simbolo della città, oggi Museo marittimo...


...i giardini del Parque María Luisa e la magnifica Plaza de España dalle incredibili prospettive...



...il romantico Ponte de Triana sul Guadalquivir...


Ma passeggiando con la nuova e fiammante chitarra flamenca in spalla...può anche accadere di sentirsi chiamare così da un gruppetto di andalusi:  "Guitarrista! Venga!" ed ecco PapàC por sevillanas y por alegrías con tanto di cantaor bravissimo nel cuore di Siviglia!   
Olé!



...Gustarsi le tapas nel Barrio de Triana, un tempo il luogo dove abitava una grande comunità gitana. Oggi la statua in bronzo di una gitana in abito flamenco con la chitarra al fianco e un'iscrizione ("Triana al Arte Flamenco") stanno a ricordare che il barrio è patria del flamenco.


Per chi ama il Flamenco, una visita al Museo del Baile di Cristina Hoyos è d'obbligo: qui si raccontano la storia e le origini del Flamenco, con omaggi ai più grandi artisti del passato e del presente.
Splendido il palco dove ogni sera vengono presentati spettacoli con artisti di rilievo.



 ...E si può anche frequentare una lezione di baile con la stessa bailaora dello spettacolo nei magnifici locali del museo adibiti a sala prova...e con un po' di fortuna, se sei la sola a fare la lezione, ecco una piccola letra su misura per te!


...ancora sudata per la fatica e per l'emozione, finalmente lo spettacolo...la bellezza e la forza espressiva, la perfezione e la tecnica...

Ancora una tappa al tablao che non può mancare in un viaggio a Siviglia, per assaporare un Flamenco meno accademico, ma comunque di qualità...


Giovani promesse: il Piccolo Tigro con la chitarra di papy...e chi lo ferma più?


 ...Pochi tre soli giorni...è finito un sogno, le lacrime trattenute...con una promessa: torneremo presto!



venerdì 10 giugno 2011

Santoro come i Mondiali!



Ieri sera come alla finale dei mondiali di calcio: deserte le strade, dalle finestre aperte delle case si sentivano i televisori tutti sintonizzati su "Annozero- ultima puntata", e tutti facevamo il tifo per lui, Santoro, mentre i Ministri Brunetta e Castelli insultavano tutti quanti, compreso il povero Celentano (sbaglio o si è preso del "pistolotto"?) ed anche il pubblico.
Vorrei dire solo questo a Brunetta, che la claque, come l'ha chiamata lui, era ovunque ieri sera, in quasi tutte le case degli italiani.
E quando il pubblico "di parte" di Santoro ha esultato e applaudito e battuto i piedi a terra, noi sui nostri divani facevamo altrettanto con il cuore che ci batteva forte per l'emozione.
Una grande "OLA" da nord a sud, da est a ovest. Un'ondata di simpatia, stima e affetto per i nostri grandi professionisti del giornalismo presi a calci nel culo da una neanche più velata dittatura.
Ma davvero credono che siano Santoro, Fazio & co. a influenzare noi italiani? Ci ritengono davvero così imbecilli? Non l'hanno ancora capito che, se sono finiti, lo devono solo a se stessi?

"Grillo deve studiare di più e dice boiate (testuali parole)", "Celentano deve cantare di più e parlare meno"..."Travaglio è fazioso" e avanti di questo passo.

Dov'è la buona educazione?
Dov'è il rispetto?
E sarebbero questi dei Ministri della Repubblica???

Ora Mamma Simo può davvero andare in ferie (dopo aver votato, ovvio).
A presto!

domenica 5 giugno 2011

Idee pizzose

Che cosa fare in una domenica piovosa e deprimente?
La pizza. E mangiarsela.

Vi rimando ad un post precedente, questo, per la pasta. E' la stessa che uso per la focaccia.
Poi vi dò un paio di varianti per nulla originali, ma dato che non sono niente di pazzesco, a nessuno vengono in mente, o forse vengono in mente a tutti, ma nessuno è così pirla da farci un post (a parte me).
Beh, comunque sono venute una bontà...con applauso di Aladar, esultazione del Piccolo Tigro che per l'euforia è pure volato dal seggiolino e complimenti di PapàC. Che vuoi di più dalla vita? Ma che lucano, al massimo un tucano, che almeno non perde i peli come Mati.


Foto Corrado Cordova

Variante 1: con pomodorini freschi
Sulla pasta stesa nella teglia mettere fiordilatte, pomodorini freschi (io ho usato i datterini, dolcissimi) e basilico. Ultimare la preparazione con sale e un filo d'olio. In forno a 230 °C per 10/15 min.
A cottura ultimata mettere ancora qualche foglia di basilico fresco (vedi le due foto in alto dopo e prima della cottura).

Variante 2: bianca con o senza rucola
Sulla pasta stesa nella teglia mettere fiordilatte, stracchino e qualche pezzetto di gorgonzola dolce.
Ultimare la preparazione con poco sale e un filo d'olio. In forno a 230 °C per 10/15 min.
Per i bambini va bene così, bianca, mentre per gli adulti, se piace, si può aggiungere all'ultimo, prima di servire, della rucola fresca (foto in basso).

Buona pizza!


venerdì 3 giugno 2011

Voglio l' IPAD: mi vendo un rene!


Un tempo si diceva: "M'è costato un occhio della testa!"
O ancora: "Quello ha venduto l'anima al diavolo"...
Oppure: "Mi gioco le palle che domani vince la mia squadra preferita"
E ancora: "E' talmente spregiudicato che venderebbe sua madre"
Poi c'era Demi Moore che si vendeva per una notte allo "sceicco" Robert Redford (e chiamala scema)

Ma MAI a nessuno sarebbe venuto in mente di vendersi un rene per comprarsi l'IPAD2!
Questo accade oggi: che un 17enne cinese, un tale Zheng, si vende un rene per circa 2.000,00 Euro.
Per fame?
Per disperazione?
Per salvare un familiare in fin di vita?
NO. 
Per comprarsi portatile e IPAD2.
E a 18 anni che farà, quando vorrà comprarsi la macchina? Come minimo fuori fegato, milza e magari anche il cuore. Qualcuno gli spieghi che a quel punto la macchina non gli servirà più.
La notizia ha del drammatico. Non ci sono parole. Per non piangere, ridiamoci sopra.

Al di là dell'assurdità dell'episodio, che nella drammaticità scatena ilarità, la cosa veramente drammatica è il traffico d'organi di minori.
Una piaga di un mondo alla deriva, una vergogna per l'intero genere umano. 
Leggi la notizia su yahoo

Immagini tratte da:

Cattive madri o madri cattive?



"Tua madre ti odia e tu odi quella parte di te che è come lei..."

Spezzare la catena. La catena di odio che scavalca generazioni, che si ripete inspiegabilmente di madre in figlia.
Bambine non amate prima, poi donne insicure e infelici e madri fragili, affettivamente sterili.
Paura, vuoto, solitudine. Fino al completo isolamento, alla paranoia, alla follia.

Spezzare la catena. Come?? Rifiutandosi di vivere nell'odio e nel rancore.
Imparare ad amare senza paura, cercando di non ripetere con i propri figli quello che si è subito, rifiutandosi di utilizzare quegli schemi, purtroppo ben noti, di manipolazione perversa. 
Imparare a ridere anche della calunnia, della persecuzione diffamatoria, strumenti miseri di menti meschine e perfide, vittime di se stesse, ormai perse in una folle caduta infernale.

Diventare madre a 360 gradi.   Amare, amare e ancora amare, aggrappandosi con forza agli affetti veri, autentici.
Solo così la catena si spezzerà e il male, una volta per tutte, collasserà su se stesso.



A proposito di...

Violenza perversa nella famiglia e nel lavoro
Ed. Einaudi
ISBN 88-06-15397-8
Un libro dalla parte delle vittime, perché ci si può salvare!

Immagini tratte da: http://www.google.it/imgres?imgurl=http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/electra/blog/evitante.jpg&imgrefurl=http://electra.leonardo.it/blog/tag/arte&usg=__SpZpTXKoY6BiiuTxLRNrJv8OhuM=&h=444&w=325&sz=50&hl=it&start=79&zoom=1&itbs=1&tbnid=Lnu9mF3x6oAlkM:&tbnh=127&tbnw=93&prev=/search%3Fq%3Dmamma%2Be%2Bfiglia%2Bdisegno%26start%3D60%26hl%3Dit%26sa%3DN%26ndsp%3D20%26tbm%3Disch&ei=q8SeTcCbNIbEswbgpeDiAQ

e da: http://www.gerypalazzotto.it/wp-content/uploads/2010/09/catena-spezzata.jpg



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