mercoledì 25 maggio 2011

Legge Cosmica perversa

Dev'esserci una Legge Universale che fa sì che quando si raggiunge un picco troppo elevato quanto raro di benessere psico-fisico, è perché sta per arrivare una batosta feroce.
Una legge perversa dell'equilibrio cosmico, che ne so.

Quando Mamma Simo è in pace col mondo cucina torte, quando è in armonia spirituale cura i propri fiori e con tanto amore si dedica al giardinaggio...

foto Corrado Cordova

Si può ben immaginare quanto stessi bene ieri pomeriggio, immersa tra le mie margherite bianche e lilla e le surfinie anch'esse un po' bianche un po' lilla (quest'anno m'è preso così, tutto bianco e lilla, sono come Picasso io) mentre nel forno cuoceva un profumato e soffice plum-cake.
L'armonia era totale, aspettando PapàC come la migliore delle mogliettine in pieno fermento creativo da vasi di petunie.

Da quel momento di estasi, da quell'istante di beata presa di coscienza, dopo aver ringraziato l'universo per quello stato di grazia...si è abbattuta una catastrofe di sfiga, piccoli episodi fastidiosi e irritanti, una serie di attacchi esterni persecutori, il tutto condito dalle crisi isteriche del Piccolo Tigro seguite da notte insonne...e la mia giornata si è rapidamente evoluta in un'autentica serata di M., nottata di M. e anche oggi non è che sia stata una gran giornata...

...Mi è sfuggito qualcosa???

lunedì 23 maggio 2011

1989: 5^ B Liceo Scientifico G.Vasco

"Eravamo quattro amici al bar...tra un bicchier di coca ed un caffé..." cantava Gino Paoli.
Noi eravamo quattro amici in pizzeria, tra una pizza ed un caffé sabato sera: quattro ex compagni di scuola di 22 anni fa.
Chiamarla rimpatriata è un po' troppo, data la scarsa partecipazione; difficile recuperare tutti e mettersi tutti d'accordo; la scorsa cena era andata meglio, ma io non avevo partecipato per un imprevisto.
E' stata una gran bella serata; una piacevole sorpresa ritrovarsi, dopo tanti anni.


La 5^B

C., quella compagna timida, con la quale avrò sì e no scambiato due parole in cinque anni, oggi è un'affermata psicologa, a conferma del fatto che spesso chi è riservato sviluppa eccellenti doti nello saper ascoltare, grande e rara virtù.
M., considerata ai tempi la secchiona della classe, è diventata un'effervescente donna piena di interessi e di cose da raccontare, più bella che mai.
L.,unico maschietto presente alla cena...padre di ben tre figli ancora abbastanza piccoli, non ha nulla del quarantenne "pantofolizzato" e si divide tra sport, musica, finanza, famiglia, tutto fiero della sua bella moglie che ancora si chiede come cavolo abbia fatto a sposarsela.

Tutti affermati nel lavoro, chi web designer, chi promotore finanziario, chi libero professionista...a parte me, che non mi sento poi così realizzata, ma pazienza, ho imparato a conviverci.
Tutti carichi di energia e passioni: io fanatica del flamenco, questo già si sa, M. e C. arrapate di salsa cubana e portoricana, L. che ha ripreso a studiare pianoforte e ha scoperto un grande amore per la lettura e la scrittura, dopo una vita dedicata a numeri e formule.

Un piccolo campione statistico sui quarantenni in circolazione:
25% single o almeno si dichiara tale
50% sposati
25% divorziati e ri-conviventi con nuova famiglia e nuovi figli (i cosiddetti recidivi)
75% con figli, con la media di 1,75 figli a testa (son questi i limiti della statistica)
100% convinti che la vita sia ancora una partita tutta da giocare.

Così, tra ricordi,  foto e raccontandoci 22 anni di vita vissuta e qualche "speteguless" sugli assenti (eh, peggio per voi ragazzi), la serata è volata e se non ci fossero stati mariti - mogli - figli ad aspettarci avremmo sicuramente fatto l'alba, presi da un vortice di allegria ed euforia, ovviamente con sottofondo musicale anni '80 e il titolare del ristorante, per fortuna anche lui leva 1970, che seppur comprensivo, non ne poteva più e non sapeva come cacciarci per potersene andare finalmente a nanna.





martedì 17 maggio 2011

Voci di donne in festa

Venerdì scorso, a Mondovì, si è svolta una festa-spettacolo nell'ambito del Progetto Penelope, di cui ho già scritto in un precedente post.

..."Una festa comincia quando si scambiano e accettano doni"...
Piatti da tutto il mondo, cucinati da donne di tutto il mondo...

Abiti da indossare, dai colori sgargianti, cuciti e ricamati a mano dalle Donne del Progetto Penelope...

Disegni con l'Henné ...


Eravamo in tante, europee, sudamericane, africane.

Qualcuna ha cantato...

Qualcuna si è cimentata in affascinanti numeri di giocoleria...

Altre hanno ballato...
Poi c'è chi ha recitato, chi con timidezza è salita sul palco, chi ha ballato la danza araba e chi ha letto ricette in francese mentre i vassoi di dolci passavano di mano in mano...
Intanto i numerosi bambini giocavano...sicuri tra tante mamme...

Tutte insieme alla fine ci siamo lanciate in una scatenata Pizzica salentina, fino allo sfinimento.

Non c'erano più barriere, la musica, la poesia, la danza ci avevano unite. A dimostrazione del fatto che, noi donne, siamo pronte e abbiamo le forze per costruire davvero un mondo nuovo.




Organizzato dal progetto Penelope (Ass.Anello Forte di Magliano Alpi, Ass. Mondoqui e Coop. Caracol) e con la collaborazione dell’Ass. dalla Parte dell’Educare. Realizzato grazie al sostegno del CSV (ex-bando Turco).

Foto: Maria Grazia Bertolino, Pina Gonzalez

martedì 3 maggio 2011

Ranzie Mensah



Sabato scorso ho avuto la grande fortuna di conoscere personalmente Ranzie Mensah, meravigliosa artista e donna ed ho avuto anche la fortuna di ascoltarla cantare e non solo: parlare, raccontare...di donne, di Africa, di intercultura nel vero senso della parola.

Una donna splendida, un'artista eccezionale che mi è entrata nel cuore.
La sua voce, i suoi occhi e la sua gestualità esprimono il calore, l'energia e l'umanità di una donna fuori dal comune.

Nonostante il suo notevole curriculum, dalle collaborazioni con Miriam Makeba agli spettacoli in tutto il mondo, nonché alla traduzione della biografia della stessa Miriam Makeba, Ranzie è una persona semplice e umile, con gli occhi sempre accesi di gioia.

Da quando esiste il pianeta terra con i suoi abitanti, la multicultura è sempre esistita ma da quando il mondo è diventato un villaggio globale ci siamo trovati davanti alla sfida d’imparare a vivere a volte, malgrado noi stessi, con un intreccio di culture.

Ho deciso di dedicare la mia vita a questo, di utilizzare ogni mio talento, ogni mia capacità a partecipare nella costruzione di un mondo interculturale perché questa è una mia convinzione, un mio ideale, una mia ragione di vita.

Ognuno di noi sta scrivendo il futuro con le proprie azioni.
Vorrei scrivere qualcosa raccontando una fiaba a un bambino.
Vorrei scrivere delle note di una melodia sul cuore di una bambina.
Vorrei scrivere il mio amore per tutti i bambini della terra.







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