lunedì 21 novembre 2011

Ricette, persone, ricordi

Nonna ed io

E' bello sentire il senso di appartenenza alla propria famiglia; sentire che è di lì che veniamo, che quelli sono i nostri geni, il marchio impresso nel dna. 
E più si invecchia, più il richiamo si fa forte, così come la voglia di andare a scoprire "pezzi di noi" nel passato, nei luoghi e nelle persone.
Spesso però si arriva tardi. Quella vecchia zia o nonna o nonno ai quali vorresti chiedere e dire tante cose non ci sono più. 

Dalla mia nonna paterna, la oggi novantasettenne "nonna bis" dei miei figli, penso di aver ereditato l'amore per la cucina, nonché alcune pennellate caratteriali quali l'impulsività e forse anche una punta di collericità, ahimé. Se Mendel aveva ragione, sono questi dei caratteri dominanti, dato che continuano a ripresentarsi in tutte le generazioni (aiuto!).

Ma nonna bis non era solo questo, era anche calore umano, forza ed energia vulcanica e una smisurata e carnale gioia di vivere. Uso l'indicativo imperfetto perché ora, purtroppo, non parla né cammina più; sorride ancora però, perché ha conservato intatta la sua voglia di vivere, nonostante tutto.

E' lei che mi ha insegnato i segreti per fare gli gnocchi, le tagliatelle, il pan di Spagna e tante altre ricette...ricordo quando, bambina, rubavo la pasta fatta in casa e me la mangiavo cruda, e quando mi diceva che per un pan di Spagna a regola d'arte bisognava sbattere i rossi d'uovo con lo zucchero fino a farli diventare una bianca spuma...ed io avevo male al braccio a forza di sbattere con il cucchiao di legno.

Poi c'era il "Bonet", tipico budino piemontese che per me rappresenta il profumo delle domeniche a pranzo dai nonni.
Ma la ricetta del bunet non gliel'ho mai chiesta...e lei non può più dirmela, anche se vorrebbe; può solo guardarmi con quei suoi brillanti occhi verdi.
Pensavo che mai avrei potuto rigustare quel sapore misto di uova e amaretti con una sensuale punta di marsala del suo bonet.
Ho chiesto a più persone la ricetta, ma ognuno mi dava una versione lievemente differente, ho cercato su internet...
Con un pizzico di intuizione ho elaborato la mia ricetta...e in un paio di tentativi ce l'ho fatta.
Come per magia, quel forte profumo legato alla mia infanzia si è ricreato...è rinato dalle mie mani.
Beh, a dire il vero quello di nonna aveva un profumo in più, il suo; ognuno lascia la propria impronta in ciò che cucina, mai due piatti fatti da persone diverse potranno essere identici.
Ma devo dire che la somiglianza è notevole.

Vi regalo la ricetta, con la raccomandazione di usarla con il dovuto riguardo...pensate di maneggiare un antico gioiello di famiglia, un qualcosa di prezioso e delicato che richiede rispetto e amore...e assaporerete un dolce tradizionale antico, semplice, facilissimo da realizzare e infinitamente buono!


Ingredienti
4 uova
1/2 litro latte
100 gr zucchero + zucchero per caramellare (2 cucchiai)
1 bicchierino marsala
150 gr amaretti

Tritare finemente nel mixer gli amaretti.
Sbattere le uova con lo zucchero (meglio a mano così non si ingloba troppa aria), aggiungere il marsala, il latte tiepido e gli amaretti tritati.Caramellare lo zucchero nello stampo (rettangolare o classico da budino) e versarvi il composto liquido ottenuto.
Coprire con la carta stagnola ma fare un foro al centro (camino) e cuocere a bagnomaria  in forno a 180° per 40'circa (controllare con un coltello che sia cotto).Si può cuocere anche su fornello, sempre a bagnomaria.
Girare ancora tiepido, per evitare che il caramello si attacchi al fondo.

*Sono tante le varianti che potrete trovare anche in internet, che in genere prevedono il cacao in polvere, il caffé o quant'altro. Ma questa è la nostra, pertanto è unica...


12 commenti:

  1. un salutino alla nonna bis, e un altro a te ma solo se mi prometti un budino appena possibile :P

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  2. Amica mia, a furia di mostrarti solo di profilo non ti facevo un sorriso così splendido e radioso!
    Augurissimi alla nonna! :)

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  3. quanto siete belle tutt'e due!!!

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  4. Che bello questo post dedicato a nonna bis :)
    Le nonne sono una invenzione fantastica!
    Un bacione ad entrambe ^_-
    Namastè

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  5. Grazie per questo dono. Son anche io depositaria di gioiello come questo e ne comprendo l'inestimabile valore.

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  6. E' una nonna bis che è entrata nei nostri cuori con questo post! Un bacione a te e a lei!

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  7. Grazie per questa ricetta preziosa!. Ho mangiato una sola volta questo dolce e non l'ho mai preparato. Non vedo l'ora di provarlo.

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  8. Io che di nonni non ne ho praticamente mai avuti invidio molto chi ha potuto avere il dono inestimabile della loro presenza, saggezza, storie, esperienze.
    Quanto alla ricetta di famiglia, trovo la tua volontà di condividerla qui commovente e generosa: sono sicura che la nonna bis approverebbe.
    Saluti

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  9. Ah che bello aprire il blog e trovarci tanti commenti, i vostri...belli, sensibili e cari.
    Ancor più bello perché spontanei, perché siete venuti qui, avete letto e commentato senza essere costretti (spesso lo si fa per cortesia in risposta a un commento sul proprio blog, che va anche bene ma è meno spontaneo).
    Ecco, invece era da un po' che latitavo e non mi aspettavo questa bella accoglienza...grazie!
    Grazie a tutti davvero, mi avete scaldato il cuore!!
    Nonna bis ve la saluterò, le dirò che ha tanti amici che non conosce ma che la conoscono e che il suo "bonet" è ormai famoso...non le parlerò di blog (non capirebbe) ma di un bel posto dove ci troviamo a far due chiacchiere...
    Smack!

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  10. Simona carissima le cose uniche in quanto tali sono sempre le migliori. Complimenti per la ricetta, e auriri alla tua nonna giovanissima.
    Un abbraccio
    Maurizio

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  11. Ciao! Lo sai che sei la prima persona che sento, oltre me, che chiama la bisnonna "nonna bis"? Di solito quando dico che io mi rivolgevo a lei chiamandola nonna bis, tutti mi guardano straniti...

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Grazie per i graditi commenti, ma grazie soprattutto per aver avuto la voglia di leggermi...

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