venerdì 4 marzo 2011

Come l'acqua



Quando si legge un'affermazione del genere non pò non contorcersi l'intestino:
«Nella scuola pubblica gli insegnanti inculcano principi diversi da quelli delle famiglie»

Strano, non me n'ero accorta, eppure mio figlio frequenta la Scuola Pubblica da ben 7 anni, cioè dalla prima elementare a oggi, seconda media, e se vogliamo aggiungiamo i 3 anni di Scuola Materna.
Il piccolo invece inizierà a settembre la Scuola Materna, rigorosamente pubblica, anche se dalle mie parti si usa iscrivere i figli alla privata (dalle suore) non sempre per scelta ideologica, ma perché "così non ci sono i marocchini".
La reale motivazione per la quale si scelgono scuole private, è molto spesso proprio quella di non trovarci gli stranieri, per il semplice fatto che non se la possono permettere. Via la "feccia" già dai primi anni di vita, così ci ritroveremo con dei futuri adulti, che vivranno in un mondo multietnico, completamente emarginati con la loro puzza al naso e i loro pregiudizi. Amen.

Il nostro autoritario governo vuole dequalificare la Scuola Pubblica per creare un'élite esigua istruita a fronte di una massa deforme e ignorante, facile da abbindolare (niente di nuovo sotto il sole) ma dimentica di dover fare i conti con una società grazie al cielo progredita rispetto a 100 o 200 anni fa.  Quelli che dicono no, che il modello del welfare state l'hanno studiato anche a scuola (nella Scuola Pubblica)  e lo considerano una grande conquista sociale, sono i "comunisti" da combattere, l'incubo, il nemico invisibile di questi  paranoici senza cultura né senso civile né rispetto.

"Nella scuola pubblica gli insegnanti non sono in grado di educare"
Che vergogna. Ovvio, è una provocazione. Una provocazione nei confronti di chi detiene l'arma più pericolosa per la nostra casta regnante: la cultura. La temono, perché non  la possiedono ed è l'unica in grado di far luce sul loro "grande nulla". E allora fuori dalle scatole gli insegnanti della Scuola Pubblica che non si piegano e ancora (per poco) hanno diritto di parola e di opinione.
Questa è repressione!Svegliamoci!
Mi è piaciuto, a questo proposito, l'editoriale di Jovanotti su l'Unità, che riporto qui sotto, e vi invito anche a firmare, come ho fatto io, QUI

L'Unità - 1 marzo 2011 - L'editoriale
Come l'acqua
di Lorenzo Cherubini - In arte Jovanotti

Quando nostra figlia è arrivata all'età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica. Potevamo permetterci di scegliere e abbiamo scelto. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. E' nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l'Italia ha una Scuola Pubblica. Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta. Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un'azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C'è da imparare anche dalle ignoranze,non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così,è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell'obbligo. Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te?

Il nostro presidente del consiglio dicendo quello che ha detto offende milioni di famiglie e migliaia di persone che all'insegnamento dedicano il loro tempo migliore, con cura, con affetto vero per quei ragazzi. Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perché offenderli? Perché demotivarli? Perché usare un termine come "inculcare"? E' una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più.

La scuola pubblica non è in competizione con le scuole private, non è la lotta tra Rai e Mediaset o tra due supermercati per conquistarsi uno spettatore o un cliente in più, non mettiamola su questo piano... La scuola di Stato è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non hanno figli e anche di quelli che mandano i figli alla scuola privata, è questo il punto. E' una conquista, è come l'acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l'acqua minerale che preferisce ma guai a chi avvelena l'acqua del rubinetto per vendere più acque minerali. E' una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato.

La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata. In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi gli insegnanti i ragazzi le lavagne. Bisogna amarla, ed esserne fieri.
L'immagine è tratta da google immagini

8 commenti:

  1. Personalmente trovo fin troppo delicato e moscio l'intervento di Jovanotti (e poi non capisco se l'accenno all'acqua del rubinetto è infelice o ironicamente voluto, visto che presto la pagheremo più della minerale grazie ai maiali speculatori che vogliono privatizzarla, e che ce la faranno, dal momento che il referendum contro di loro e gli altri suini del nucleare, essendo stato abilmente collocato a giugno, FALLIRA'!)
    Se ti interessa una posizione leggermente più energica, cara amica, ti consiglio le ultime righe del mio post sulle scuole di Krishnamurti (ormai slittato in seconda posizione nel mio blog).
    Chiedo scusa a tutti se ho spammeggiato... :-))
    Ciao!

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  2. Aggingo il link di Zio Scriba:

    http://zioscriba.blogspot.com/2011/02/j-krishnamurti-lintelligenza-e-pensare.html?showComment=1299249949172#c4859392867830896598

    Come lo hanno definito...una bibbia! Sopraffina la conclusione!!

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  3. A me piace l'intervento di Jovannotti, soprattutto la frase "A che serve parlare tre lingue se non sai parlare con uno diverso da te"

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  4. anche a me piace quello che dice Lorenzo e comunque adesso vado a leggere pure quello che ha scritto zio scriba.
    :)

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  5. L'attuale governo teme la cultura,perchè vuol dire consapevolezza e saper pensare con la propria testa;non le campagne di propaganda che lancia la tv.Questa dichiarazione è un offesa per tutti;io non ho mai ascoltato un premier di un Paese democratico criticare le istituzioni pubbliche.Piacere di fare la tua conoscenza e grazie della gradita visita.Ti auguro una felice serata;saluti a presto

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  6. ottima la riflessione nel commento sopra..."io non ho mai ascoltato un premier di un Paese democratico criticare le istituzioni pubbliche" una triste verità in cui stato fa di tutto per screditare quello che dovrebbero essere le fondamenta del suo futuro democratico.
    La nostra scelta riguardo la scuola e stata pressoché uguale alla tua e dove abbiamo trovato le insegnanti che profondamente credevano e credono ancora nella loro professione e nella scuola pubblica e che oggi lottano con le unghie a salvare i salvabile.

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  7. Cindry, anche a me è piaciuta questa affermazione. Purtroppo è proprio così.

    Fra, così anche tu hai conosciuto quel numero uno di zio Scriba. Un grande. Ti consiglio il suo libro, che puoi vedere anche qui sul mio blog: Tutta colpa di Tondelli.
    Ciao Fra, a presto!

    Hai ragione, Cavaliere oscuro, è quasi un paradosso. Benvenuto!

    Jole, anche io ho avuto la fortuna di incontrare insegnanti davvero validi nella scuola media che frequenta mio figlio. Si ha veramente la sensazione che stiano lottando con le unghie per salvare il salvabile, dato che tutto purtroppo è affidato al singolo e spesso hanno tutto e tutti contro. L'importante è che non mollino.
    Sono convinta che ce la faranno, alla faccia dei decerebrati che ci governano.

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Grazie per i graditi commenti, ma grazie soprattutto per aver avuto la voglia di leggermi...

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