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Visualizzazione dei post da Marzo, 2011

La nube che uccide i sogni

Ieri pomeriggio guardavo i miei figli giocare finalmente in giardino, dopo il rigido inverno piemontese.


La neve ha da poco lasciato spazio a una tenera erbetta verde brillante. I primi germogli,i primi fiori da raccogliere e regalare a mamma, il profumo di terra ancora umida che sa di primavera...

Aladar un po' studiava francese e un po' tirava due calci al pallone con il Piccolo Tigro, letteralmente esaltato per la gioia di poter giocare di nuovo fuori.

Li guardavo, i miei bambini, correre felici dietro al pallone.
Li guardavo con tenerezza e intanto immaginavo il loro futuro, disegnandolo nella mia mente luminoso e sereno e pieno di colori...a quel punto una grande nube grigia, terribile, si è affacciata alla mia mente, spazzando via tutto, colori, profumi, primavera, futuro. Mi sono paralizzata, smettendo anche di respirare a pieni polmoni. Ho pensato a quale futuro, quale mondo lasceremo in mano ai nostri figli; ho pensato ai  genitori dei bambini giapponesi. Io credo ch…

Un mondo in rovina

Sono triste. Triste e angosciata.

Come donna, per il ruolo che la donna, troppo spesso accondiscendente, ha nei media e nel sociale in genere. Perché mi rendo conto che le conquiste della donna hanno portato come strascico una sbagliata interpretazione di libertà e femminilità.


Come cittadina italiana, in quanto cittadina di un paese di politicanti buffoni, irresponsabili, arroganti beceri e ignoranti, caricature di se stessi, squallidi personaggi protagonisti di un momento storico che, mi pare di leggere un libro già scritto, sarà definito un giorno come il più decadente della storia moderna.


Come cittadina del mondo, perché non mi spiego come un’azione “umanitaria” possa essere compiuta con le armi da guerra.


Il mio cuore è vicino al coraggioso popolo giapponese, al quale il destino ha inferto un nuovo colpo drammatico. …Ironia della sorte? Il nucleare di nuovo protagonista della sciagura di un popolo, sommato agli eventi naturali catastrofici.


Ma è come mamma che mi sento più angosciat…

Auguri Papy!

Grandi preparativi, quest'anno, per la Festa del Papà!
Ora che il Piccolo Tigro ha quasi tre anni, ho pensato di coinvolgerlo e di spiegargli che sabato sarà la festa del suo papà...

A parte il fatto che c'ho impiegato mezz'ora a fargli capire che la festa è del suo papà e non sua, quindi il regalino deve prepararlo lui  per il suo papy e non viceversa...
Quando mi pareva avesse metabolizzato il concetto, mi ha elencato tutto trullo una sfilza di regali: brum pompieri...brum viola... brum forte...e non ha mancato di aggiungere Babbo Natale, dato che dal Natale scorso, non passa giorno in cui non gli chieda un regalino.
E non solo, attacca post-it per tutta la casa dove "scrive", a modo suo ovviamente, la letterina a Babbo Natale, gonfia di richieste...vagli a far capire che dovrà aspettare quasi un anno, perché Babbo Natale ora riposa al polo nord...ha finito i soldini...le banche non gli fanno più credito...è caduto in una profonda depressione...

Vabbé, alla fi…

Donne e veli

Quali e quanti sono i veli che portiamo?
Metaforicamente, velo è anche un modo di essere che non ci appartiene, che la società o la famiglia ci hanno imposto. Può essere anche l'isolamento, la solitudine, i tabù che non riusciamo a scrollarci di dosso.
Uscire sempre e solo in auto, senza mai passeggiare, incrociare altri sguardi, comunicare con gli occhi o con il sorriso, costituisce un velo di isolamento.
Fino all'estrema tirannia...il "burqa".

Questo è stato il tema di uno spettacolo presentato ieri sera nel teatro della mia cittadina, da un gruppo teatrale di Torino, l'Alma Teatro, dal titolo "Chador e altri foulards".

Uno spettacolo molto bello e uno spunto di riflessione...
E' meglio sentirsi le regine di uno spazio limitato come la casa, con ruoli ben definiti, o stare nel mondo?
...Com'è possibile che la donna col velo sostenga che solo così si sente protetta, rispettata, libera di essere se stessa?

Quante volte, noi occidentali "ema…

Un sogno...

La notte scorsa ho fatto un sogno...
Tenevo in braccio una bambina, una neonata, bella, morbida, profumata...e la allattavo.
Ho rivissuto, grazie al sogno, quegli istanti unici e meravigliosi di amore autentico, incondizionato. Momenti che purtroppo volano via troppo velocemente e sono destinati a restare un ricordo per il resto dei nostri giorni.
Quella sensazione di essere l'unica fonte di sopravvivenza della tua creatura, quel desiderio di donare e donarsi che prende vita con il latte che sgorga da te...quegli occhi che ti guardano fin nell'anima mentre la sua bocca cerca il tuo seno con avidità...

Durante la colazione, ancora tutta immersa nelle mie sensazioni, ho voluto rendere partecipe anche PapàC, raccontandogli il mio sogno, tutta traboccante di emozione e di voglia di condividere con lui una sensazione purtroppo preclusa agli uomini.

-Amore.. è stato come rivivere quei momenti...   -segueprofondo sospiro-
Lui mi guarda e butta giù  un sorso di té bollente. Mi sembr…

"MINUSCULE"

"MINUSCULE, la vie privée des insectes": produzione francese (Futurikon) del 2005, creato da Hélène Giraud e Thomas Szabo.

Si tratta di splendidi corti realizzati con animazioni in 3D sul mondo degli insettti, in un'ambientazione reale molto ben fatta. Belle le immagini, i colori, i personaggi.  Da morir dal ridere. Uno spasso per i bimbi, ma anche per noi. Delicati e intelligenti. Belle anche le musiche.
Il mio Piccolo Tigro ride come un pazzo con la coccinella che fa le pernacchie ma, devo dire la verità, anche io la adoro...


E' in programmazione suRai yo-yo alle 7,30 alle 10,35 e alle 16,30 tutti i giorni. Il sito ufficiale, da vedere, è http://www.minuscule.tv/

Come l'acqua

Quando si legge un'affermazione del genere non pò non contorcersi l'intestino:
«Nella scuola pubblica gli insegnanti inculcano principi diversi da quelli delle famiglie»
Strano, non me n'ero accorta, eppure mio figlio frequenta la Scuola Pubblica da ben 7 anni, cioè dalla prima elementare a oggi, seconda media, e se vogliamo aggiungiamo i 3 anni di Scuola Materna. Il piccolo invece inizierà a settembre la Scuola Materna, rigorosamente pubblica, anche se dalle mie parti si usa iscrivere i figli alla privata (dalle suore) non sempre per scelta ideologica, ma perché "così non ci sono i marocchini". La reale motivazione per la quale si scelgono scuole private, è molto spesso proprio quella di non trovarci gli stranieri, per il semplice fatto che non se la possono permettere. Via la "feccia" già dai primi anni di vita, così ci ritroveremo con dei futuri adulti, che vivranno in un mondo multietnico, completamente emarginati con la loro puzza al naso e i loro preg…