martedì 20 dicembre 2011

AUGURI!!!


Ai miei cari amici blogger e a quelli non virtuali,
a chi mi legge spesso e a chi è passato di qui per caso,
a chi commenta e a chi legge nel silenzio.

A chi come me non ama questa pazza corsa ai regali
che ci ha rovinato un po' il sapore del Natale.
A chi cerca, come me, di vivere il Natale 
attraverso gli occhi dei bambini...
AUGURI!
Mamma Simo


E per finire, gli auguri di PapàC, alias Corrado Cordova (per vederlo sotto la neve cliccare sul fiocco...)




lunedì 19 dicembre 2011

Angeli e demoni


Giacomo Cutrera è un ragazzo dislessico, laureatosi nel 2010 in ingegneria.
Ha deciso, vista la grande sofferenza da lui stesso vissuta, di scrivere un libro e di girare tutta l'Italia per informare, al fine che nessun bambino o ragazzo debba passare quello che ha passato lui.

Ho avuto la grande fortuna di assistere ad una sua conferenza recentemente ed è stata una serata per me e per mio figlio unica.

E' inutile dire ai nostri figli che anche Leonardo, Einsten, Walt Disney e Steve Jobb erano dislessici, perché loro, piegati e distrutti nell'autostima da anni di frustrazioni scolastiche, non ci crederanno mai, di essere dei geni; in genere sono convinti di essere dei cretini e basta.

Invece, avere davanti a sè un modello estremamente positivo come Giacomo Cutrera, che con sensibilità, ironia e grande umiltà (dote rara e meravigliosa!) racconta la propria storia fatta di sofferenza, incomprensioni, ingiustizie e anche della positiva svolta è davvero utile e importante per cambiare il punto di vista.
...Lui che racconta delle tabelline impossibili da memorizzare e i tanti bambini in sala: "E' vero! Anch'io!!"
La dislessia affrontata per quello che è: non una malattia, solo un diverso utilizzo delle aree cerebrali che se da un lato crea problemi nella scuola (impostata al 90 % sulla verbalizzazione e sulla lettura), regala da un'altra parte doti notevoli che vanno ricercate e sfruttate.

E così esci dalla conferenza con il cuore colmo di gioia e le lacrime agli occhi, perché finalmente tuo figlio, per la prima volta ti dice: "mamma, mi sa tanto che noi siamo speciali...".
E quella di Giacomo Cutrera si delinea come una vera missione, fatta di tanti piccoli enormi miracoli.



Qui è scaricabile il pdf del libro "Demone Bianco"

Un grazie all'AID, Associazione Italiana Dislessia, sezione di Cuneo e al Dottor Lingua, che ha organizzato la Conferenza. 

Sempre a proposito di dislessia, c'è un bel film che si può scaricare gratuitamente QUI: "Stelle sulla terra",  film che val la pena di vedere e di far vedere ai bambini, tutti, anche a quelli che non hanno il problema.

Un caro amico Blogger, nonchè eccezionale critico cinematografico, ha recensito questo film, cosa che io ovviamente non saprei mai fare, e mi son ritenuta fortunata e onorata, dato che considero questa recensione anche un po' un regalo per me. Leggetela, è talmente bella che ci si perde...grazie di cuore Roby!!





domenica 18 dicembre 2011

Struffolins

Giorni pieni questi. Di vomitini e cacarelle. Il piccolo di qua, il grande di là. Gastroenterite a gogò. Virus pre-Natalizio, dice la pediatra; una sorta di augurio di Buone Feste. 
Facciamocene una ragione. E cuciniamo. Il profumo di dolci li farà guarire...e in effetti,  in tempi record, si sono ripresi entrambi.

Io mi sono dilettata con i muffins: qui la ricetta, la stessa del plum cake (mi raccomando, andateci dentro di scorza grattugiata di limone).



PapàC si è invece sbizzarrito con gli struffoli, tipico dolce napoletano natalizio.
Ma PapàC non rivelerà mai per nulla al mondo la ricetta di zia Maria, quindi consiglio di guardare questa ricetta di Giallo zafferano...ho visto che anche lui la stava sbirciando...



Foto PapàC

mercoledì 14 dicembre 2011

Napoletanità

Ho già raccontato tempo fa, QUI, delle nostre pittoresche partenze per Napoli, dove due o tre volte l'anno ci rechiamo a trovare i nonni...ma non voglio ripetermi, dato che, Natale Pasqua o Ferragosto, è sempre la stessa storia.

Bene, potrei raccontarvi allora della bellezza di Napoli e del suo centro storico, dove, appena scesi dalla circumflegrea, ci si trova immersi nel cuore pulsante della città...di come un balcone possa diventare un quadro originale fotografato da tutti i turisti con il naso all'insù...


Le strade brulicanti di gente, tanta gente...


Il mercato del pesce nella Pignasecca...



Strane coppie si incontrano per le vie del centro storico...


Le bontà non mancano e neanche lo spirito napoletano...


Via San Gregorio Armeno, con i suoi Presepi, le botteghe artigiane e ancora fiumi di gente, ora che ci si prepara al Natale...






Ma il BABA' non può mancare...


E la pizza...finalmente LA PIZZA!


Potrei raccontarvi molto ancora...ma quello che vorrei raccontarvi, senza cadere nella retorica, è di quanto sia bella la napoletanità, di quanto sia ancora importante, qui, il valore umano.
Qui non ti senti solo, c'è sempre qualcuno disposto ad aiutarti se ne hai bisogno, a farti un favore, a regalarti un sorriso o un dolcetto per il bambino.
Qui, a volte, sembra mancare tutto.
Ma quello che non mancherà mai, e questa è la loro forza, è la grande carica umana, un vero e immenso patrimonio.
Solo venendo qui si può capire...ma, in una storica libreria di Napoli, la Libreria Neapolis, ho scovato questo bel libro, adatto per napoletani e non...

Manuale di Napoletanità di Amedeo Colella


Le foto sono di Christian Cordova 


martedì 22 novembre 2011

Elle n'est pas raciste...



In questi giorni, su Sky, sta passando un film, una commedia musicale di Étienne Chatiliez: "Agathe Cléry".
Bellissimi i balletti, compreso il pezzo flamenco (che ovviamente ho molto apprezzato), simpatico e intelligente il film. Da vedere, ve lo consiglio assolutamente anche se magari non amate il genere della commedia musicale.

Giusta punizione per un'arrogante e razzista donna bianca in carriera è la malattia che improvvisamente la colpisce facendole perdere il lavoro, l'uomo ipocrita e meschino con il quale vive nonché l'equilibrio psicologico.
La malattia in questione è il morbo di Addison, una malattia realmente esistente che consiste in un'insufficienza di una ghiandola surrenale che provoca un'iperpigmentazione cutanea ovviamente enfatizzata dal film...per farla breve, questa antipatica e spregiudicata donna in carriera si ritrova di colore, con tutte le conseguenze che si possono immaginare.

Bella punizione, quella che in genere auguro a tutti i razzisti che mi capita di incontrare sul mio cammino, limitandomi ad augurare loro una prossima reincarnazione come vittima; bella invece questa soluzione ipotizzata dal film, ricco di spunti da morir dal ridere.

Come sempre, dietro alle risate si nasconde un'amara realtà.






lunedì 21 novembre 2011

Ricette, persone, ricordi

Nonna ed io

E' bello sentire il senso di appartenenza alla propria famiglia; sentire che è di lì che veniamo, che quelli sono i nostri geni, il marchio impresso nel dna. 
E più si invecchia, più il richiamo si fa forte, così come la voglia di andare a scoprire "pezzi di noi" nel passato, nei luoghi e nelle persone.
Spesso però si arriva tardi. Quella vecchia zia o nonna o nonno ai quali vorresti chiedere e dire tante cose non ci sono più. 

Dalla mia nonna paterna, la oggi novantasettenne "nonna bis" dei miei figli, penso di aver ereditato l'amore per la cucina, nonché alcune pennellate caratteriali quali l'impulsività e forse anche una punta di collericità, ahimé. Se Mendel aveva ragione, sono questi dei caratteri dominanti, dato che continuano a ripresentarsi in tutte le generazioni (aiuto!).

Ma nonna bis non era solo questo, era anche calore umano, forza ed energia vulcanica e una smisurata e carnale gioia di vivere. Uso l'indicativo imperfetto perché ora, purtroppo, non parla né cammina più; sorride ancora però, perché ha conservato intatta la sua voglia di vivere, nonostante tutto.

E' lei che mi ha insegnato i segreti per fare gli gnocchi, le tagliatelle, il pan di Spagna e tante altre ricette...ricordo quando, bambina, rubavo la pasta fatta in casa e me la mangiavo cruda, e quando mi diceva che per un pan di Spagna a regola d'arte bisognava sbattere i rossi d'uovo con lo zucchero fino a farli diventare una bianca spuma...ed io avevo male al braccio a forza di sbattere con il cucchiao di legno.

Poi c'era il "Bonet", tipico budino piemontese che per me rappresenta il profumo delle domeniche a pranzo dai nonni.
Ma la ricetta del bunet non gliel'ho mai chiesta...e lei non può più dirmela, anche se vorrebbe; può solo guardarmi con quei suoi brillanti occhi verdi.
Pensavo che mai avrei potuto rigustare quel sapore misto di uova e amaretti con una sensuale punta di marsala del suo bonet.
Ho chiesto a più persone la ricetta, ma ognuno mi dava una versione lievemente differente, ho cercato su internet...
Con un pizzico di intuizione ho elaborato la mia ricetta...e in un paio di tentativi ce l'ho fatta.
Come per magia, quel forte profumo legato alla mia infanzia si è ricreato...è rinato dalle mie mani.
Beh, a dire il vero quello di nonna aveva un profumo in più, il suo; ognuno lascia la propria impronta in ciò che cucina, mai due piatti fatti da persone diverse potranno essere identici.
Ma devo dire che la somiglianza è notevole.

Vi regalo la ricetta, con la raccomandazione di usarla con il dovuto riguardo...pensate di maneggiare un antico gioiello di famiglia, un qualcosa di prezioso e delicato che richiede rispetto e amore...e assaporerete un dolce tradizionale antico, semplice, facilissimo da realizzare e infinitamente buono!


Ingredienti
4 uova
1/2 litro latte
100 gr zucchero + zucchero per caramellare (2 cucchiai)
1 bicchierino marsala
150 gr amaretti

Tritare finemente nel mixer gli amaretti.
Sbattere le uova con lo zucchero (meglio a mano così non si ingloba troppa aria), aggiungere il marsala, il latte tiepido e gli amaretti tritati.Caramellare lo zucchero nello stampo (rettangolare o classico da budino) e versarvi il composto liquido ottenuto.
Coprire con la carta stagnola ma fare un foro al centro (camino) e cuocere a bagnomaria  in forno a 180° per 40'circa (controllare con un coltello che sia cotto).Si può cuocere anche su fornello, sempre a bagnomaria.
Girare ancora tiepido, per evitare che il caramello si attacchi al fondo.

*Sono tante le varianti che potrete trovare anche in internet, che in genere prevedono il cacao in polvere, il caffé o quant'altro. Ma questa è la nostra, pertanto è unica...


lunedì 7 novembre 2011

Alluvione e disillusione

Guardando Genova...



L’alluvione ha sommerso il pack dei mobili,
delle carte, dei quadri che stipavano
un sotterraneo chiuso a doppio lucchetto.
Forse hanno ciecamente lottato i marocchini
Rossi, le sterminate dediche di Du Bos,
il timbro a ceralacca con la faccia di Ezra,
il Valèry di Alain, l’originale
dei Canti Orfici – e poi qualche pennello
da barba, mille cianfrusaglie e tutte
le musiche di tuo fratello Silvio.
Dieci, dodici giorni sotto un’atroce morsura
Di nafta e sterco. Certo hanno sofferto
Tanto prima di perdere la loro identità.
Anch’io sono incrostato fino al collo se il mio
Stato civile fu dubbio fin dall’inizio.
Non torba m’ha assediato, ma gli eventi
Di una realtà incredibile e mai creduta.
Di fronte ad essi il mio coraggio fu il primo
Dei tuoi prestiti e forse non l’hai saputo.

14. XENIA II

Eugenio Montale, poeta genovese, scrisse questa poesia in occasione dell'alluvione del 1966 a Firenze.
Venne pubblicata nella raccolta Satura nel 1971.


L'alluvione è qui simbolo della fine di tutte le illusioni sul valore della propria civiltà e della storia. 
Alla luce della disillusione, anche i miti passati cadono, trascinando il poeta in una profonda crisi di identità, dove la moglie si configura come unico appiglio, salvezza.


In questo sta la diversità: i genovesi, pur nella desolazione di essere stati ingannati, traditi, non ascoltati, stanno affermando la loro fortissima identità, unendosi e lavorando per riportare il sorriso nella loro splendida città.


Un pensiero, un abbraccio da parte mia a tutti voi.



Foto di Corrado Cordova: il Piccolo Tigro a Genova, un anno fa

lunedì 31 ottobre 2011

David, pensaci tu


A me Halloween non piace; non sopporto il Carnevale e i suoi mascheramenti, figurarsi aggiungerne altri  il 31 ottobre.
Le zucche invece mi piacciono: vellutata di zucca e risotto alla zucca  oltre a quelle belle zucchette decorative da mettere in cucina, di tutte le forme e colori (l'ultima che ho trovato è bellissima, anche se ha la forma e le dimensioni di una peretta). 
Mi piacciono inoltre le - umane -  zucche  piene, mentre mi innervosiscono le - tante - zucche vuote.

Non sto a polemizzare sul sacro Ognissanti contrapposto al profano e acquisito Halloween, non è questo il punto. Il rimescolamento globale è ormai ovunque, anche Babbo Natale d'altra parte ha surclassato Gesù Bambino, re incontrastato della mia infanzia.
Se chiedevo alla mia mamma chi fosse Babbo Natale, mi rispondeva che era tutta una falsità, mentre l'unico ed il solo a portare i regali era Gesù Bambino, che rinasceva ad ogni Natale per portare i regali ai bimbi buoni.
Mi raccontavano inoltre che Gesù Bambino veniva di notte ed entrava attraverso le finestre chiuse e le tapparelle abbassate, dalle quali riusciva anche a farci entrare i pacchi...smaterializzazione?
Ma io ci credevo senza fare una piega, senza farmi alcuna domanda.

Ora invece, con questa nuova generazione di bimbi pragmatici-scettici-disillusi mi tocca mettere in piedi una serie di artifici per rendere credibile la storia di Babbo Natale...che viene su una slitta (l'hai vista la luce nel cielo? No, non è un aereo, è lui!), si ferma in giardino (guarda i solchi della slitta!), si beve una tazza di latte e nesquik e lascia briciole di biscotti qua e là, e poi le renne, che mangiano le carote lasciate la sera prima e fanno la cacca in giardino (guarda! Quella non è la cacca di Mati e Sandy! E' troppo grande! E' la cacca delle renne!!No, dai, non me la far prendere!).
E la finestra basculante aperta, altrimenti come cavolo entra Babbo Natale? No, la porta di ingresso chiudiamola che magari ci entrano pure i ladri. 
Ma perché i cani non abbaiano a Babbo Natale
Ehm...perché sanno che è tanto bravo e che porta delle cose buone anche a loro...
E come fa a volare la slitta? Dov'è il motore? 
Ehm...vola per magia (aiuto, questa non la beve, lo so).
E come fa Babbo Natale a impacchettare tutti i regali e perché hanno la stessa carta di Toys?
Perché li compra lì...
Quando?
Ah beh, ha inziato per lo meno a luglio.
Non l'ho mai visto da Toys...
Lui non si fa mica vedere, va di notte.
Ma Toys di notte fa nanna (mannaggia a me che gli ho detto che alle 19,30 chiude).
...E non suona  l'antituffo? (antifurto). 

Amore...tieni: prenditi il bancoposta.
Vai, comprati quello che cavolo vuoi e, se per caso vedi Babbo Natale, o meglio ancora Gesù Bambino, salutali da parte di una ex bambina tanto, tanto tonta...
Nel frattempo io vedo se riesco a contattare David Copperfield con largo anticipo, tanto per rendere un po' più credibile 'sto benedetto Babbo Natale.


Immagine di David Copperfield tratta da google immagini

venerdì 28 ottobre 2011

Rumori nella notte

...Paranormal activity?

La notte scorsa, ore 3:17:53...
Alcuni strani, crescenti rumori provenienti dal piano di sopra (dove vive un settantenne signore con la sua compagna) mi svegliano e ci metto un po' a capire che cosa stia accadendo.

Con un calcio altezza coscia sveglio la mia dolce metà:
-Senti anche tu o sto sognando?-
-Eh? Uh?! ...IN-CRE-DI-BI-LE!-
-Eh no, bello, in-cre-di-bi-le un cor-no: IM-PA-RA!-



Immagine dal film "Paranormal Activity" tratta da google immagini

martedì 25 ottobre 2011

Il buongiorno si vede dal mattino



Mi son svegliata di buon umore, questa mattina.
Dopo una notte di sogni sereni, dopo un sonno incredibilmente non spezzato dal Piccolo Tigro che non è zompato nel lettone come in genere fa ripetutamente più volte nella stessa notte, mi sentivo proprio bene.
Ancora nel letto, mi sono stiracchiata, ho prodotto i pensieri più positivi che riuscissi a trovare e mi sono alzata ruspante come una capretta di montagna.
Neanche la pioggia mista neve è riuscita a deprimermi.
Giornata all’insegna del natural-bio-armonioso…bicchiere d’acqua temperatura ambiente, yogurt e cereali, abbraccio energetico a PapàC (con suo punto interrogativo nello sguardo).
Dulcis in fundo: il saluto al sole, anche se il sole non c’era, ma la luce della specchiera del bagno funziona lo stesso.
Fantastica posizione yoga che carica di energia…

Qualcosa però non ha funzionato, ma non so cosa.
Mi sono incriccata. Cervicale dolorante, crampo alla gamba, attacco fulminante di cacarella.
Così è iniziata la mia bio-giornata di merda. 

OOOOOMMMMM....

mercoledì 19 ottobre 2011

Pillole di saggezza/ 3



Quando tuo figlio ti dice:
-Mamma, ti voglio bene da morire, sei la mamma più bella del mondo!-
E' perché è uscito l'ultimo gioco dell'x-box.

Primo corollario
Quando tuo figlio - il più piccino - ti dice:
-Mamma, ti voio benne pattìe (da impazzire), tei la mamma ciù beia del monno!
E' perché ha appena finito di colorare il pavimento del soggiorno con i nuovi maxi pennarelli.


Secondo corollario
Quando tuo marito ti dice:
-Amore, ma lo sai che oggi sei bellissima e hai sempre il più bel culo del mondo?-
E' perché non gliela dai da troppo tempo.


OOOOOOMMMMMMMMMM.....



Immagine da google immagini

martedì 18 ottobre 2011

Pillole di saggezza/ 2


Quando incontri una vecchia amica - stronza - e lei, raggiante di gioia, sinceramente felice, ti abbraccia e dice:
-Ohhhh!!! Ma che piacere rivederti!! Ma quanto sei bella!! -
Preoccupati: ti sei fatta un cesso.

OOOMMMM...........

lunedì 17 ottobre 2011

Pillole di saggezza /1

Ecco la nuova "etichetta" (chiamarla rubrica mi pare troppo) di Mamma Simo, frutto della sua neonata saggezza tutta orientale...ve l'avevo detto che il corso di yoga mi sta facendo evolvere...o no?!?



Proverbio napoletano:
"Quann' 'o diavulo t'accarezzavollànema" - trad. "Quando il diavolo t'accarezza, è perché vuole l'anima".

Corollario di Mamma Simo:
Quando la vicina zoccola t'accarezza, vuol trombarti il marito.

OOOMMMM....


giovedì 13 ottobre 2011

La Guerriera incavolata

Immagine tratta da google immagini

Occhio. Sta avvenendo un grande mutamento. Lo sentite? Sentite quella rarefatta atmosfera, quella sospensione che precede i grandi e radicali mutamenti?
No, non parlo di un mutamento ambientale, non è un funesto presagio, non è un meteorite che si sta abbattendo sulla terra causando una seconda estinzione come quella dei dinosauri.
No, è un mutamento SPIRITUALE. Il mio.

Mamma Simo, consapevole della sua ormai incontrollata nevrosi casalinga, rendendosi conto che ormai non parlava più ma URLAVA solo e sempre e che ogni giorno si svegliava con un nuovo "tic", si è iscritta a un corso di YOGA.
Nuova frontiera per me inesplorata, a parte qualche lettura di Osho e simili, sono andata alla lezione di prova abbastanza scettica: figurarsi, sarà una ginnastica dolce condita da qualche bastoncino d'incenso e candele profumate.

No, non è andata così. Sono uscita dalla prima lezione leggera come una farfalla, anche se i muscoli mi facevano un male cane. E' seguita una notte caratterizata da un sonno profondo e ristoratore.
Le tecniche di respirazione, di rilassamento...un'illuminazione. Una possibile svolta della mia vita. Lo sento. Un nuovo e affascinante universo tutto da scoprire...e mi sono già ordinata tre libri su IBIESSE...
Ieri sera la seconda lezione: ah quanto mi è piaciuta la posizione difficile e fiera del guerriero!
Dà forza ed energia potenziando determinati chakra (non chiedetemi di più, sono una neofita!).

Tornata a casa ho fatto vedere a PapàC la posizione della guerriera incavolata (la mia è una versione estrema) che per poco restavo lì dura con crampo all'inguine mentre PapàC e cani mi guardavano un po' allibiti, un po' preoccupati (vedi foto in alto: non sono ovviamente io ma è la posizione di cui si parla).
Aladar no, lui è decisamente disperato, dato che ben mi conosce e sa che quando mi arrapo per qualcosa vado fino in fondo, non ho vie di mezzo e mi vede già in India; alzava gli occhi dalla sua x-box e mi osservava scuotendo rassegnato il capo...

Però stamattina, ragazzi...mi sono svegliata ed ero una BOMBA!
Un'energia mostruosa mi pervadeva da testa a piedi, anzi meglio, dai piedi alla testa.
Lavata, vestita, ho steso i panni-rifatto i letti- colazione-attaccata lavatrice-rotto le palle a PapàC-svegliato Aladar (cosa difficilissima) - tutto in scarsi 20 minuti.
Sono saltata sulla mia C3 e anche lei pareva volare: ho battuto tutti i record, portando Aladar a scuola in 3 minuti d'orologio, con rondò (rotatoria) quasi su due ruote.
Poi in ufficio. Una bomba anche qui, tanto che il mio computer è andato in tilt, anzi a dire il vero è saltato proprio il Server centrale...boh...
Ore 16, mentre grazie al Piccolo Tigro la casa stava esplodendo e Aladar bestemmiava con il cd di francese, son riuscita a cucinare un super "bonet" energetico almeno quanto me, grazie alla dose extra di uova (il bonet, che si legge bunét, è un budino tipico piemontese) nonché delle stuzzicanti polpettine alla ricotta e tonno per le creature (ecco qui la fantastica ricetta).

Ma l'energia della guerriera proprio non ne vuol sapere di scemare (scema io, non scema lei)...e così, dopo cena, vai di lavaggio-disinfezione pavimenti-ritoccatina ai vetri con zampe stampate delle due quadrupedi e ora, sul divano, manco dormo: scrivo!
Mi volto e sussurro all'orecchio di PapàC un: "...Facciamo i guerrieri incavolati?"
Ma lui apre un occhio solo, guardandomi come se fossi un ufo.
...E io come la smaltisco tutta 'sta adrenalina? Mi metto a stirare?
Mi viene un dubbio...fose devo imparare a dosare l'energia...ma non avevo iniziato yoga per darmi una calmata?!?

Immagine tratta da: google immagini - Ke-store

sabato 8 ottobre 2011

Una nuova casa!

Seguito di "Provate a convincerla voi" pubblicato mercoledì 28 settembre 2011


Venerdì 6 ottobre 2011
Avevo capito che c'era qualcosa di strano nell'aria già la mattina, quando Cate, quella dolce signora che si occupava di me al canile, era venuta a salutarmi. Stava per accadere qualcosa ed ero terrorizzata, temevo tornasse il veterinario!
Ero lì, nel recinto insieme ad altri trovatelli appena arrivati, quando sentii delle voci di bambini, delle voci conosciute e riconobbi degli odori familiari.
Non credevo ai miei occhi: Aladar e il Piccolo Tigro erano tornati!
Iniziai a saltare come una pazza mentre Aladar con gli occhi lucidi mi salutava e Piccolo Tigro con quel suo profumo di caramella alla fragola gridava "Sandy!! Sandy"!! E c'era anche il migliore amico di Aladar e Mamma Simo armata di macchina fotografica!


Erano davvero tornati...quasi non ci credevo più...
Dopo le pratiche per l'adozione salutai Cate che era contenta ma anche triste perché si era già affezionata a me, salimmo tutti in macchina e andammo verso casa.
Aladar mi teneva stretta in braccio e diceva che era tanto felice da non capire più nulla, mentre il Piccolo Tigro sul suo seggiolino mi diceva "adesso tai pessempe connoi!!"
A casa, ad aspettarmi, trovai una nuova cuccia colorata vicino al divano, una pallina blu , tanto buon cibo e Matilde, detta Mati
Mati non mi sembrava così felice, si arrabbiava quando i bambini mi cocclavano, si sentiva messa da parte, ma presto iniziò a tirarmi la sua pallina per giocare.
Fu una gran bella serata e mi addormentai tra i miei amici bambini, guardando i  "Barbapapà".

Il giorno dopo pensai che forse le mie disavventure non erano ancora terminate: Mamma Simo mi mise in una vasca bianca, mi riempì di schiuma, mi strofinò e mi lavò...poi fece lo stesso con Mati. E' un po' strana Mamma Simo, sembra che per far parte del suo branco sia necessario "fare il bagno". Dopo aver lavato me e Mati iniziò a rincorrere il Piccolo Tigro per fargli il bagnetto e poi venne il turno di Aladar, che proprio non ne voleva sapere...strani questi umani...

Ora faccio parte della famiglia, trascorro i pomeriggi a correre in giardino...mica come quella pantofolona di Mati, sempre sul divano. E siamo già quasi amiche...



lunedì 3 ottobre 2011

Degli uomini e dell'allattamento


Disse una psico-sessuo-eccetera-ologa:
-Gli uomini che hanno una netta preferenza per il seno delle donne è perché da piccoli sono stati allattati al seno per molto tempo...
Dico io:
E quelli che, delle donne, preferiscono il sedere?!?




immagine tratta da google immagini

mercoledì 28 settembre 2011

Provate a convincerla voi


Sono una cagnolina di circa tre anni. Domenica scorsa mi sono persa. Ero disperata, cercavo la mia casa, i miei padroni, mentre vagabondavo su e giù lungo una strada provinciale molto trafficata.
Mi ha trovata, mentre piangevo davanti al cancello di una casa che speravo disperatamente fosse la mia, un bambino di tredici anni. Aveva gli occhi  lucidi...non voleva lasciarmi andare più.

Sono strani, gli umani. I bambini non hanno paura di volerci bene, gli adulti invece sembra non vogliano lasciarsi andare. Dicono subito "No, non possiamo tenerla, non se ne parla neanche...".
Tremavo, mentre il bambino mi stringeva stretta a lui promettendomi che non mi avrebbe lasciata sola a trascorrere una notte per la strada e intanto i capi branco umani telefonavano ai Vigili per denunciare il ritrovamento di una cagnolina con una specie di collare di corda adatto a un cane grande almeno tre volte me.
C'era una festa di compleanno in quella casa, c'erano tanti bambini ed io correvo incontro ad ognuno di loro pensando che fossero i miei padroncini.

Conosco bene gli umani, so quanto siano incredibilmente contaddittori; i maschi solo apparentemente sono i capi branco, chi comanda in realtà sono le femmine, che possono essere infinitamente buone ma anche terribilmente isteriche...però basta prenderle dal lato giusto. Per questo, appena ho inividuato Mamma Simo,  la mamma di quel dolce bambino che, pallido e quasi in lacrime la supplicava di portarmi a casa con loro, mi sono avvicinata e l'ho guardata negli occhi. Ho visto i suoi occhi cambiare riflessi, colori, luce. "Portiamola con noi, ma solo per questa notte", ha detto.

Dal finestrino dell'auto guardavo le case scorrere veloci, tutte mi sembravano la mia, sentivo gli odori dell'aria ed erano familiari. Mi sono ritrovata invece in una casa nuova, con la compagnia di una cagnolina come me, Mati, un po' più grassa di me a dire il vero, che mi marcava stretta.
Non mi importava nulla che Mati ringhiasse minacciosa; avevo finalmente del cibo, un grande cuscino e una copertina verde sui quali dormire e due bambini con i quali giocare: Piccolo Tigro il più piccolo e Aladar il più grande, quello che mi aveva voluta a tutti costi, minacciando la mamma che sarebbe restato fuori anche lui, quella notte, pur di non abbandonarmi su una strada.
Ero felice ma anche un po' triste, mi mancava la mia casa...guardavo il cancello del giardino e pensavo che forse avrei dovuto cercare di fuggire per tornare da loro. 
Non mi avranno mica abbandonata? No, non è possibile...non lo farebbero mai!
Tra quei pensieri, la stanchezza mi ha presto vinta.

Il giorno successivo, dopo un pomeriggio trascorso a giocare con quel pazzerello del Piccolo Tigro, è venuto vicino a me Aladar con una faccia triste. Era angosciato, non capivo perché.
Un altro viaggio in auto, con lui che diceva cose strane e la mamma che cercava di rassicurarlo pressapoco così: "Questa è la cosa migliore. Ora verificheranno se ha il microchip, le faranno i vaccini e cercheranno i padroni. Pensa che forse qualche bambino come te è disperato perché ha perso la sua cagnolina".
Ma Aladar era inconsolabile e pronunciava una parola, "canile"...una parola che non capivo ma che aveva un suono sinistro, da come la diceva.
Arrivati in quel posto, tremavamo entrambi e non volevamo scendere dall'auto.
Ci è venuta incontro una signora dolce e sorridente, seguita da due cagnolini ancora più piccoli di me. E' una di quelle femmine umane speciali, che vivono per noi cani, che ci amano alla follia.
Ora sono qui.
Mi hanno messo il microchip, ho un'identità e un nuovo nome, scelto dal bambino: Sandy.

I miei padroni non si sono ancora fatti vivi.
Il bambino invece chiama ogni giorno il canile per sapere come sto. La signora del canile è molto buona e mi tratta bene, mi ha detto che Aladar sta male, pensa giorno e notte a me. Non parla d'altro. A scuola non riesce a concentrarsi, non vuole neanche più giocare a pallone o all'xbox.  
Anche la sua mamma mi pensa. Invece di lavorare mette annunci su internet e cerca quelli di cani smarriti. Spera di trovare i miei padroni ...ma forse i miei padroni non cercano me; tra qualche giorno, se non si faranno vivi, diventerò adottabile.
Mamma Simo vorrebbe adottarmi, lo so, non ha neanche lavato la copertina verde sulla quale ho dormito, così se ritornerò mi sentirò meno spaesata...però dice che no, due cani sono troppi. Dice che la casa è già un gran casino...
Provate a convincerla voi...



sabato 24 settembre 2011

Metto le tette al Post


Povera Mamma Simo, è proprio alla frutta, direte voi. Lei non le ha e le mette al Blog, le tette.
Acuta osservazione, ma la vera motivazione è un'altra.
Dando un'occhiata alle statistiche del mio Blog, ho scoperto che il post più letto è "Nuove mode", un post non più bello di altri né tantomeno più interessante o ben scritto. Anzi, sotto alcuni punti di vista, è abbastanza una tavanata, come molti dei miei post.
Qual è la caratteristica che lo ha fatto svettare?
Potrebbe essere la foto? Una bella gnocca che esce dal mare con le tette al vento...
Da una più attenta osservazione dei dati statistici, novità di blogger, ho notato che le parole chiave digitate che hanno fatto sì che questo post abbia ricevuto un numero di otto volte superiore la media di visite dei miei post più letti, sono state:

"topless"
"tette"
"barbara berlusconi topless"
"barbara berlusconi tette"
"barbara berlusconi in costume"

Ecco spiegata l'impennata iperbolica di questo post che non parlava di Barbara Berlusconi, ma dove semplicemente ne citavo il nome.
Un po' la cosa mi deprime, lo confesso, in primo luogo perché tutto 'sto "successo" lo devo a lei...
In secondo luogo perché l'illusione di essere stata super cliccata è durata troppo poco: in pratica basta mettere le parole chiave giuste e arriva un fiume di gente, ma questo non significa essere letti.
Ora però voglio la controprova, la prova del nove. Mo' condisco il tutto con un po' di parole chiave di quelle giuste:

tette
tettine
tettone
ah che tette!
qui mi fermo, anche se mi piacerebbe andare sul pesante...

Vediamo come andranno le statistiche, vediamo fino a che punto le tette funzionano anche coi post...forza ragazzi, datevi da fare. Inutile chiudere o cambiare velocemente, ormai ci siete e il contatore ha registrato la visita anche solo con una sbirciatina...

Il bello è che, di tutte queste api attratte dal miele, nessuna leggerà il post fin qui.
Dopo una rapida occhiata si renderanno conto di essere capitati non in un blog per adulti, ma nel blog di quella derelitta di mamma Simo e se ne andranno per la loro strada, mentre il mio post non letto diventerà il post più letto.

Prima conclusione: le statistiche sono una grandissima stronzata.
Seconda conclusione: nella vita le tette servono sempre... e ve lo dice una che non le ha!


venerdì 23 settembre 2011

A proposito di sfiga

TRAIETTORIA 1

Ho una probabilità su 622.614.630 di fare 6 al Superenalotto.
1,5 % è la probabilità che un frammento di satellite cada tra oggi e domani sul suolo italiano...e le probabilità, aggiornate di ora in ora, aumentano...
Una su 3.200 che colpisca una persona in qualsiasi parte del mondo...
Infine, io mi trovo in piena TRAIETTORIA1.
Con una discreta dose di sfiga, le percentuali salgono a dismisura, quindi mi chiudo in cantina fino a lunedì (mi tengo larga per maggior sicurezza).
E giuro che, se mi cade il frammento da 158 Kg sull' acero giapponese in giardino, già depresso di suo, mi incazzo come una belva.
Ah...se almeno piovessero polpette...



martedì 20 settembre 2011

THE BEAST



Non sto a farvela lunga.
Oggi sono in piena FASE IV: the beast, la belva.
Dato che scrissi un post tempo fa, se avete voglia di leggerlo, capirete...

giovedì 15 settembre 2011

Ma fatemi il piacere!


Quanti ce ne sono, in giro per il web, di blog di mamme come me.
Spesso si avverte in questi blog un senso di compiaciuta serenità, pare di entrare in case dove regnano i colori pastello e il profumo di lavanda, tra bambini che corrono e panni stesi...
In genere i bambini vengono soprannominati con nomi fantasiosi e dolci, come "Caramellina", "Pulcino Bagnato", "Zucchero filatoo cose del genere.
 Il papà, ovviamente ricco, bello, dolce affettuoso e paziente in genere viene chiamato Angelo,Principe Azzurro" o "Uomo perfetto-meraviglioso. Arriva sempre la sera tutto felice pieno di attenzioni per i piccoli e la domenica trullo-trullo-gioioso-allegro-saltellante porta la famiglia in fantastiche gite fuoriporta. Il Papà perfetto-felice-meraviglioso non russa, non si incazza, non manda mai a stendere Mammastupendamentefelice e non è mai noioso che lo schiacceresti contro al muro. No, Lui è il Principe Azzurro.

Poi c’è la casa, che non mancano di fotografare: in genere una mega cascina ristrutturata con parco di 300 ettari, dove Mammastrafelice si diletta in giardinaggio mentre i pargoli perfetti pascolano ruspanti durante pomeriggi assolati (la nebbia, la pioggia qui non esistono, così come non esistono terra, nutella spiaccicata ovunque, ghiaccioli sgocciolati sui pavimenti e cacche di cane in giardino; qui i cani non fanno la cacca).

La cosa incredibile è che riescono a scriverci fiumi di parole e di post, su questa pallosa vita domestica da spot tv di serie C. A chi la vogliono raccontare? A se stesse o al prossimo?
Ma ci credono davvero a quello che scrivono? Ma fatemi il piacere!



Certo, perché loro la mattina si alzano, aprono le finestre (con vista sulle colline toscane, ovvio) e felici iniziano una perfetta giornata. Caramellina e Pulcino Bagnato sono due amorini che giocano allegri e in armonia tutto il giorno, mentre la mamma li contempla fiera e magari ricama, aspettando Uomomeraviglioso (e che due palle!). E poi?!? Poi loro sono perfette cuoche, donne di casa a volte anche lavoratrici e pure manager e preparano pappine bio con gli ortaggi dell'orto che curano con le proprie mani vellutate con la french manicure.

…Mica come quelle Mammesconvolte che alle ore 21 stremate planano sul divano e non hanno neanche il tempo di farsi una doccia (altro che manicure) e si addormentano davanti a quel bel film che volevano tanto vedere…e se per caso fosse rimasto un barlume di energia erotica si voltano a guardare Principenon proprioazzurro con una lontana speranza dato che le belve si sono miracolosamente addormentate ma  Uomoimperfettocertocheunavoltatantopotrestianchetrombarmienonronfare russa beatamente da un’ora…

…E quei Pulciniamorevoli che si insultano dalla mattina alla sera…come sono dolci!
-Tu sei uno tonto semo!- dice il pulcino di 3 anni e mezzo...
-Esci dalla mia stanza, testa di c.!- risponde il galletto tredicenne...
-No, tu tetta di tacco!-  controbatte il piccolo batuffolo ingenuo…
Avanti così fino alle botte in un crescendo di insulti multilingua, dato che siamo una società multietnica e la prima cosa che si impara, di un’altra lingua, sono ovviamente le parolacce. Evvai.

La Mammasconvolta  non ne può più e minaccia di andarsene, di scappare via, lontano, anche solo per un fine settimana. La fuga perfetta: relax, un libro, silenzio e solitudine. Un miraggio.
E il Principe Celeste un po' sbiadito? E’ sparito, s’è defilato, rinchiuso nel suo studio a dialogare con il portatile. Ha l’aria tra il depresso e lo sconcertato e non si schioda da quel cavolo di computer per nulla al mondo. Passa vicino alla sua Principessa e non la guarda proprio, forse per non constatare quanto sia trasandata e insopportabile e isterica.

Perché la Principessa è incazzata come una belva, col mondo, con il cane, con le formiche che entrano in casa (pure loro devono rompermi le palle?), con la differenziata e l’umido che cola da ‘sti sacchetti di carta – ma come cavolo si può usare la carta per l’organico?- E poi ce l’ha con il cane del vicino che con tutti i posti che ci sono per fare la cacca, proprio sul suo zerbino la doveva fare.
La Mammameravigliosamicapoitanto non sopporta più nessuno. Non parla: ruggisce. Non sorride: digrigna i denti. E’ brutta, cattiva e incazzata. Ma è VERA!!


Immagini tratte da google immagini
Immagine del Principe Azzurro

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