mercoledì 27 ottobre 2010

Parlamentari e pensione

...Anche questa ricevuta via mail con preghiera di diffondere...
Probabilmente voi già sapete e già avete commentato tutto, ma abbiate pietà per mamma Simo, che arriva sempre un po' dopo...ci ha lo scoppio ritardato...

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi ha proposto l'abolizione della pensione che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto per i lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione.

Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5

Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498 RESPINTO!!


Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :

Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda,
per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio.
Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno - ce ne sono tre - e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese.
C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.

......

Non ne hanno dato notizia né radio, né giornali, né Tv, OVVIAMENTE

Fonti:
Per leggere l'elenco dei votanti e dei presenti Dovete andare alla pagina www.camera.it/357
Sulla sinistra in alto cliccate su "Tutte le votazioni elettroniche" Inserite la data 21 09 2010 poi cliccate sulla prima votazione che si presenta.

 http://www.studiolegalelaw.net/consulenza-legale/22337
http://www.reset-italia.net/2010/10/08/ridurre-la-pensione-ai-parlamentari-italiani-no-maggioranza-bulgara-in-parlamento/

Immagine tratta da Liberal Vox

martedì 26 ottobre 2010

Se fosse successo in Italia...

Ricevuta stamattina via mail...carina!
Se fosse successo in una miniera italiana, le cose sarebbero andate così:

1° giorno: tutti uniti per salvare i minatori,diretta tv 24h, Bertolaso sul posto.
2° giorno: da Bruno Vespa plastico della miniera, con Barbara Palombelli, Belen e Lele Mora.

3° giorno: prime... difficoltà, ricerca dei colpevoli e delle responsabilità:



BERLUSCONI: colpa dei comunisti;

DI PIETRO: colpa del conflitto d'interessi;

BERSANI: ... ma cosa ... è successo??

BOSSI: sono tutti terroni, lasciateli la';

CAPEZZONE: non è una tragedia è una grande opportunità ed è merito di questo governo e di questo premier;

FINI: mio cognato non c'entra.



4°giorno: TOTTI: dedicherò un gol a tutti i minatori.

5° giorno IL PAPA: faciamo prekiera a i minatori ke in qvesti ciorni zono vicini al tiavolo!!

6° giorno: cala l'audience, una finestra in Chi l'ha visto e da Barbara d'urso che intervista i figli dei minatori: "dimmi, ti manca papà?"

dal 7° all 30esimo giorno falliscono tutti i tentativi di Bertolaso, che viene nominato così capo mondiale della protezione civile.

Dopo un mese, i minatori escono per fatti loro dalla miniera, scavando con le mani. Un anno dopo, i 33 minatori, già licenziati, vengono incriminati per danneggiamento del sito minerario.

Ma per fortuna è successo in Cile...

lunedì 18 ottobre 2010

Metti il diavolo...ad Avetrana


Mi ritrovo con un libro tra le mani, appena finito di leggere, acquistato in quanto  ambientato nel Salento, "nel tempo in cui le tarante mordevano nelle campagne inoculando il veleno nei corpi dei pizzicati, e bisognava metterli a ballare per liberarli dal male". Affascinata come sono dalle danze popolari del Sud e dal retroscena culturale che portano con sè, pensavo di aver a che fare con un libro che parlasse di tarantate e Pizziche...
Invece ho trovato molto di più in questo bellissimo romanzo corale, e leggendo mi sono accorta che contiene tantissime incredibili e sorprendenti analogie con i fatti recenti di cronaca.

Il libro si intitola "Metti il diavolo a ballare", romanzo d'esordio di Teresa De Sio, una fotografia della realtà del Salento negli anni cinquanta, quando la depressione di una bambina vittima di violenze e molestie veniva interpretata come causa del morso della taranta, ed esorcizzata con la Pizzica, danza ancestrale per liberare il corpo dal veleno della taranta e dal "male".

Sorprendenti le analogie, che accomunano una realtà antica ad una moderna: ignoranza, brutalità, menzogne, segreti inconfessabili e quella fastidiosa curiosità morbosa che avvolge tutto come una nebbia: allora erano coloro che assistevano ai riti atavici per liberare la bambina dal male, oggi siamo noi incollati davanti ai telegiornali e alla quantità enorme di trasmissioni gaudenti per l'audience ritrovata, oppure, peggio ancora, i cosiddetti turisti dell'orrore...che orrore!

Due paesi, quello di Mangiamuso nel romanzo, quello di Avetrana oggi, realtà rurali di una Puglia che pare addormentata e ferma nei secoli, paesi scompaginati nella loro stessa esistenza da eventi violenti e incoffessabili.

"La vita di tutti gli abitanti di Mangiamuso, da quel preciso momento, non sarebbe più stata la stessa."

Mentre leggevo le dure pagine che descrivono le violenze sulla bambina, Archina, stavo male ma dicevo a me stessa che queste cose non accadono più, che erano frutto di un'arretratezza culturale che non esiste più, pur sapendo che mi stavo ingannando, come facciamo ogni qual volta la realtà è difficile da accettare. E proprio in quel momento i telegiornali mi dicevano che nulla è cambiato, che tante dolci creature vengono ancora uccise, prima di tutto nell'anima.

Il dramma di Avetrana non è la morte, ma tutto quello che c'è stato prima.
E quello che più sconvolge è che, in entrambi i casi, le vere e sole vittime passano quasi in secondo piano, in mezzo a tanto rumore, in mezzo al balletto osceno di bestiali protagonisti e comparse mostruose, tra tradimenti e segreti malcelati : Archina e Sarah, bambine accomunate da un destino crudele, ingiusto.

Archina però si salva , si riscatta a costo di un enorme dolore, a Sarah invece questa possibilità non è stata data. Sarah non c'è più.
Anche quei vili bastardi aguzzini hanno l'epilogo che si meritano, nel romanzo.
Troppo dolce la punizione invece, nella realtà.

"Ma poi, mentre stavo correndo contenta [...] quello, il padrone, usciva sulla porta e mi chiamava. Cu chella voce catarrosa, rasposa, 'nfettata, [...] 'na voce che addeventava nu nomme che era 'o mio, Archina! Archinaaaaa... Alluccava forte, il vecchio, fino a che io non correvo e arrivavo a tempo per vedere il mio nome liquefarsi nel suo catarro, sputato a terra, fetido come un topo morto."

Tratto da "Metti il diavolo a ballare" di Teresa De Sio ED. EINAUDI
ISBN 978-88-06-19853-4

mercoledì 13 ottobre 2010

Nuove mode

Pensiero del giorno, ispirato da Nonno-Enio, in questo suo post...

E così finisce che noi, che per coprirci la panza post gravidanze ci mettiamo il costume intero, passiamo ancora come reazionarie-bacchettone-modaiole estreme (anche Barbara Berlusconi  a Formentera quest'anno c'aveva il costume intero...).
E scomodiamo anche i sociologi!

Le francesi del terzo millennio fanno retromarcia, preferendo coprirsi. Il nudo le "disturba", le "infastidisce", è "volgare". Ohhhhhh, stelin!!!!
Se nella Parigi bacchettona hanno vietato perizoma e topless, se in Costa Azzurra ci si scopre pudiche (sì ,sì ci credo proprio...), sappiatelo: non siamo pudiche, non siamo bacchettone né cloni berlusconiane e il costume intero ce lo mettiamo perché copre la panza... se ha l'imbottitura fa le tette anche a chi non le ha e per un banale motivo meccanico tira su il sedere (soprattutto se di una taglia in meno).
Per di più, non avendo investito capitali in tette al silicone, non abbiamo neanche il "dovere morale" di esibirle, giusto per ammortizzarne gli elevati costi.
Fermo restando che una bella ragazza è pur sempre un piacere vederla e vietare topless e perizoma è una gran stronzata.
Saluti e baci.

Foto rubata a nonno-enio

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