martedì 24 agosto 2010

Tutta colpa di Tondelli

Ho letto ora, sul Blog del Grande Marziano, una bella recensione del libro "Tutta colpa di Tondelli" di Nicola Pezzoli, alias Zio Scriba, caro amico di blog nonché scrittore di professione e artista, di quelli veri.
Dato che ho appena terminato di leggere il libro, divorandomelo in due giorni, scriverò qualcosa anch'io.

Il libro racconta le avventure e disavventure al limite dell'assurdo di un giovane scrittore inedito nel mondo dell'editoria italiana, alla ricerca di un editore disposto a pubblicare i suoi romanzi. E' autobiografico e sfacciatamente e spudoratamente vero. Già per questo un capolavoro. Con la sua ironia dissacratoria, senza peli sulla lingua, Nicola Pezzoli regala un affresco di quel mondo fatto di mediocrità, opportunismo, falsità e squallore che pochi sanno essere la realtà nell'editoria (anche...!!).

Al di là delle illusioni regolarmente frustrate, dell' incredulità e della speranza che porta ad accettare umiliazioni e vere e proprie vessazioni, quella speranza che non ti fa più vedere che sei circondato da pazzi scatenati che per di più ti usano e ti copiano e ti rubano i pezzi tenendoti in un limbo fatto di promesse che mai verranno mantenute, quello che mi ha più colpita è stato il sentire sulla pelle la disperazione, la disillusione, la rabbia poi ancora la speranza, la tenacia e la solitudine di un giovane scrittore, un grande talento, preso letteralmente a calci nel sedere, per non dire di peggio.

Poi c'è la tenerezza che a poco a poco affiora, vedendolo sempre più deluso. Un artista non cerca la gloria fine a se stessa, un artista è una delicata creatura che puoi distruggere con nulla. E questo, i personaggi squallidi che si incontrano in queste pagine, prime fra tutte il famoso rinomato talent scout letterario, lo sanno bene. Lo sanno di aver a che fare con un grande talento, ma sanno anche quanto sia facile ferirlo per renderlo debole e inchiodarlo affinché altri non se lo portino via, affinché non trovi il coraggio di "volare" da solo (chi è solo non può farcela...).

A lui, il protagonista, basterebbe vedere il proprio libro pubblicato per poterlo sbattere in faccia a suo padre ("Trovati un lavoro, scrittore del cazzo!") e per risarcire moralmente la sua dolce mamma, che spera e soffre con lui ad ogni telefonata. Lui si sente quasi in colpa per le aspettative deluse di familiari e amici.

Così trascorrono parecchi anni che a una prima lettura potrebbero sembrare buttati via. Invece sono anni importanti, nei quali il protagonista cresce, come scrittore ma soprattutto come uomo. Capisce che per nulla al mondo scenderà mai a compromessi, che c'è qualcosa di assolutamente più importante del venir pubblicati: il restare fedeli a se stessi.
Come si salverà da quella giungla? Grazie alla sua grande dote, l'ironia. In tutti quegli anni, anche drammatici, c'è sempre un occhio bel lucido che analizza realtà e personaggi con spietato sarcasmo.
Ecco perché, leggendo questo libro, si ride anche, molto. Si ride di amaro e intelligente, quanto raro umorismo.
E adesso...aspettiamo il prossimo!

giovedì 19 agosto 2010

Carpe diem




-Aladar, vieni a mangiare!-
-Un attimo!-

-Aladar, lavati le mani!-
-Un attimo!-

-Aladar, fai la doccia che puzzi come un maiale!-
-Un attimo!-

-Aladar, esci dalla doccia che è da un'ora che sei lì dentro!-
-Un attimo!-

-Aladar, finiscila di giocare all'XBOX e mettiti a fare i compiti!-
-Un attimo!-

-Aladar, vai a nanna, è tardi!-
-Un attimo!-

-Aladar, abbassa il volume ci hai rotto i timpani con 'sta tecktonik!-
-Un attimo!-

...
-MAMMAAA!!!!!!!!! Esci dal bagno che mi scappaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!-
-UN  AT-TI-MO !!!-


Immagine tratta da Google immagini

martedì 17 agosto 2010

Cronaca di una libera uscita


Da quanto tempo non trovavamo un paio d'ore per chiacchierare da sole, in santa pace, la mia amica Malvi ed io.
-Senti Malvi, ti propongo una pizza, tu ed io, senza bimbi, senza mariti, noi due le pizze e due "coche" medie.-
Entusiasta Malvi, che da un anno a questa parte si è ritrovata sbalzata dalla sua ferrea condizione di single alla sua nuova vita di compagna e mamma a tempo pieno.

Ore 20,30 appuntamento in pizzeria. Chiusa. Andiamo alla seconda in lista. Chiusa.
Proviamo la terza. Bisogna aspettare una ventina di minuti, è piena (e te credo!). Nessun problema, abbiamo talmente tante cose da dirci che venti minuti ce li divoriamo sulla panchina, mentre concitate parliamo come se fossimo appena uscite da una cella di isolamento. Ho la gola secca quando ci riavviciniamo al ristorante.

Avevo proprio voglia di rivederla, di raccontarle un sacco di cose, di sapere come va la sua nuova vita.
Avevo voglia di una serata per me, di mangiarmi una pizza senza dover controllare nello stesso tempo i disastri che combina il Piccolo Tigro a tavola e corrergli dietro per il ristorante o fermarlo mentre tira una pagnotta in testa al cameriere.

Il dehor è ancora pieno ma il nostro tavolo ci aspetta. Quanta gente! Non sono più abituata a tanta confusione.
Quant'è bella, Malvi. La gravidanza non ha lasciato tracce, anzi è più luminosa di prima e anche un paio di chili più magra...gliel'avevo detto di star tranquilla che mica tutte si distruggono come me.
Certo che potevo anche vestirmi un po' meglio, sembro una cozza vicino a lei. Chissà perché mi son messa 'sta maglietta da casalinga affranta con cardigan depresso...
Mi sento scema. Completamente scema. Mi sembra che tutto il dehor ci guardi, in realtà guardano Malvi, non me. Mi rendo conto in un istante fulmineo che la borsa fa a pugni col resto dell'abbigliamento, che i pantaloni sembrano una tuta stropicciata, che la pioggia di oggi pomeriggio mi ha arricciato i capelli e sembro una deficiente.

Mi sento goffa, non sono più abituata ad avere entrambe le mani libere. Mi manca il passeggino! E' così comodo, appoggi tutto lì, mani comprese. E i bambini, dove sono i bambini? Mi sembra che ci siano solo famiglie sedute ai tavoli, mi sento nuda senza il Piccolo Tigro che scorrazza e Aladar che smanetta al suo cellulare.

Mi metto a parlare di bambini, di allattamento, di asili nido e baby sitter. Non dovevamo parlare di "noi"?
Mando un sms a PapàC: "Tutto bene? Dorme il Tigrotto?".
PapàC mi risponde rassicurante, come sempre: "Stiamo guardando Dora l'esploratrice, tutto tranquillo. Buona serata."
Me lo dirà solo al ritorno che il piccolo piangeva perché voleva MAMMA!
Aladar invece è con il suo papà, anche loro a mangiarsi una pizza.

Buona la pizza. Il cameriere ha appena rotto il porta sale, proprio vicino a me. Ma io alla sfiga non ci credo. Malvi ed io non ci accorgiamo che il tempo sta volando.
Sono le 22, è trascorsa un'ora scarsa. Finalmente parliamo di noi. Torneremo a ballare flamenco? Finalmente si scende sotto la superficie. Finalmente ci ritroviamo davvero.

Suonano entrambi i cellulari.
Il marito di Malvi è nel panico perché il pupo strilla inconsolabile, al mio cellulare invece c'è il mio ex marito, il papà di Aladar, che sta arrivando in pizzeria per riconsegnarmi "la creatura".
-...Già??!- gli chiedo

Eccolo, il mio amore di bimbo grande col suo cellulare verde fluo attaccato all'orecchio con la tecktonik a palla. Si siede al tavolo con noi, prende la parola, catalizza ovviamente l'attenzione e si mangia anche il tiramisù. -Non avevi già mangiato tu?-

Malvi ed io ci guardiamo. Fine della tregua.
Sono ritornata nel mio ruolo rassicurante: mamma.
Torno a casa sbaciucchiandomi Aladar, vado a vedere il Piccolo Tigro che dorme come un bambolotto. Me lo bacio tutto, pensando che domani dovrò andare al lavoro e mi mancherà...

Anche con Malvi mi sembra sia mancato qualcosa...le scrivo un sms:
"Pross sett vi aspettiamo una sera qui da noi. Abbiamo ancora tante cose da dirci...mariti e figli compresi. Forse così riusciremo a chiacchierare serenamente..."
Allego faccina con l'occhiolino strizzato.

Segue notte insonne con la pizza che proprio non vuol passare.
Sarà colpa del sale rovesciato.

Immagine tratta da Google immagini
http://faitango.files.wordpress.com/2007/08/picasso-due-donne-sedute-in-un-bar-1902.jpg
Picasso-Due donne sedute in un bar- 1902

mercoledì 11 agosto 2010

Scent of Sea

Parte prima: profumo di mare...
Cliccare sul player affinché il piacere multimediale sia anche multisensoriale...buona visione e buon ascolto!




Bacoli, fascino antico




La spiaggia di Miseno


Capri vista dal Parco Vigiliano di Napoli


Nisida


vista dal Parco Virgiliano


Viale del Virgiliano


temporale estivo


quotidianità vacanziera


guardando il mare...


Le foto sono di Corrado Cordova
Il brano "Scent of Sea" è tratto dall'album "Sentieri del Sud"di Corrado Cordova, ed. Videoradio- Rai Trade (tutti i diritti riservati)

martedì 10 agosto 2010

Finite...

Vacanze finite. Ferie residue: meno 1,5. Cioè, calcolando i giorni che maturerò da agosto a fine anno, mi restano 4 miseri giorni da tenere da parte come un bene prezioso.
Potrei raccontare tante cose, dalle gite in montagna ai bei giorni in Campania, in Liguria. Potrei farvi vedere delle belle foto e piazzarvi un bell'album-vacanze (chissà, magari lo farò...).
Invece voglio soffermarmi su un paio di cose che hanno reso speciale questa estate.

Due persone speciali: Sonia e Lidia.
Entrambe conosciute grazie a Internet. Una, Sonia, conosciuta grazie al mio blog; è stata lei a trovarmi e subito è nata un'amicizia tramite blog ed email.
Quando ci siamo incontrate di persona, pochi giorni fa, era come se ci conoscessimo da una vita. Tramite il blog, sapevamo molto una dell'altra, idee, abitudini, punti di vista. Conoscersi, in questi casi, significa solo dare un volto a chi fa già parte della nostra vita.
E non poteva che essere così: una simpatia immediata, tante cose da dirsi, un'energia bellissima. Un'amicizia. Lei, una ragazza (siamo ragazze eh!) bella, positiva, solare, vera, intelligente e "illuminata". Chiamo così, illuminate, quelle persone che sono a un buon punto di cerscita personale, quelle che hanno intrapreso il loro cammino personale con consapevolezza. E questo si capisce da alcuni segni, tra i quali lo sguardo limpido, la serenità, l'equilibrio e la ricerca di sè costante. Sono queste le vere persone ricche. Ed è sempre una fortuna incontrarle.

Lidia è la scrittrice di cui ho tanto parlato, una persona intelligente e speciale con la quale ho avuto la fortuna di poter condividere le emozioni che mi suscitava il suo libro, durante la lettura.
Apprezzare un libro vuol dire anche stimare profondamente chi lo ha scritto. Poter scrivere all'autrice e sapere che le interessavano le mie impressioni, mi ha aperto il cuore e la mente.

Ho anche ricevuto un graditissimo premio dal mio amico Robydick. Ora, con un po' di ritardo, provvedo a girarlo ad altri 15 blog tra quelli che amo particolarmente (ce ne sarebbero tanti altri!!).
Eccoli, in ordine alfabetico:

http://acasadisimo.blogspot.com/
http://annachiara.blogspot.com/
http://anna-thenice.blogspot.com/
http://cindrys.blogspot.com/
http://pottolina-comequandofuoripiove.blogspot.com/
http://fino-in-fondo.blogspot.com/
http://giornopergiornopiccolalory.blogspot.com/
http://goccedilunapiena.blogspot.com/
http://momi1492.blogspot.com/
http://ildiariodiondaluna.blogspot.com/
http://ilgaiomondodigaia.blogspot.com/
http://only1photo.blogspot.com/
http://www.jolesulprato.com/
http://natixdelinquere.blogspot.com/
http://unacucciapergattiebambini.blogspot.com/


Il fatto che il premio venga assegnato ai blog che si occupano di divulgare l'arte, la letteratura, i valori etici e culturali mi riempie di orgoglio...sicuro Robydick?!?

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