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Visualizzazione dei post da Giugno, 2010

Il CONTEST di Mamma Simo

foto Corrado Cordova
Quando l'universo ci ascolta...ecco che accadono le cose più belle. Un paio di giorni fa ho scritto a Lidia Castellani, l'autrice di "Mamma senza paracadute" e del nuovo libro "Il corpo non sbaglia", in libreria dal 17 giugno. Le ho scritto quanto mi sia piaciuto il suo libro Mamma senza paracadute, nonché quanto mi piacerebbe organizzare nella mia cittadina un incontro con noi bloggers, in occasione del quale lei presenterebbe i suoi libri, approfondendo le tematiche al femminile attorno alle quali essi si sviluppano.
Non dico l'emozione quando, la mattina successiva, ho aperto la posta elettronica e c'era la sua risposta: sarebbe felice di poter incontrare noi bloggers, e di conoscere le opinioni di noi lettrici.


Un romanzo sull'amore violento, che arriva a uccidere, sull'assurda propensione femminile ad accettare relazioni fondate sull'infelicità scambiata per amore. Ma anche un inno alla capacità delle donne di ricom…

I miei libri...e la mia stanza della lettura

Nella stanza dedicata alla lettura, questi sono solo alcuni dei tanti libri iniziati o "iniziandi", che purtroppo, a causa dello scarso tempo a disposizione,  resteranno lì ancora per molto tempo. Alcuni seri, alcuni allegri, altri già letti ma talmente belli da volerli rileggere...eccoli, mi aspettano...chissà se con le ferie riuscirò finalmente a leggermeli tutti.
Il primo lo sto leggendo (da mesi) ed è quasi finito: Mamma senza paracadute di Lidia Castellani.Bellissimo, mi ha fatta ridere, piangere, commuovere. L'unica volta in cui sono riuscita a gustarmelo e a leggerlo per più di mezz'ora di fila è stato nella sala d'aspetto del dentista, provvidenzialmente in ritardo con il precedente paziente. Ora che lo finirò mi verrà voglia di ricominciare daccapo, dato che è passato troppo tempo.
Poi c'èIl popolo degli abissi di Jack London. Libro introvabile, consigliatomi da un amico di blog, Robydick. Son riuscita ad ordinarlo on line alla casa editrice Robin ed è …

Buon week end!

foto Corrado Cordova

Incontri da spiaggia

Mamma Simo, il Piccolo Tigro, Aladar e PapàC in week end al mare.
Euforica Mamma Simo, che nella casa al mare ritrova i profumi della sua infanzia e giovinezza, saltellante e gioioso il Piccolo Tigro, ansioso di andare dai "pessi" (trad. pesci), perennemente incavolato Aladar in piena crisi adolescenziale (così presto?), e infine PapàC che, pur non amando la vita di spiaggia, se n'è fatto una ragione, armato di macchina fotografica e obiettivi vari dal peso complessivo di una ventina di chili circa tutti a carico della sua spalla destra.

Sul lungomare gli ultimi "indispensabili" acquisti: braccioli per il Piccolo Tigro, maschera per Aladar (giusto per strappargli un sorriso), infradito par papy e mamy che si romperanno prima ancora di essere arrivati in spiaggia - Visto che dovevamo comprare quelli più cari? -, retino per prendere i "pessi", palette secchiello formine.



-Amore, li vuoi anche tu gli infradito? Togliti 'ste "OLSTAR" per fav…

Mi chiamarono Simona come "Simone de Beauvoir"

Le nuove femministe.

Sono nata nel 1970. 
Ho respirato, ancora nella pancia della mia mamma, gli ultimi venti sessantottini, ho ascoltato, attraverso il liquido che mi avvolgeva e attutiva i suoni esterni, i discorsi rivoluzionari e femministi che avrebbero cambiato il mondo.
In un primo tempo dovevo chiamarmi Lara, come la Julie Christie del Dottor Zivago, poi un lampo di genio ha suggerito ai miei genitori che il nome Lara forse ricordava più un pappagallo che la bella protagonista del film.
Grazie al cielo, perché non ho proprio nulla in comune con la bionda ed eterea Lara; probabilmente ho più cose in comune con un pappagallo.

La scelta del mio nome è pertanto ricaduta su Simona, in onore a Simone de Beauvoir. E che onore! Impegnativo, non c'è che dire. Ne sono sempre andata fiera, da quando mia madre mi citava frasi dal libro "Lo spirituale un tempo", ed io avevo solo nove anni.

Anch'io avrei sposato la causa femminista, sarei scesa nelle piazze, avrei combattut…

Quando Papy è una mamma migliore di Mamy...

PapàC ed io siamo perfettamente intercambiabili. Tutto al 50 %.
Una fortuna per noi, che non dobbiamo ricorrere ad asili nido o a baby sitter a tempo pieno. Grazie al mio part-time e al suo lavoro di insegnante e musicista, riusciamo a gestirci il Piccolo Tigro senza ricorrere a nessuno, a parte qualche sporadica mattinata con la baby sitter, che il piccolo oltretutto adora.

PapàC ed io non abbiamo un istante di tregua: lui è operativo la mattina, io il pomeriggio. Passeggiata, bicicletta, giostrine, pranzo e nanna con Papy e alle 14,30 ci passiamo il "testimone" in corsa, io arrivo lui parte, battiamo un cinque e un bacio al volo e comunichiamo tra noi solo più tramite sms, per trovarci la sera dopo le 20 a cena e, quando arriviamo a conquistare l'agognato divano, tempo cinque minuti russiamo profondamente.

E' un compromesso a volte faticoso, ma ampiamente ricompensato dalla serenità che traspare dallo sguardo del Piccolo Tigro.
Ma qualche risvolto controverso, per Ma…

Volersi bene...

Il timore che un cane possa far del male a un bambino è addirittura ridicolo; molto più giustificata è, semmai, la preoccupazione opposta, che cioè il cane si lasci troppo strapazzare dai bambini, contribuendo così a educarli a una totale mancanza di riguardo nei suoi confronti. Konrad Lorenz, E l'uomo incontrò il cane, 1950

foto Corrado Cordova