venerdì 26 marzo 2010

SOS MAMMA: si parte!!

Ci siamo. Mancano pochi giorni, il 1° aprile finiranno le scuole e quest'anno le vacanze di Pasqua saranno belle lunghe.
Si parte.
Da questo momento fino a quando non avrò posato il sedere sulla nostra C3 verde salvia con tanto di portapacchi, carica, talmente carica che le ruote quasi non si vedranno, e ci saremo lasciati Mondovì alle spalle alla volta di Napoli...finché non avrò fatto un rapido controllo mentale (chiuso il gas? messo l'antifurto? dimenticato qualcosa? e se il bidet perdesse? ...) ...finché non avremo imboccato la TO-SV tutti stipati stoicamente pronti ad affrontare 800 Km come dei clandestini in fuga...PapàC alla guida, Mamma Simo esangue di fianco con le ginocchia in bocca per lasciar spazio a Piccolo Tigro sul seggiolino dietro, Aladar, con le gambe lunghe lunghe che dorme accartocciato con salda in mano la sua PSP e Mati rassegnata sotto al sedile che fa cucù ogni 300 Km circa con aria tra l'implorante e il depresso...fino al quel momento sarà, per me, una tragedia.


Odio le partenze, anzi odio i preparativi per la partenza. Mi destabilizzano, angosciano, deprimono. Per una decina di giorni mi sento come un'apolide senza patria, lì in sospeso tra valigie mezze fatte, borsoni qua e là, spazzolini e dentifrici sulla lavatrice e non al loro posto. Le mie sicurezze vacillano, l'equilibrio traballa.
Le nevrosi domestiche esplodono e divento una mezza isterica confusa e rompiballe. Tutti lo sanno, cane compreso, e mi evitano.

Certo, perché loro sono tranquilli, mica devono pensare a miliardi di cose da organizzare e sistemare...pannolini scaldabiberon con presa per l'auto, oddio dove l'avrò messa, robot per le pappe del Tigrotto, ciuccio più ciuccio di scorta, biberon per la colazione, biscottini e yogurt, e abbigliamento che preveda tutti i possibili eventi atmosferici, perché è vero che a Napoli fa caldo, ma siamo solo ad aprile e se piove c'è un umido che ti ammazza. Ma se fa caldo si può andare in spiaggia...e se ritornasse in attività il Vesuvio?!? Ok, sto impazzendo.

Poi devo farmi la tinta che ho una crescita che assomiglio a Maga Magò, devo depilarmi e qui ci vorrà una bella mezza giornata...e che cosa mi porto che non ho più un tubo di decente che mi vada???


Poi vai a comprare uova e ovetti, baci di Cuneo e bacetti di Mondovì, giusto per dire "anche noi in Piemonte qualcosa ce l'abbiamo, neh?!?".
Perché è incredibile tutto il ben di dio che ci aspetta dai nonni partenopei, e al ritorno la magica C3 sarà ancor più gonfia di pastiere-mozzarelle-provole-agrumi-friarielli-sfogliatelle-tortano-casatiello e uova enormi di cioccolato che forse finiremo per Ferragosto.
NonnaR è già all'opera: ci sta preparando una dozzina di pastiere che, insieme a quelle che mi sfonderò in loco, contribuiranno a farmi recuperare quei 2 chiletti persi con tanta fatica.


Ma alla fine sarò ampiamente ricompensata.
Già mi pregusto le passeggiate a Napoli, il caffè unico al mondo di Luise con la schiuma montata a mano al posto dello zucchero, il babà per la strada, la pizza, finalmente la PIZZA. Questa:




Ma non solo: la quotidianità in casa dei nonni, con cugini e amici che popolano tutto il giorno la casa, la famiglia che là esiste ancora, con ruoli ben definiti. I ritmi, tra feste, mangiate e chiacchierate, finalmente si rilassano. Le finestre sempre aperte, come la porta di casa. Si vive in giardino, la mattina ti svegli al canto degli uccellini (non è una battuta), l'aria profuma di salsedine e fiori.

La gente è solare, sinceramente generosa, ha voglia di comunicare con te anche se non ti conosce...posso finalmente dar sfogo alla mia natura logorroica e attaccare bottone con chiunque. Chi mi ferma più? Il sentirmi accettata da tutti, compreso il barista che quando entri ti sorride mentre canta allegramente, è sempre stato un potente antidepressivo, dalla prima volta in cui scesi a Napoli, 6 anni fa.

Si sa, la Campania conserva tradizioni e identità molto forti, difficilmente riscontrabili in altre regioni italiane.
Val la pena, a Pasqua, in particolare il lunedì in Albis, di andare a cercare nell'entroterra campano le varie processioni dedicate alle Madonne (Madonna dell'Arco, Montevergine,...) in occasione delle quali, dopo la processione al Santuario, si può assistere alle Tammurriate, danze antichissime ballate in coppia, suonate con stumenti particolari (tammorra, castagnette,...) e cantate per ore e ore.
Impossibile ricreare altrove quell'atmosfera, tra il sacro e il profano, densa di significati antichi, voce di popoli contadini e di tradizioni tanto radicate quanto restie ad aprirsi. 



Avrei ancora tanto da dire...il mare di Miseno, la bella Bacoliil barocco napoletano, la storia e la cultura ovunque.

Uffa...ma quand'è che si parte???

domenica 21 marzo 2010

Flamenco e sogni


Sabato e domenica all'insegna del Flamenco. Sono felice come una scimmia e carica come una duracell. Domani sarà più facile ricominciare...il lavoro, le corse, la quotidianità.
Aladar sistemato con PapàA, sensi di colpa scongiurati con una bella trovata: ho portato con me allo stage PapàC e il Piccolo Tigro, scoprendo oltretutto una spiccata attitudine del Tigrotto per il flamenco...chitarrista come PapàC o bailaor?

Bello quel senso di aggregazione che deriva dal ritrovarsi con persone simili a te, accomunati tutti quanti da una profonda passione.
E' difficile il flamenco, una continua sfida con se stessi, che scardina tutte le nozioni precedentemente acquisite in altre danze; a partire dal compas, misura ritmica in 12 anziché 8 tempi. I piedi che creano il ritmo, che il cervello deve però coordinare con braccia, mani, testa, che fanno ognuno una cosa diversa.
E quando, dopo anni e anni di tecnica, riesci forse a superare qualche tuo personale limite, se non ci metti l'arte, non ballerai mai.
Cito Antonio Gades: il ballo non sono i passi, ma quello che c'è tra un passo e l'altro.

Torno con la mente a parecchi anni fa, quando avevo pianificato ogni cosa: la laurea e, come regalo di laurea, un paio di mesi in Andalusia, per imparare il flamenco. Poi chissà dove mi avrebbe portato la vita...allora avevo il mondo in mano, ma non lo sapevo.

Invece, coup de foudre...niente laurea (quei due esami, due...mancano ancora), niente Spagna, ma un matrimonio di quelli tanto avventati quanto destinati a durar poco.
Mi piace sognare, immaginarmi in giro per il mondo, libera.
Vedere da vicino quella gente e quella cultura, la gitana, che conosco solo attraverso i racconti, i video, i libri, la danza e capire perché io la senta in maniera così viscerale.

Che sciocca. Mi volto, mentre sto scrivendo, e mi sento proprio una stupida ingrata.
Sono lì, sul divano, i miei cuccioli addormentati, uno vicino all'altro.
Profumo di biscotto e di more, profumo di casa e di sicurezze, quelle che io devo dare a loro, non loro a me.
Dio quanto sono belli. Mi sento in colpa per essermi allontanata con i pensieri anche solo per un istante da loro.
Perdonate la vostra mamma, che ogni tanto ha solo voglia di aprire una finestra e volare per un attimo, ma non abbiate paura, perché i piedi di mamma sono sempre ben piantati a terra.  
E' fatta così la mamma, ma grazie alle sue strambe passioni, domani sarà una mamma più allegra e affronterà con un sorriso l'inizio di una nuova settimana di lavoro, un lavoro che forse non è proprio quello che sognava...ma che domani avrà il sapore di una riconciliazione con se stessa.

venerdì 19 marzo 2010

BLOG CANDY

Partecipo anche io!
Evviva, ho finalmente capito che cos'è un Blog Candy!!

Nati per Delinquere è il Blog che organizza il suo primo blog candy per festeggiare i sei mesi di blog



giovedì 18 marzo 2010

SOS MAMMA: occhio all'Ostetrica Fanatica

Premetto: la categoria delle Ostetriche è una categoria di persone umanamente e professionalmente eccezionali, e io ne ho conosciute di splendide davvero. Ma, come ovunque sulla faccia della terra, si può trovare la "mela marcia", la cosiddetta Ostetrica Fanatica, e se hai la sventura di trovartela in occasione di parto o allattamento o simili, non ti resta che identificarla rapidamente e altrettanto rapidamente FUGGIRE.

Si sa che le ostetriche, a differenza dei medici in genere interventisti e iper medicalizzati, sono più vicine alle esigenze della donna e tutte orientate verso il "naturale". Poco condivisibile il fatto che siano in genere in aperto conflitto con i medici e che la cosa in certi momenti sia abbastanza destabilizzante.
Condivido in pieno invece il "naturale": mi curo esclusivamente con l'omeopatia da 8 anni, e sono a favore di parto naturale, allattamento & c.
Però...con buonsenso!

L'Ostetrica fanatica la riconosci in genere già dal colore dell'incarnato: spento.
Ha quell'aria acidula incavolata e saccente, la vedi nel reparto ostetricia seduta sul letto di qualche sventurata che, povera, non riesce ad allattare perché magari ha i capezzoli talmente distrutti che invece del latte esce sangue e lei, la fanatica, le fa una filippica di ore e, la cosa più brutta, la GIUDICA. Le insinua che è una cattiva madre, che ha perso il dono naturale che è allattare...
Vicino a me in camera quando ho partorito, c'era una povera ragazza che supplicava inutilmente di avere un paracapezzoli per evitare di piangere dal dolore mentre allattava. Niente: è stata inflessibile.

L'ostetrica fanatica spesso non ha figli, quindi nel suo immaginario ha probabilmente elaborato il parto dandogli una valenza magica e irreale, cui si aggiunge la sottile goduria di vederti soffrire come una bestia.
Perché lei, la furba, è anche convinta che al posto tuo partorirebbe senza fare una piega, tipo coniglia felice.

E' quella che tu la supplichi di farti stendere sul lettino della sala parto o travaglio e lei ti costringe a partorire a 4 gambe come una bestia, perché è più NATURALE.
Ma se ti dico che non ci riesco, che non mi viene proprio di star lì a 4 gambe a sbucciarmi le ginocchia (perché lo sai che noi bipedi ci spelliamo le ginocchia non avendo le zampe, vero?) e dato che qui non vedo alberi cui aggrapparmi per partorire come natura vuole, nè liane per appendermi e darti un bel calcio in volo, si può sapere perché non mi lasci coricare lì su quel bel lettino con tanto di maniglie a mo' di astronave che per qualche motivo l'avranno pure inventato, no?!?

Io, nel mio ultimo quanto surreale parto, ho avuto la fortuna di incontrare l'Ostetrica Fanatica per antonomasia nel dopo parto, in una situazione per di più di emergenza: emorragia post-parto.
Dato che partorisco vitellini dai 4 chili e mezzo in su, il mio povero utero non riesce a contrarsi in tempi brevi e, voilà, l'emorragia.

...La mia novantaquattrenne nonna in corridoio a pregare colui che è lassù di prendersi lei e non me, mio padre e il mio compagno sul punto di un infarto, io che non sentivo più le estremità, collassavo ogni 2 minuti e iniziavano a scorrermi davanti le immagini di tutta la mia vita...mentre il medico dà disposizione di farmi 3 sacche di plasma e va a prendere i moduli da farmi firmare per il consenso alla trasfusione...

Quella di soppiatto mi viene vicino con fare furtivo e, con aria da santa inquisizione, mi dice:
NON FIRMARE! Sei pazza? Non serve a niente la trasfusione, quando poi vai a casa ogni sera prendi una mela e le pianti dei chiodi...poi alla mattina te la mangi e vedi che recuperi tutto il ferro perso!

Primo: a casa ci vorrei arrivare viva.
Secondo: sei furba o sei scema?
Terzo, non le ho detto dove infilarsi la sua mela con tanto di chiodi, non per gentilezza ma per mancanza di forze.

Per fortuna, se da un lato il mio fisico mi stava lasciando, il mio senso critico era ancora bello sveglio, e ho firmato.
Dopo la trasfusione e sei giorni di flebo di ferro, sono rinata e sono tornata a casa con i globuli rossi vispi e tosti come non mai.
Irrilevante dire che la stronza mi ha anche tolto il saluto.

martedì 16 marzo 2010

SOS MAMMA: la colazione del "Mulino Bianco"

Tipica colazione della famiglia media italiana: cascinale ristrutturato in  Toscana (...però), coppia di bambini (sì, devono rigorosamente essere maschio e femmina), il maschietto bello paciarotto, la femminuccia con boccoli d'oro, cucina dall'arredamento perfetto, calda, solare (sole a palla anche se sono le sette del mattino, magari a gennaio, beati loro), mamma venticinquenne magra strafiga sorridente e con la messainpiega perfetta, papà modello George Clooney. Tavola imbandita a mo' di colazione nei villaggi turistici, con ogni sorta di ben di dio...


La realtà.
Letti da fare. Bagno che sembra sia esplosa una bomba. Cucina sotto sopra, senza sole e con la luce accesa (quanto mi deprime la luce accesa al mattino).
Mamma Simo sta cercando di truccarsi, tanto per acquisire un nonsoché di umano, mentre il Piccolo Tigro corre urlando per la casa perché HA FAME. Quanto ci mette 'sto scaldabiberon? Intanto, grazie al cielo ci sono i teletubbies...ma lui vuole l'Era Glaciale (è finita la fase-Dinosauri).
Aladar proprio non ce la fa ad alzarsi, sono le 7,30 e alle 7,45 dobbiamo uscire e lui deve vestirsi-lavarsi-fare pipì-mangiare colazione-lavare i denti.
"Sei pronto?!" Chiede Mamma Simo, già conoscendo la risposta.
Segue urlo.
Aladar emerge dal mondo dei sogni mandandomi a quel paese sottovoce.
Quando approdo alla tavola per la colazione che ha preparato PapàC (come farei se non ci fosse lui), trovo in piedi sulla mia sedia il Tigrotto, che nel frattempo ha bevuto il suo lattino e sta facendo "puccia-puccia" nel mio té che ormai è una pappoccia di biscotti con del té.
Arriva Aladar incavolato nero (per il traumatico risveglio) che non beve il latte con lo zucchero, ma lo zucchero con il latte, e ne rovescia anche un bel po' sul tavolo...si guarda intorno e, nonostante ci siano 3 tipi di biscotti, corn flakes glassati, cornetti e marmellata e anche il plum cake che ho fatto il giorno prima in un momento di estasi casalinga, mi dice:
"Ma non c'è mai un tubo da mangiare qui?"
"Senti bello, vuoi che ti porti a far colazione al bar???"
Intanto il Tigrotto ha iniziato la sua attività preferita: lanciare i corn flakes a Mati, e ride come un matto.
Ore 7,42: ho 3 minuti per rifare i letti, lavarmi i denti, portare Aladar con la forza in bagno e lavargli la faccia e le orecchie perché è idrorepellente, lui.
Sono sudata, stanca...per fortuna vado in ufficio e mi riposo.
Alla faccia del Mulino Bianco.
Immagine tratta da Google Immagini, Mulino Bianco

lunedì 15 marzo 2010

Domenica all'Acquario di Genova


La gioia di vedere lo stupore nei suoi occhi, e le sue manine che toccano la vasca nella speranza forse di accarezzare il delfino...e quello sguardo tra cuccioli che sanno ancora parlare tra loro...

venerdì 12 marzo 2010

SOS MAMMA: siamo vittime dei nostri ormoni!

Non ce l'avevano mica detto, a 11/12 anni, che da quel momento e per i futuri quarant'anni circa (chi più chi meno) saremmo state in costante balìa dei nostri ormoni!
Durante il ciclo, prima del ciclo, quando il ciclo non arriva e quando il ciclo se ne va. Quando siamo nel primo "magico" trimestre di gravidanza, quando allattiamo e siamo gonfie come dei palloni...in pratica per gran parte della nostra vita, loro la fanno da padroni.

E noi convinte di aver operato le nostre scelte razionalmente, ignoriamo che sono stati LORO a farci scegliere questo o quell'uomo, questo o quel lavoro, e idem per casa, amicizie, passioni e così via. Non solo, quella stessa persona che una settimana prima non avresti neanche notato, la settimana successiva ci sei pure andata a cena. La risposta è sempre la stessa: ormoni.

La spiegazione sta tutta qui: noi, dolci creature figlie della luna, abbiamo un ciclo biologico di 28 giorni, che va poi ancora suddiviso in quattro periodi di sette giorni ciascuno. Visto e considerato che ogni sette giorni circa il nostro assetto ormonale subisce un profondo cambiamento, non stupisce che il nostro carattere abbia impennate altrettanto frequenti e repentine.

FASE I dal 1° al 7° giorno: "THE MONSTER" (il mostro)
FASE II dall'8° al 14° giorno: "THE DRAGONFLY" (la libellula)
FASE III dal 15° al 21° giorno: "THE LITTLE PIG" (la maialina)
FASE IV dal 22° al 28° giorno: "THE BEAST" (la belva)


FASE I - THE MONSTER - Il mostro.
Le mestruazioni. Si sa, siamo brutte, gonfie, brufolose e depresse. Vorremmo starcene a casa sul divano a mangiar nutella senza neanche toglierci il pigiama fino a sera. Ma non possiamo. Quindi siamo incavolate nere. Le nonne dicevano che non dobbiamo cucinare perché viene tutto 'na schifezza, non dobbiamo occuparci dei nostri fiori e piante perché dove passiamo noi non cresce l'erba. Temo che le nostre nonne avessero ragione.

FASE II - THE DRAGONFLY - La libellula.
La rinascita: finito il ciclo, ci sentiamo leggere, sgonfie, la pelle liscia, le cosce senza ritenzione idrica sono più magre e noi ci crediamo anche: visto come sono dimagrita? Fregatura: durerà pochissimi  giorni.
Questi sono i giorni nei quali anche le colitiche croniche come me hanno il ventre piatto (o quasi)...niente aria, niente stitichezza, niente di niente. Una meraviglia, ci sembra di volare leggere come libellule.
Anche l'umore è "up", siamo in genere ben disposte verso l'umanità. Questi sono i giorni in cui se qualcuno ti passa davanti alla cassa gli dici con un sorriso "prego, non si preoccupi, non ho mica fretta!". Peccato che, se la stessa persona ti capita a tiro in FASE IV e se ha la sventura di passarti davanti alla cassa, tu la sbrani a morsi coprendola di insulti.
Ma ora è così: tu ami, perché stai bene. Sei in armonia con il cosmo e con chi ti circonda, ami cucinare e torte e pizze spompano che è una meraviglia.

FASE III - THE LITTLE PIG - La maialina.
Eccoci: è ora che la natura sferra il suo attacco decisivo, gli ormoni danno il meglio ingannandoti come non mai.
Ti svegli la mattina e non sai ancora che le tue ovaie stanno iniziando a diventare come dei "pacman" voraci in attesa di una cosa sola...e tu un'altra volta ci credi, quando ti specchi e ti vedi più gnocca...

Oggi i capelli sono più lucidi, gli occhi brillano, le labbra hanno un non so che di turgido e anche il culetto sembra un po' più su, il petto un po' più in fuori (per chi ce l'ha ovviamente), e tu ti senti di osare un po' di più...
Ti trucchi di più, ti metti i jeans un po' più attillati, la maglietta carina, la gonnellina porcellina...perché, diciamo la verità, ci piace sentirci così, ci dà uno strano senso di potere. Via il cardigan copri panza/sedere, e vai con la mutandina carina...sì, chissà perché questi sono gli unici giorni nel mese in cui togli la mutanda ascellare e la canottiera slabbrata.

E loro, i maschi, LO SENTONO. Sembrano annusare nell'aria le puzzette ai ferormoni che ci lasciamo dietro e abboccano...e quanto ci piace vedere con la coda dell'occhio che abbiamo colpito! Non è che lo facciamo con premeditazione, è che la natura ci predispone ad essere così. Punto.
Beata chi ha l'uomo per poter sfogare...per le single è consigliata tanta attività sportiva...ci siamo passate tutte in quei periodi in cui pagheresti per avere uno straccio di maschio da far nero.

Il mio lui se ne accorge sempre con largo anticipo, la sera prima, quando rientra a casa e lo saluto senza guardarlo negli occhi: sì, perché in quei giorni divento buzzurra come il più buzzurro dei camionisti, con uno ed un solo chiodo fisso. Faccio cose come zompargli da dietro mentre apre il frigo e inalo profondamente quell'odore di stallone maschio che emana dal collo...afrodisiaco puro.
Lui già lo sa, e se non è proprio in vena di approfittare dello stato di grazia, sa anche che passerà presto.

Eh sì, perché questo è l'ennesimo inganno.
Se a vent'anni può durare anche una settimana, dopo i trentacinque non dura oltre le 48 ore. Sono rari i casi di quelle tipe che paiono in FASE III tutti i giorni del mese, sempre belle, aitanti, predisposte...ma quella è arte fina...è matematico che neanche loro possono avere gli ormoni a palla 28 giorni su 28 (se così fosse sarebbero da curare!).
Noi donne normodotate, dopo 48 ore da fatalone arrapate, ripiombiamo verso il basso in caduta libera insieme ai nostri estrogeni.

FASE IV - THE BEAST -La belva.
Quello che fino a ieri era l'uomo più affascinante, sexi e meraviglioso sulla faccia della terra, oggi è "quel coso che russa" e che ti dà un mucchio di lavoro tra lavare, stirare eccetera.
Il tipo di maschio che sopravvive meglio a questa fase è l'uomo affettuoso, comprensivo, disposto a capirti, ascoltarti, cucinare, lavare i piatti...
Per il tipico maschio testosteronico puro non c'è scampo: in questi giorni potresti anche ucciderlo nel sonno (un consiglio: non sposare questo tipo d'uomo, è il peggior marito-compagno che ci possa essere).
Non è che non ci piaccia più il nostro marito/compagno/fidanzato, questo no. E' che abbiamo del resto cui pensare.
In genere questa è la settimana delle pulizie: fateci caso, è il periodo del mese in cui si spendono più soldi per acquistare detersivi, disinfettanti, lucida-parquet.
I giorni passano e tu entri ora dopo ora nella tragica sindrome premestruale con straccio in una mano e aspirapolvere nell'altra.
Io in questi giorni consumo litri di candeggina: disinfetto tutto, dal WC alla biancheria ai pavimenti. E più mi guardo intorno, più la casa mi fa schifo, vedo tutto sporco.
Ci siamo: è arrivata la fatidica sindrome premestruale e gli ormoni ti sono nemici.
Neanche a dirlo, il genere maschile è per te repellente come la citronella per le zanzare.
Ti guardi e sei un disastro: gonfia, brufolosa, hai la stipsi, bruciori vari, il sedere è lievitato, sulle cosce hai le borracce tanta è la ritenzione.
Sei incavolata, aggressiva, nervosa.

E la cosa pazzesca è che, in ogni mese di ogni anno di tutta la tua vita fertile, sono gli altri a ricordartelo, pressapoco così:
"Amore, ti sta venendo il ciclo?"
Porca miseria che nervoso, noooo!! Ma se mi sono appena finite! Non si può neanche più essere angosciata e depressa e in crisi esistenziale che subito devono essere le mestruazioni????

E invece, tempo 24 ore, grazie al cielo, loro arrivano...e si ricomincia.


Morale della favola: la finissero di dirci che siamo lunatiche, incostanti, umorali...vorrei vedervi, cari maschietti, se invece del vostro caro e virile testosterone, sempre lì a dirvi che siete perfette macchine da riproduzione, aveste anche voi delle bombe ormonali in continuo movimento.
Siamo fatte così: contraddittorie, inconstanti e lunatiche per default, non c'è niente da fare. Ma se, istruzioni alla mano, imparate a prenderci per il verso giusto...siamo quanto di più meraviglioso e celestiale ci sia sulla faccia della terra...vabbè, più o meno...

martedì 9 marzo 2010

Concierto de Aranjuez - Paco De Lucia



"Concierto de Aranjuez" di Joaquin Rodrigo, la sua opera più nota, scritta nel 1939. E' un concerto per chitarra e orchestra. Qui la chitarra è quella di Paco de Lucia.

Quando l'universo cospira a mio favore,
e tutto tace...
Il Piccolo Tigro dorme
e Aladar si aliena con i suoi videogiochi...

Quando nella casa regna un clima di magica sospensione
che so durerà poco,troppo poco,
questo è il momento per sedermi e ascoltare
questa musica che mi fa esplodere l'anima...

mercoledì 3 marzo 2010

"Mamme senza paracadute" l'8 marzo tutte a Firenze!

L’8 marzo 2010
alla Biblioteca delle Oblate di Firenze alle ore 18.30

Incontro con Lidia Castellani, autrice di Mamma senza paracadute e blogger provenienti da tutta Italia per uscire dal fittizio della letteratura e dal virtuale della rete ed entrare nella realtà.
Saranno presenti tra l’altro Francesca Sanzo (aka Panzallaria), Jolanda Restano, Annachiara Martello (aka Meringa), Silvia Nascetti avvocato e fondatrice del grupp FB Donne che si sono stese sui libri e non sui letti dei potenti e uomini che le amano così e Cristina Giachi, Assessore all’Università del Comune di Firenze.







lunedì 1 marzo 2010

SOS MAMMA: Mamme sull'orlo di una crisi di nervi

E' in arrivo la primavera!

A dire il vero, che la primavera stesse per arrivare, non me ne ero proprio accorta, soprattutto stamattina quando ho raschiato ghiaccio dai vetri della macchina per dieci minuti, mentre Aladar sbraitava che faceva tardi a scuola.
Non avevo neanche sentito nuovi profumi nell'aria, causa sinusite ormai cronica.

Mi sono accorta che qualcosa di nuovo era nell'aria quando è arrivata in ufficio la mia collega, in genere malinconica...questa mattina è entrata raggiante, vestita tutta colorata, si è seduta alla scrivania e mentre accendeva il computer, cantava...mi ha detto che era felice perché sentiva la primavera...
...Mi sono persa qualcosa?!? Perché le mie cellule non vibrano tutte quante in armonia con l'universo all'arrivare della primavera?!?

Quando, alle 14,30 dopo 6 ore e 30 di lavoro continuato, senza quasi alzarmi dalla scrivania, con gli occhi incollati al computer che ormai vedono doppio e le gambe toniche stile ameba, torno finalmente a casa dopo aver recuperato Aladar da nonnoN e nonnaC, ho la tragica conferma: la primavera è arrivata.

Apro la porta, ad aspettarmi il piccolo Tigro felice come una pasqua che saltella e si rotola qua e là stranamente ricoperto di peli, ovunque. Il pavimento è tutto un tappeto di peli che si ammucchiano negli angoli, sotto i termosifoni... e le sedie della cucina sembra che abbiano le zampe, talmente tanti sono i peli attaccati ai feltrini.
Il soggiorno è immerso in una bella luce calda, illuminato da quel sole impietoso di fine febbraio alle 3 del pomeriggio, che ti fa vedere uno per uno tutti i miliardi di granelli di polvere che svolazzano nell'aria, sommati a quelli posati sui mobili. Mi sento male.

Il mio cervello inizia un rapido "loading" e mi fa scorrere davanti agli occhi tutto quello che devo fare da adesso a stasera alle otto: aspirapolvere-lavatrice-stendere-stirare-aspirapolvere-compiti-merenda-aspirapolvere-cena-aspirapolvere (se poi ci stesse anche uno sciampetto, che ho i capelli che sembrano lavati con l'olio Carli...). Mi sento malissimo.

Mati è lì come sempre sul divano che dorme...e perde peli a mazzette.
Eh sì, questo significa primavera, perché lei la sente in anticipo e come ogni anno me ne annuncia la venuta così.
E come se non bastasse, con lo scioglimento della neve, il giardino è tutto una schifezza fangosa che alletta da morire Mati, che ha la passione di scavare buche (non a caso nel suo dna c'è qualche bisnonno Beagle). Oltre ai peli, soggiorno e cucina sono pertanto ricoperti anche da una patina di terriccio che scricchiola sotto alle ciabatte.

Mi volto verso la poltrona dove Mati, che ha già percepito il mio nervosismo in fase esplosiva, ha aperto gli occhi e mi guarda con aria perplessa...le lancio uno sguardo assassino.
Inizio a minacciare di mandar Mati a dormire in giardino come è giusto e come dovrebbero fare tutti i cani che si rispettino, invece di dormire tutto il giorno sul divano davanti alla stufa con la copertina in pile di Ikea!
Cerco di contenere la collera ma lei cresce...e io ormai urlo.

PapàC esce velocemente e va al lavoro (beato lui...), Aladar mi guarda con odio e mi dice "prova a mandar fuori Mati che io vado fuori con lei" (sì voglio proprio vederlo...); il piccolo Tigro capisce che Mati va difesa e corre a sedersi vicino a lei, riempiendosi ovviamente ancora di più di peli, la abbraccia e la accarezza...e cade in catalessi.

Io passo alla fase vittimistica: "Altro che bronchite, io ho l'asma allergica per colpa di tutti 'sti peli! Non posso mica passare la mia vita a togliere peli!!"

Nessuno mi degna più di mezzo sguardo, non mi resta che sfogarmi con il mio FOLLETTO, l'unico in grado di alleviare le mie nevrosi.
Quanto alla primavera, vorrei tornare a ottobre e andarmene in letargo come una marmotta alpina.


Il piccolo Tigro, Mati e i peli...













La Marmotta Alpina

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