giovedì 25 febbraio 2010

SOS MAMMA: MANUALE D'USO / 3

Regola nr. 3
I bambini crescono meglio con animali in casa, ma evitare di "umanizzare" cani e gatti







...NO COMMENT

martedì 23 febbraio 2010

S.O.S. MAMMA: MANUALE D'USO / 1

Girovagando per il web mi sono imbattuta in bellissimi blog e siti vari sull'argomento "genitori". Ho trovato regole, consigli, informazioni, di tutto di più per diventare genitori perfetti o quasi.
Mi sono anche comperata il libro utilissimo "SOS TATA", da un paio di mesi parcheggiato in bagno, sulla lavatrice. Eh sì, proprio lì...qualcuno sa per caso dirmi un altro momento in cui poter trovare il tempo di leggere?
Beh, il mio manuale d'uso è il risultato delle mie riflessioni guidate dalle letture sull'argomento...forse non sarà un modello da seguire, ma spero sarà un conforto per tante mamme sregolate come me...


Regola Nr. 1
Poca TV per i bambini piccoli, mai durante i pasti.


Ore 6.00: il piccolo Tigro, 22 mesi, è in piedi nel lettino, sveglio, sveglissimo.
"Mamà!" ...
Non rispondo, magari si riaddormenta.
"Mamà!!!" urla con forza svegliando probabilmente anche i vicini di casa.
Solo suo fratello nella stanza a fianco non si sveglia. Ma per lui ci vogliono le bombe.
Mi alzo e contro ogni regola lo metto nel lettone (questa la esaminerò in un capitolo a parte)...speriamo di appisolarci ancora per qualche minuto. Diego si siede nel lettone, riesce ad accendere la luce, mi guarda dritto negli occhi (ma non gli bruciano per la luce improvvisa?!?) e mi di dice: "Aaargh!!"
Traduzione: vuole vedere il film Dinosauri.
Ci alziamo, lattino, sdraietta, pannolino,...e gli propongo un'alternativa, dato che non ce la facciamo più a guardare Dinosauri.
"Amore, perché non guardiamo Lala?"
I TELETUBBIES: noiosi, noiosissimi, ma utili, ben fatti, su misura per i più piccoli.
Diego tutto felice "Lala lala, yo-yo, yo-yo!"
Smanetto col telecomando, quanto lo odio 'sto decoder, e mannaggia a lei, Rai sat yo yo è senza segnale!
Prima delusione della giornata, che va gestita con abilità per evitare la prima mega incavolatura del piccolo.
Provo a dirgli: "Amore, perché non guardiamo Nemo il pesciolino oppure Titti l'uccellino?
Mi risponde: "AAAAARGH!!!"
E vai con Dinosauri...sempre Dinosauri, a colazione, pranzo, cena... alla faccia dei pasti che sono un momento d'incontro della famiglia, durante i quali la tv andrebbe tenuta spenta...eccetera...
Ma grazie al cielo esiste la tv!


venerdì 19 febbraio 2010

Pollo al Curry

Questo favoloso pollo al Curry, creazione di C., riscuote innumerevoli successi e, incredibile ma vero, ho ottenuto il permesso di scriverne la ricetta...lui è gelosissimo delle sue creazioni!! Giustamente...

Dedicata in particolar modo a Elena, grande estimatrice di questo piatto!


Ingredienti:

· Pollo 600 gr (sovracoscia)
· Spezie: curry, coriandolo, cumino, paprika dolce o piccante, curcuma, zenzero (la quantita è 3 cucchiani di Curry e 1 cucchiaino delle altre)
· Cocco disidratato
· Latte di cocco oppure latte vaccino
· Riso basmati


Utilizzare una padella capiente con bordi alti o meglio un wok.
Tagliare il pollo a pezzetti ( non troppo piccoli ) e aggiungere un pizzico di sale;
soffriggere un bel pò di cipolla (meglio quella di tipo dolce ) con poco olio;
Aggiungere il pollo e lasciarlo dorare.


Fatto questo, aggiungere la miscela di spezie con circa tre bicchieri d'acqua (a coprire la carne);
coprire il wok e far cuocere per circa mezz'ora mescolando di tanto in tanto.


Setacciare circa un cucchiaio da tavola di farina e incorporarlo durante la cottura avendo cura di non far grumare;
aggiungere una spolverata di cocco tritato disidratato e un bicchiere di latte di cocco o comunque latte vaccino (Il cocco tritato non è indispensabile ma dà un tocco speciale…).


Lasciar cuocere il tutto senza coperchio in modo che il sugo consumi un po’, finché non sia cremoso;
assaggiare e aggiustare di sale se necessario.


Accompagnare il piatto con del riso Basmati al naturale (cioè fatto soltanto bollire).Vedi foto.




Foto Corrado Cordova

giovedì 18 febbraio 2010

Ho "rubato" questa foto sul Blog di una dolcissima mamma, CASA LELLELLA, e anche se il giorno della memoria è passato, penso che ogni giorno possa e debba essere un giorno per non dimenticare. Solo conservando la memoria non si ripeteranno gli orrori più disumani.

Forse perché una mamma vede negli occhi di ogni bambino i propri bambini...io mi chiedo perché...e non trovo una risposta a tutti gli orrori che la fetta malata dell'umanità ha compiuto e purtroppo ancora compirà.

mercoledì 17 febbraio 2010

Ricordo che...


Scatto rubato mentre nonna Maria Natalina ci racconta di quando era giovane e lavorava alla "Boulangerie" del fratello, in Francia, a Toulon (lei è la ragazza a destra nella foto).
Poi venne la guerra e nonna ritornò in Italia.
Oggi ha 95 anni compiuti, ma i suoi ricordi più lontani sono ancora nitidi...
Foto Corrado Cordova

Alegrías


Dal film "Flamenco" di Carlos Saura

sabato 13 febbraio 2010

Plum cake




Ingredienti:

300 gr di farina
200 gr zucchero
3 uova intere
1/2 bicchiere di olio di semi
1 bicchiere di latte
1 bustina lievito
scorza grattugiata di un limone

Sbattere le uova con lo zucchero (va bene una frusta elettrica).
Aggiungere la farina setacciata con il lievito e la scorza di limone. Alternare con l'olio e il latte. 
Sbattere fin quando non c'è più traccia di eventuali grumi e l'impasto risulta omogeneo e liscio.
Imburrare e infarinare uno stampo da plum cake e versare il composto.
Mettere in forno a 180 °C per 50 min circa. Verificare la cottura con uno stuzzicadenti.

Provare per credere...è una ricetta facile, veloce, ed è la base per potersi sbizzarrire: si può sostituire alla scorza di limone il succo di mezzo arancio spremuto più una fialetta all'aroma di arancio, oppure si può aggiungere a piacere cacao amaro all'impasto e fare il plum cake al cacao o ancora aggiungere il cacao solo a una parte dell'impasto par dare l'effetto "marmorizzato"...

Una cosa è certa: dura pochissimo!!




Ricetta e foto by Corrado Cordova

giovedì 11 febbraio 2010

La Paella di Maite

In questa giornata di pieno inverno...ma quanto nevica?!?...scaldo il blog con una ricetta solare dal profumo Mediterraneo...

Ho imparato a cucinare la Paella da Maite, spagnola verace di Granada, osservando e prendendo appunti...e questa ricetta è la chiave per una paella davvero eccezionale!
L'importante è rispettare l'ordine di aggiunta dei vari ingredienti.
Per quanto riguarda il colorante (che non è zafferano), si trova in Italia nei negozi specializzati in prodotti alimentari di provenienza estera. E' un colorante a base di farina di mais, già molto salato.

INGREDIENTI (PER 1 KG. DI RISO)
Olio d’oliva
1 bicchiere di vino bianco
1 Cipolla per soffritto
riso che non scuoce 

Colorante per paella
Carne di pollo (anca e coscia) a pezzettini - 3 hg
Carne di maiale (lombo) a pezzettini – 3 hg

1 peperone
1 scatola di pelati
½ scatola di piselli
vongole e cozze – 3 hg
calamari e totani – 3 hg

gamberetti – 3 hg

******************
· Fare il soffritto
· Aggiungere i pezzetti di carne, salare e pepare e far rosolare
· Aggiungere il peperone tagliato a listarelle
· Aggiungere il pomodoro e lasciar consumare qualche minuto
· Mettere le vongole, calamari e totani
· Mettere il bicchiere di vino bianco
· Mettere il riso ed il colorante
· Aggiungere i piselli
· Aggiungere brodo per proseguire la cottura
· Dopo 5 min. mettere i gamberetti ed ultimare la cottura
A parte far aprire le cozze ed utilizzare per guarnire la paella

Spegnere il fuoco , coprire con un asciugamano da cucina e lasciar riposare per 5 min. circa

L'immagine è tratta da Google immagini e non è relativa alla paella descritta sopra, ma è così che deve venire...appena la rifarò metterò la foto...

Questa è la "paellera". Si trova anche in Italia!
Immagine tratta da Google immagini


 

mercoledì 10 febbraio 2010

Diventare madre

Quando si diventa mamma? Quando si scopre di essere incinta? Quando si partorisce? Quando si torna a casa?
Quando inizia quel profondo mutamento che da figlia ti fa diventare mamma, da ragazza a donna?
Un mutamento profondo, viscerale, che ti trasforma per sempre, perché non sarai mai più quella di prima.
Non so quale sia il momento esatto, ma non credo che il parto faccia di una donna una madre. Penso che da quel momento inizi un lungo cammino da percorrere in due, che ci fa diventare madri.
Un cammino anche faticoso, fatto a volte di paure, insicurezze, di senso di inadeguatezza. 
Sono i nostri bambini che ci guidano, da loro impariamo tanto, grazie a loro diventiamo migliori, se solo li ascoltiamo.
E quella meravigliosa simbiosi che affiora, se ci abbandoniamo al nostro istinto più antico, ancestrale, diventa un'esperienza unica.
All'improvviso ci accorgiamo che sappiamo in anticipo ciò di cui ha bisogno il nostro cucciolo, ci svegliamo un minuto prima di lui, sentiamo il suo malessere o la sua serenità come parte di noi.

Maternità: grande gesto di generosità, di abbandono, da quando permetti alla vita di nascere dentro di te in quell' attimo di passione che vuoi immortalare per sempre, a quando pensi di morire per i dolori del parto, a quando guardi il tuo bambino e il latte inizia a sgorgare con forza come da una sorgente...

Un amore: vero, grande, unico.

venerdì 5 febbraio 2010

Focaccia al rosmarino



Ecco la ricetta della mia focaccia, elaborata in anni e anni di merende...gettonatissima da Michi, Diego e Giulio...non viene una volta uguale all'altra (risentirà dei miei umori?), ma piace sempre...
Dopo le recenti influenze partenopee, è diventata ancora più buona!


 400 gr di farina tipo America (detta manitoba)...è quello che ho scoperto parlando con pizzaioli napoletani. In mancanza, usare il tipo "0" e non il tipo "00"
mezzo panetto di lievito fresco oppure una bustina di lievito essiccato
un bicchiere di acqua tiepida
mezzo bicchiere di olio di oliva di buona qualità
sale q.b.
un rametto di rosmarino
sale grosso


In una terrina, sciogliere il lievito nell'acqua tiepida e aggiungervi due o tre manciate di farina. Lasciar riposare questa pastella in luogo tiepido per mezz'ora.


Si otterrà una pastella "cresciuta" che andrà aggiunta alla restante farina (bisognerebbe fare la fontanella ecc...ma io non la faccio mai e butto la farina direttamente nella terrina).
Aggiungere quindi il sale: due manciate nel caso si sia usato il lievito fresco, di più nel caso del lievito essiccato che richiede 2 cucchiaini di zucchero per essere attivato...assaggiare è il modo migliore per non sbagliare!
Aggiungere l'olio e iniziare a impastare con le mani: l'impasto deve diventare liscio e non attaccarsi alle mani.
Ma spesso è troppo duro o troppo molle: nel primo caso aggiungere un po' di latte, nel secondo un po' di farina.
IMPORTANTE! Dopo aver impastato per 10 minuti circa, sbattere l'impasto con forza più volte sul tavolo: lo rende più morbido e aiuta anche a sfogare eventuali nervosismi repressi!

Far lievitare in luogo tiepido per qualche ora. Dopo un'ora si può prendere il panetto e reimpastarlo rifacendo la palla.
Dipende dal tempo che si ha, ma più lievita più viene soffice.

Stendere la pasta e metterla nella teglia rotonda rivestita con la carta da forno e lasciarla ancora lievitare per almeno mezz'ora: a questo punto fare i buchi schiacciando la pasta con il dito per dare il tipico aspetto della focaccia.

Non è finita...in un bicchiere mettere 2 dita d'acqua e altrettanto olio e sbattere con una forchetta: versare sulla focaccia uniformemente e terminare con il rosmarino e il sale grosso.
Mettere in forno già caldo alla massima temperatura per 10 minuti circa.
Quando inizia a dorare è pronta!


Questa è la base che uso anche per la pizza.

Un artista


"Lui è un uomo. E un artista: ha il dovere di sapere che il grande scopo dell'essere umano è comprendere l'amore totale. L'universo ha senso soltanto quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni."




"E così, ho pensato bene di prendere il primo aereo...immaginando la tua espressione di sorpresa. E avere la certezza che questo è ciò che avresti voluto, che mi aspettavi, che tutta la determinazione e la volontà del mondo non bastano per impedire all'amore di cambiare le regole del gioco in un attimo."

da:"Undici minuti" di Paulo Coelho, ed.Bompiani



giovedì 4 febbraio 2010

Pan di Spagna

Ecco la ricetta del mitico Pan di Spagna della mia nonna...oggi sono in vena di dolci...


6 uova
200 gr di zucchero
200 gr di farina (si possono sostituire 100 gr di farina con fecola di patate)
1 bustina di lievito
scorza grattugiata di un limone
un pizzico di sale


Lavorare i rossi d'uovo con lo zucchero;
aggiungere la scorza grattugiata di limone e la farina;
montare i bianchi a neve durissima;
aggiungere i bianchi al composto;
aggiungere infine il lievito;
imburrare e infarinare una teglia;
infornare a 180 °C per circa 50 minuti.


E' ottimo da farcire, ma anche da inzuppare nel latte e nel té!

martedì 2 febbraio 2010

"Nascette mmiez’’o mare" ....la storia di Napoli


Nascette mmiez’’o mare na scarola e Michelemmà
comm’a storia ’e sta città
io te la voglio raccuntà senza buscia ma verità
Assaie bella è Michelemmà sulo bellezza pot’avantà
funiculì e funiculà
ma cu ’a bellezza si vuò campà haie voglia sempe ’e t’a suscià
 Ah comm’a femmena pezzente senza dote e senza niente
cu ’a bellezza sulamente fa ’o mestiere malamente
accussì Napule Nà ’o pentone sta sempe llà
arrisuolve sta jurnata cu ’a pusteggia e ’a serenata
 Li Turche se la joca se la jocano a primera
sulo chesta è ’a storia vera
chi ce pass’a sta città vere sì s’a po’ jucà
Nove rignante ce passajeno a cavallo
Napule ce facette ’o callo
ogni vvota si cagn’o gioco ccà nce appennen’a si loca
 Ah cu ’e Nurmanne e l’Angiuine s’affittaie sera e matina
e si pave nu carlino vire ’o scoglio ’e Margellina
accussì Napule Nà na canzona è sta città
ca mentre ll’ate magneno essa te vò cantà
 Sta figliola è na figlia è na figlia de nutare
Carlo terzo mò è cumpare
ca s’arape na cantina proprio miez’a sta marina
Stu rre Burbone s’a mparaie bbona ’a canzone
canta lloco ca faie bbuono
mentre canta ’a luna sponta io m’assetto a Capemonte
 Ah viva sempe sta cantina ’e chitarre e manduline
ca stu rre dà ogni matina feste e forca cu ’a farina
accussì Napule Nà festa e forca può magnà
si te piace sta canzone viva ancora ’o rre Burbone
E mpietto teneva na teneva na stella diana
Garibbarde s’’a pigliaie mmano
po’ facette ’o ruffiano c’’o scarpone italiano
 Vene Savoia e se ’nfila ’a scarpa soia
c’’o piluscio d’e berzagliere
ma cu st’autu canteniere ca se sta peggio d’aiere
 Ah te dicette ’o rre Vittorio mò te manna ’o sanatorio
voglio fa ’o risanamento e t’o faccio ’o sbentramento
accussì Napule Nà sta luna nova può cantà
ca t’a vonno allarà peggio ’e primma ’a ccà e ’a llà
 Chi pe la cimma e chi la cimma e chi pe lu streppone
lu streppone a lu patrone
ca pe ffà n’atu straviso t’’a fa nera sta cammina
 Va la cimma ’nterra e te lass’int’a na guerra
mmiez’a chillu serra serra
pe la cimma a Musullino e ’o streppone ’e marocchine
 Ah sò sbarcate alla marina auti Turche cchiù assassine
e a Pusilleco addiruso l’hanno fatto nu pertuso
sta città pe copp’a ll’onne chianu chiano mò sprefonna
san Gennaro nun risponne ca stu sanghe nun nce ’nfonna
e accussì Napule Na a che serve cantà cchiù
vire Napule e pò muore ca ce muore sulo tu
 Nascette mmiez’’o mare na scarola e Michelemmà
nascette e po’ murette tant’e tantu tiempo fa.


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