venerdì 29 gennaio 2010

Napoli e Campi Flegrei



Si parla tanto di Napoli e dei suoi problemi, e se ne parli bene, come turista, sei vista come quella tipica turista inglese "molto pittoresco"!
Napoli o la ami o la odi, non ci sono vie di mezzo. Nessun luogo al mondo le assomiglia, Napoli non è Italia, non è Europa, Napoli è Napoli, punto e basta. Se la guardi con la parte razionale del cervello vedi i tanti problemi, grandi, immensi; se la guardi con la parte emozionale, se la ascolti, Napoli ti racconta un mondo di cose e si dispiega davanti a te in tutta la sua bellezza primitiva, ancestrale. Dai profumi che respiri nel cuore storico della città, ai suoni, colori e sapori che paiono immutati da secoli.
Le tradizioni, le processioni, le tammurriate, raccontano di un passato ancora presente, che in nessun altro luogo sulla terra si sono conservate così vive. Forse è questo il motivo per cui sotto molti punti di vista Napoli pare chiusa rispetto a innovazione, "progresso"?
Ma allora siamo proprio sicuri che ne varrebbe la pena di perdere questo grande tesoro?


***
La stessa cosa ho sentito visitando e poi conoscendo la zona Flegrea.
Da brava "piemontese" ho in un primo momento visto il "business mancato": visitando Bacoli e le meravigliose zone vicine mi son detta "ma che peccato, luoghi così dovrebbero essere la Costa Azzurra della Campania...non luoghi dimenticati dal mondo, dove il turismo nazionale e internazionale neanche arriva.".
Allora ho immaginato: la Villa Comunale di Bacoli si trasformerebbe in una Promenade, il lungo lago tutto pieno di luci e locali modaioli, poi i vip, i casinò, le spiagge attrezzate a Miseno diventerebbero meta esclusiva di ricchi turisti stranieri...

E quel magico angolo di Bacoli, tra barche di pescatori, reti, la pizza favolosa di Gennaro, con la storia che brulica in ogni anfratto?
Via! Sparirebbe, per far spazio a costosi ristoranti sulla spiaggia...e per visitare la Tomba di Agrippina si pagherebbe il biglietto con tanto di guida multilingua e souvenirs ovunque...
E dove se ne andrebbero quei profumi, quel passato ancora intatto?


Non mi era mai capitato prima di visitare luoghi che paiono immutati da secoli, fermi e immobili nella loro bellezza.
E allora ho cacciato via il pensiero della "Costa Azzurra", mi sono seduta su uno scoglio ascoltando ciò che quei luoghi mitologici raccontano...e in cuor mio ho sperato che mai nessun costruttore o multinazionale si accorga di loro...



Bacoli, Tomba di Agrippina

Una notte a Granada (Sacromonte)




"Luna piena come non mai"

di Corrado Cordova


Luna piena come non mai, quella luce argentata si diffondeva fra le campagne ed illuminava una strada...,noto alcune ombre che man mano prendevano vita, sempre più vicine, cominciai a sentirne i passi, le voci ed infine gli odori, che profumo...che volti, che meraviglioso modo di parlare, erano quasi dei codici, non capii nulla ma potevo intuire la loro destinazione.Si avvicinarono ad una "caverna" tutta bianca, fuori, una sedia di paglia ed un vecchio. Mi avvicinai cercando di capire cosa e a chi stesse pensando mentre le "ombre" gli parlarono, il vecchio acconsentì. Non potevo perderlo quel momento e con lo sguardo l'accompagnai in quella "caverna", ne uscì dopo qualche istante con un attrezzo di legno molto malandato, ma....il vecchio cominciò a dire qualcosa..., le ombre cominciarono a muoversi, notai subito il volteggiare dei loro abiti di seta e più si muovevano e più capivo dove fossi capitato.

Con me, c'era un'amica, un'amica di sempre, la presentai agli altri ed una donna si avvicinò guardandomi da capo a fondo, volle sapere di più ma non con le parole...entrammo nella "caverna" mi presentò ad un gruppo di persone con pelle molto scura, mi sorrisero. Cominciai a notare in quell'area qualcosa di strano... sui muri erano appesi decine di mestoli di rame antichissimo consumati dal tempo ed alcune foto, tutt'intorno sedie, quelle di paglia, alla fine di qust'ultime, c'era una tendina rossa, dietro, bottiglie di vino, le donne cominciarono ad offrirmene e mi invitarono di bere alla loro salute, in quel vino c'era della frutta tagliata a grossi pezzi ed un sapore indescrivibile. L'illuminazione era fioca e molto calda, una lampadina era più che sufficiente per qualcosa che stava per accadere...

Alcuni estranei entrarono incuriositi e una donna all'ingresso, porgeva loro una mano che in poco tempo si riempì, poco dopo le "ombre", la sedia ed il vecchio. Ci ritrovammo una decina di persone seduti su quelle sedie, ma l'atmosfera era strana, cosa doveva accadere proprio al centro di quelle sedie?, E perchè avevano offerto il vino?, Perchè erano tanto felici?

Io e la mia amica ci guardammo incuriositi. Il vecchio e le "ombre" altrettanto. Mi chiesero di far parlare la mia amica...e così fu. Al centro cominciarono a volteggiare donne bellissime come bellissimi erano i loro abiti, la festa cominciò in un tepore mai provato prima, la luna era ormai al tramonto ed una donna di pelle scura gridò: VAMOS A LA FIESTA !!

Mi ritrovai nel Flamenco, quello vero, quello puro, quello senza pretese, quello che ti fa star bene, ma in una semplicità inverosimile.

IL VECCHIO "Manuel" chitarrista

LE OMBRE Sandra e Falì" bailaoras

LA DONNA SCURA "Ramona" madre

IO "Corrado"

LA MIA AMICA " F. Esteve " chitarra

Napoli, Dicembre 1999


giovedì 28 gennaio 2010

Frida Kahlo - Biografia

FRIDA KAHLO
Una donna prima di tutto.
Una donna che ha sofferto,
costretta dalla vita a soffrire,
per poter diventare una grande artista.


Una donna che ha amato:
il suo Diego, la gente, con generostà e passione.
Una donna che ha amato i figli che non sono mai arrivati,
e anche coloro che non l'hanno capita.
Una donna che ha pianto, ha riso, ha vissuto la vita fino all'ultima goccia.


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