lunedì 18 ottobre 2010

Metti il diavolo...ad Avetrana


Mi ritrovo con un libro tra le mani, appena finito di leggere, acquistato in quanto  ambientato nel Salento, "nel tempo in cui le tarante mordevano nelle campagne inoculando il veleno nei corpi dei pizzicati, e bisognava metterli a ballare per liberarli dal male". Affascinata come sono dalle danze popolari del Sud e dal retroscena culturale che portano con sè, pensavo di aver a che fare con un libro che parlasse di tarantate e Pizziche...
Invece ho trovato molto di più in questo bellissimo romanzo corale, e leggendo mi sono accorta che contiene tantissime incredibili e sorprendenti analogie con i fatti recenti di cronaca.

Il libro si intitola "Metti il diavolo a ballare", romanzo d'esordio di Teresa De Sio, una fotografia della realtà del Salento negli anni cinquanta, quando la depressione di una bambina vittima di violenze e molestie veniva interpretata come causa del morso della taranta, ed esorcizzata con la Pizzica, danza ancestrale per liberare il corpo dal veleno della taranta e dal "male".

Sorprendenti le analogie, che accomunano una realtà antica ad una moderna: ignoranza, brutalità, menzogne, segreti inconfessabili e quella fastidiosa curiosità morbosa che avvolge tutto come una nebbia: allora erano coloro che assistevano ai riti atavici per liberare la bambina dal male, oggi siamo noi incollati davanti ai telegiornali e alla quantità enorme di trasmissioni gaudenti per l'audience ritrovata, oppure, peggio ancora, i cosiddetti turisti dell'orrore...che orrore!

Due paesi, quello di Mangiamuso nel romanzo, quello di Avetrana oggi, realtà rurali di una Puglia che pare addormentata e ferma nei secoli, paesi scompaginati nella loro stessa esistenza da eventi violenti e incoffessabili.

"La vita di tutti gli abitanti di Mangiamuso, da quel preciso momento, non sarebbe più stata la stessa."

Mentre leggevo le dure pagine che descrivono le violenze sulla bambina, Archina, stavo male ma dicevo a me stessa che queste cose non accadono più, che erano frutto di un'arretratezza culturale che non esiste più, pur sapendo che mi stavo ingannando, come facciamo ogni qual volta la realtà è difficile da accettare. E proprio in quel momento i telegiornali mi dicevano che nulla è cambiato, che tante dolci creature vengono ancora uccise, prima di tutto nell'anima.

Il dramma di Avetrana non è la morte, ma tutto quello che c'è stato prima.
E quello che più sconvolge è che, in entrambi i casi, le vere e sole vittime passano quasi in secondo piano, in mezzo a tanto rumore, in mezzo al balletto osceno di bestiali protagonisti e comparse mostruose, tra tradimenti e segreti malcelati : Archina e Sarah, bambine accomunate da un destino crudele, ingiusto.

Archina però si salva , si riscatta a costo di un enorme dolore, a Sarah invece questa possibilità non è stata data. Sarah non c'è più.
Anche quei vili bastardi aguzzini hanno l'epilogo che si meritano, nel romanzo.
Troppo dolce la punizione invece, nella realtà.

"Ma poi, mentre stavo correndo contenta [...] quello, il padrone, usciva sulla porta e mi chiamava. Cu chella voce catarrosa, rasposa, 'nfettata, [...] 'na voce che addeventava nu nomme che era 'o mio, Archina! Archinaaaaa... Alluccava forte, il vecchio, fino a che io non correvo e arrivavo a tempo per vedere il mio nome liquefarsi nel suo catarro, sputato a terra, fetido come un topo morto."

Tratto da "Metti il diavolo a ballare" di Teresa De Sio ED. EINAUDI
ISBN 978-88-06-19853-4

8 commenti:

  1. Io che mi tengo alla larga persino dai tg, immagina cosa posso pensare di quella sporca stupida feccia sciacalla che sono i turisti dell'orrore...
    Davvero molto stuzzicante il romanzo della De Sio, e assai promettenti gli assaggi di scrittura che hai proposto, soprattutto quello finale.

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  2. mooolto interessante questo libro, lo leggero'.
    conosco molto bene il salento e conosco molto bene avetrana, e fa male ora collegare quei posti a un dramma cosi terribile.

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  3. una parte di me gia si incammina verso la libreria con tanta voglia di conoscere questa autrice di cui le parole d te riportate incantano...altra parte invece scappa, ha bisogno, ha voglia di storie felici.

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  4. "La vita.......non sarebbe stata più la stessa".
    Questa frase che hai tratto dal romanzo "Metti il diavolo a ballare" collima perfettamente con quello che è accaduto e sta accadendo ad Avetrana, ed hai perfettamente ragione. Non pensavo che la cantante Teresa De Sio che a me piace molto insieme a sua sorella Giuliana attrice molto brava, fosse anche una scrittrice.
    Due napoletane veramente in gamba.
    Grazie della segnalazione.

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  5. Eddaje!Riesci sempre a stuzzicare la mia curiosità!
    Per quanto riguarda l'altra questione: non comment.
    Un bacione!

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  6. @ciao zio! Sì, è una scrittura molto diretta, sia nelle parti dove ti sembra di sentir parlare in dialetto, sia nelle parti più dure, dove la De Sio non risparmia nulla al lettore. Se lo leggerai mi dirai la tua, mi interessa molto!

    @gufoprincipefata, avendo conoscenza del Salento penso che questo romanzo si apprezzi ancor di più. Qui è il sud vero a vivere! Si parla anche di Procida, meravigliosa isola nel mio cuore...
    Purtroppo l'essere umano a volte riesce a diventare artefice di incredibili atrocità, a quanto pare è sempre stato e sarà sempre così.

    @jole, ti capisco. Ogni cosa ha il suo momento, io vado molto a "fasi"...un bacio

    @Monticiano, anche io amo molto le sorelle De Sio, anche se diversissime. E Teresa mi ha davvero stupita con questo libro. E' un talento.

    @Mammalellella e Simona...e a che cosa servirebbe allora mamma Simo? Son contenta di avervi incuriosite...bacio!

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  7. Oramai non si parla che d'altro... Eppure forse è questo quello che ci meritiamo, perchè la parte indignata è di gran lunga minore rispetto a quella guardona, avida di spiare, sapere, spettegolare su questo caso mediatico così importante.

    Bello questo parallelo con il libro e bellissimo lo stralcio finale... Deve essere un libro molto molto toccante.

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Grazie per i graditi commenti, ma grazie soprattutto per aver avuto la voglia di leggermi...

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