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Tutta colpa di Tondelli

Ho letto ora, sul Blog del Grande Marziano, una bella recensione del libro "Tutta colpa di Tondelli" di Nicola Pezzoli, alias Zio Scriba, caro amico di blog nonché scrittore di professione e artista, di quelli veri.
Dato che ho appena terminato di leggere il libro, divorandomelo in due giorni, scriverò qualcosa anch'io.

Il libro racconta le avventure e disavventure al limite dell'assurdo di un giovane scrittore inedito nel mondo dell'editoria italiana, alla ricerca di un editore disposto a pubblicare i suoi romanzi. E' autobiografico e sfacciatamente e spudoratamente vero. Già per questo un capolavoro. Con la sua ironia dissacratoria, senza peli sulla lingua, Nicola Pezzoli regala un affresco di quel mondo fatto di mediocrità, opportunismo, falsità e squallore che pochi sanno essere la realtà nell'editoria (anche...!!).

Al di là delle illusioni regolarmente frustrate, dell' incredulità e della speranza che porta ad accettare umiliazioni e vere e proprie vessazioni, quella speranza che non ti fa più vedere che sei circondato da pazzi scatenati che per di più ti usano e ti copiano e ti rubano i pezzi tenendoti in un limbo fatto di promesse che mai verranno mantenute, quello che mi ha più colpita è stato il sentire sulla pelle la disperazione, la disillusione, la rabbia poi ancora la speranza, la tenacia e la solitudine di un giovane scrittore, un grande talento, preso letteralmente a calci nel sedere, per non dire di peggio.

Poi c'è la tenerezza che a poco a poco affiora, vedendolo sempre più deluso. Un artista non cerca la gloria fine a se stessa, un artista è una delicata creatura che puoi distruggere con nulla. E questo, i personaggi squallidi che si incontrano in queste pagine, prime fra tutte il famoso rinomato talent scout letterario, lo sanno bene. Lo sanno di aver a che fare con un grande talento, ma sanno anche quanto sia facile ferirlo per renderlo debole e inchiodarlo affinché altri non se lo portino via, affinché non trovi il coraggio di "volare" da solo (chi è solo non può farcela...).

A lui, il protagonista, basterebbe vedere il proprio libro pubblicato per poterlo sbattere in faccia a suo padre ("Trovati un lavoro, scrittore del cazzo!") e per risarcire moralmente la sua dolce mamma, che spera e soffre con lui ad ogni telefonata. Lui si sente quasi in colpa per le aspettative deluse di familiari e amici.

Così trascorrono parecchi anni che a una prima lettura potrebbero sembrare buttati via. Invece sono anni importanti, nei quali il protagonista cresce, come scrittore ma soprattutto come uomo. Capisce che per nulla al mondo scenderà mai a compromessi, che c'è qualcosa di assolutamente più importante del venir pubblicati: il restare fedeli a se stessi.
Come si salverà da quella giungla? Grazie alla sua grande dote, l'ironia. In tutti quegli anni, anche drammatici, c'è sempre un occhio bel lucido che analizza realtà e personaggi con spietato sarcasmo.
Ecco perché, leggendo questo libro, si ride anche, molto. Si ride di amaro e intelligente, quanto raro umorismo.
E adesso...aspettiamo il prossimo!

Commenti

  1. Ebbravo zio Scriba!
    E brava tu Simo ;-)
    Un baciotto!

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  2. se non ti chiami vespa o travaglio gli editori se ne fottono del tuo libro.Mia moglie ha fatto la stessa esperienza in campo letterario... le hanno fottuto anche 2000 euro!

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  3. Spero di non seccarti cara Simo ma questo tuo post in difesa di zio Scriba mi ha dato lo sprone a darti ragione un milione di volte e ti spiego il perché. Intendiamoci non voglio fare paragoni con Nicola Pezzoli giacché lui è giovane, possiede i requisiti necessari per essere uno scrittore: cultura, studi adeguati etc, mentre io sono un vecchio ottantenne semi-analfabeta (scuola media inferiore). Da quando ho aperto il blog - 18 dicembre 2008 - avrò scritto oltre 160 post tra storie, ricordi, racconti alcuni anche a puntate e molti blogger mi hanno sollecitato - invano - a farne un libro, a farli pubblicare e così via, ma ho sempre negato di volerlo fare proprio per quei motivi che tu hai così perfettamente descritto. Ma non solo, anche per il fatto, lo ripeto, di non essere all'altezza di un vero scrittore.
    I miei più sinceri auguri a zio Scriba, che li merita, e un grosso ringraziamento a te.

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  4. Ho visto che dal comune amico Marziano definivi la tua recensione "sempliciotta"... Io la trovo semplicemente splendida. Nella tua Semplicità (termine che uso sempre in senso positivo, e non a caso qui ho anche messo la maiuscola) hai colto tutto quello che c'era da cogliere.
    Grazie!

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  5. Concordo in tutto!
    Libro bellissimo, ma io ce l'ho autografato!
    ;-)

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  6. mi hai incuriosito.

    lo metto tra i libri da leggere.

    'notte

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  7. Si, nei libri da leggere;....anche perchè alcuni "Nomi" non sempre sono una garanzia....ovvero entri in libreria e sembra che l'ultimo premio strega sia Il Migliore, lo leggi e pensi "ma davvero ha vinto?"....io ancora mi devo riprendere da "la solitudine dei numeri primi"
    In vacanza ho scoperto un libro carinissimo di Chiara Sasso "Trasite,favorite" Per chi conosce la calabria e la sua dolce-amara realtà.Bello. Ciao e buonanotte.

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  8. @Ciao Simo, un baciotto a te! ...Ma quand'è che riusciremo a vederci, tu, Sonia ed io???

    @Enio...e non sai quante analogie con il mondo delle case discografiche, che io conosco meglio...Zio Scriba una volta ha parlato di bubbone non letterario ma italico. E purtroppo questo bubbone italico lo si riscontra ovunque. Che tristezza. Ma prima o poi scoppierà?!?

    @grazie a te, zio. Rinnovo la gioia di aver letto un così bello e intelligente libro, e il senso di vuoto per averlo già finito. In questo modo sto trattenendo il buon sapore...

    @Stefi...non vale!!!!


    @mammalellella, poi ci farai sapere. Ti piacerà.

    @mamma&arte, quando io mi imbatto in libri che non mi piacciono li mollo all'istante. Non riesco in genere ad andare oltre alla decima pagina. Se leggerai questo libro capirai perché non sempre i concorsi e gli editori "premiano" i migliori. Anzi, chi sa scrivere spesso non viene neanche preso in considerazione. Nel nostro mercato volto al profitto (di pochi) quello che conta non è la qualità. Convengono di più i dozzinali replicanti. All'insegna della mediocrità.

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  9. Penso che lo prendero' senz'altro, innanzitutto perchè è importante dar peso alle persone VERE che raccontano emozioni VERE, ed è bello vederle riscattarsi...
    Poi ti volevo ringraziare per esserti unita al mio blog anche se è da un po' che non lo coltivo... un bacio

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  10. Ciao Ica, benvenuta a te in questo mio spazio.
    A presto!

    RispondiElimina
  11. Dovresti fare la Promoter ( si scrive così?).

    Bellissimo quello che hai scritto...Molto passione tra le tue righe...nel senso che avverto tu sia una persona con una marcia in più.

    RispondiElimina
  12. Grazie Nicole, il fatto è che riesco solo a scrivere quando davvero un libro mi piace, e non capita così spesso. Troppo gentile, anche per la marcia in più che non sono poi così convinta di avere...
    Grazie per essere passata di qui, un bacio e a presto!

    RispondiElimina
  13. Molto bella la tua recensione. E' bello ritrovarsi attraverso il libro di un meraviglioso comune amico. Ciao!

    RispondiElimina
  14. Molto bella la tua recensione. E' bello ritrovarsi attraverso il libro di un meraviglioso comune amico. Ciao!

    RispondiElimina

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Grazie per i graditi commenti, ma grazie soprattutto per aver avuto la voglia di leggermi...

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