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Mi chiamarono Simona come "Simone de Beauvoir"

Le nuove femministe.

Sono nata nel 1970. 
Ho respirato, ancora nella pancia della mia mamma, gli ultimi venti sessantottini, ho ascoltato, attraverso il liquido che mi avvolgeva e attutiva i suoni esterni, i discorsi rivoluzionari e femministi che avrebbero cambiato il mondo.
In un primo tempo dovevo chiamarmi Lara, come la Julie Christie del Dottor Zivago, poi un lampo di genio ha suggerito ai miei genitori che il nome Lara forse ricordava più un pappagallo che la bella protagonista del film.
Grazie al cielo, perché non ho proprio nulla in comune con la bionda ed eterea Lara; probabilmente ho più cose in comune con un pappagallo.

La scelta del mio nome è pertanto ricaduta su Simona, in onore a Simone de Beauvoir. E che onore! Impegnativo, non c'è che dire. Ne sono sempre andata fiera, da quando mia madre mi citava frasi dal libro "Lo spirituale un tempo", ed io avevo solo nove anni.

Anch'io avrei sposato la causa femminista, sarei scesa nelle piazze, avrei combattuto per i diritti delle donne. Non mi sarei ridotta come mia madre, a pulire, cucinare e vivere nell'ombra del marito.
Lei, mia madre, parlava di femminismo ma lucidava ogni mattina le scarpe a mio padre, gli sceglieva il vestito, la camicia, la cravatta i calzini e li appoggiava accuratamente sul letto. Il marito era il primo a essere servito a tavola e guai se fosse rientrato una sera a casa e la tavola non fosse stata apparecchiata.

Su questo substrato socio culturale, sulla confusione che creavano in me idee rivoluzionarie che si appoggiavano su una realtà convenzionale, ho costruito l' immagine di me stessa, di quella che sarei voluta diventare.
Polemica e incavolata lo sono diventata. Iper critica pure.
...Ci ho anche il compagno compositore, mentre Simone amò Sartre, filosofo e Nelson Algren, scrittore. Non cambia mica poi tanto...
Fine. Che cos'altro ho in comune con Simone de Beauvoir e con il vecchio movimento femminista? Nulla.

*Passo la mia vita a lavorare e fare la casalinga e la seconda opzione mi appartiene più della prima.
*Con straccio per la polvere nella sinistra e spray Stanhome nella destra mi sento più realizzata che nel ruolo di donna-lavoratrice.
*Sono rientrata al lavoro dalle due maternità piangendo. Un giorno in più con i miei cuccioli vale più dell'oro.
*Mi piace il lavoro ma non me ne frega niente della carriera. Sono una donna in corriera.
*Con il Folletto in mano mi sento wonder woman.
*A tavola servo istintivamente prima PapàC, poi il figlio maschio maggiore, poi arrivo io.
*Il cibo più buono, la fetta migliore di anguria, l'albicocca più matura li servo sempre agli uomini di famiglia, cioè tutti eccetto me.
*Nella tazzina del caffé ne metto di più a PapàC.
*Quando gli stiro le camicie mi gaso come una bertuccia perché tutti diranno "Come lo tiene ordinato la sua compagna!"
*Quando va in giro come un buzzurro gli dico: "Cambiati subito quella camicia e quei pantaloni mosci! Che figura mi fai fare??"
*Pulisco quotidianamente la tazza del water imprecando, invece di insegnare a mio figlio a far pipì da seduto se proprio non riesce a indirizzare il getto nel buco.
*Spero che i miei due figli maschi si sposino con delle brave e serie ragazze, che vogliano loro bene e siano brave donne di casa, casalinghe e mamme senza grilli per la testa.
*La penso come mia nonna, che quando sono nati entrambi i miei figli ha esclamato: "Che fortuna che sia maschio, avrà una vita più facile. Noi siamo nate per soffrire."
*Faccio la stessa vita che ha fatto mia nonna. In più, lavoro in ufficio.
*Non lucido tutti i giorni le scarpe a PapàC. Infatti mi sento in colpa.
*Se quando arriva PapàC la sera la cena non è pronta, mi sento una merdina.

Prima di dirmene quattro, prima di fermarvi alle apparenze, ditemi se non capita anche a voi la stessa cosa. In tutta sincerità. Magari inconsciamente.
Sarà colpa di secoli di retaggio culturale, di atteggiamenti e abitudini ereditate dalle nostre nonne e mamme insieme alla predisposizione alla cellulite, sarà che siamo molto mamme e mogli italiane e poco europee...
Che ne so. Siamo fatte così. Ma non siamo mica fatte male!

In casa siamo forse un po' antiche, realizzate nei panni di mamme super affaccendate. Ci piace sentirci importanti facendo sentire importante il nostro compagno. Abbiamo sostituito la camicia da notte in lino che portavano le nostre nonne con il pigiamone felpato e mai scenderemo a patti con noi stesse, adeguandoci allo stereotipo della donna in camicia da notte sexy.
Abbiamo capito che femminismo non significa necessariamente mortificarci nella nostra femminilità, che compiacere i nostri uomini, esigendo però rispetto, non vuol dire essere sottomesse ma è un modo per dimostrare il nostro amore.
Abbiamo capito che stare a casa con i nostri bambini è un sacrosanto diritto, come lo è il poter tornare al lavoro senza venir penalizzate.

Se si tocca il tasto "diritti della donna", "pari opportunità", "mercificazione del corpo femminile" eccetera, siamo delle belve. Ci incavoliamo con quella "ministra" che non ci piace per niente e difendiamo come leonesse inferocite i nostri diritti riguardo alla maternità.

Non potremmo essere quelle che siamo, se prima non ci fossero state loro a scardinare radicalmente la preesistente società.
Grazie a loro, noi oggi possiamo costruire nuovi equilibri anche ripristinando vecchi valori. Grazie a loro abbiamo una nuova e forte consapevolezza. C'è ancora molto da fare, e noi ne abbiamo la capacità e la forza.
Siamo noi le nuove femministe in pantofole. Tremate...tremate...le streghe son tornate!

Nella foto, tratta da Google Immagini, Simone de Beauvoir

Commenti

  1. e io adoro te... mi fai morir dal ridere!!! comunque nel tuo elenco di punti mi ci sono ritrovata un bel po', mannaggia!

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  2. A venti anni lessi 'Memorie di una ragazza perbene' e mi innamorai di Simone De Beauvoir: andai avanti fino a divorare il tomo 'Il secondo sesso', che mi piacque tantissimo e che mi piacerebbe rileggere ora che ho quasi il doppio degli anni...
    Sono pienamente d'accordo con te: oggi non saremmo quelle che siamo senza le lotte del passato e se è vero che un po' tutte credo ci riconosciamo in molti dei punti della descrizione che hai dato di te, è anche vero che oggi noi abbiamo una consapevolezza maggiore. Questa deve darci la forza di trasmettere i nostri principii ai nostri figli, che vivono in una società che questi valori sta cercando di scardinarli: se c'è ancora qualcuno che, alla faccia della solidarietà femminile, dall'alto (...) del suo "pulpito" di ministro del governo si permette di dire che stare a casa in maternità è un privilegio, spero continueranno ad esserci persone che come me, te e tantissimi altri si indigneranno e mostreranno a tutti la stupidità di certe affermazioni.
    Una società che metta le donne in condizioni di riuscire a lavorare per la propria famiglia, senza farle sentire donne di serie B perchè non sono "donne in carriera", credo che non possa che rendere il mondo migliore per tutti.
    Bacioni da un'altra 'donna in corriera'! ;-)

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  3. Brava! Mi trovo pienamente daccordo con te. Ho avuto una mamma femminista, una delle prime in Italia ad usufruire del divorzio, una che non stirava,che non faceva la polvere, ma che faceva parte di mille associazioni e che teneva conferenze alla difesa dei diritti di tutti. Ho imparato tanto da lei... sì... ho imparato ad essere libera e ho scelto di essere diversa. Perchè sai cosa ti dico? A me la mamma mi è mancata un casino!
    Oggi lei mi critica, ai suoi occhi sono un fallimento, mi vede imborghesita.
    Peccato perchè io mi sento invece in un piacevole equilibrio.

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  4. escludendo quello della cena (papà D torna a casa e puntualmente non c'è nulla sui fornelli..)e pochi altri, tutti gli altri sono miei.. e me li gestisco io ;)

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  5. Quanto è vero ciò che scrivi,stando a casa per la prima volta dopo una vita,mi sono resa conto che comunque correndo per il lavoro perdi qualcosa di prezioso....il tempo con la tua famiglia.ciao

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  6. Scena del 31 marzo del 73:
    Mia zia a mia madre "La chiamate Simona??"
    "Certo!"
    "Più che cresce e più che diventa cogliona!!!"
    Ecco. Magari si fossero ispirati a Simone de Beauvoir.
    E poi cara, anch'io sono una donna in corriera, stai trà!:-D
    Baciottolo topina!

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  7. @Lumaca a 1000: anche io. Vorrei avere più tempo per leggere. Finisco col fare delle pile di libri che poi non riesco a leggere...ma tra poco ci sono le ferie!

    @MammaF: viva la sincerità! Grazie, un bacio

    @Sonia:bella risposta. Sono contenta di essere stata capita. Temevo il mio ragionamento fosse un po' contorto...viva le donne in corriera!

    @Cindry: stupenda testimonianza. Hai riassunto il tutto in poche righe. Gliel'hai mai detto? Ma forse lei non vuole sentirselo dire, altrimenti non ti riterrebbe un'imborghesita. Laddove non ci sono più i vecchi equilibri, sta a noi costruirne di nuovi...e non è mica facile!

    @MammaC: il passo in avanti è il fatto che, un tempo se la tavola non era pronta i mariti si imbestialivano, ora invece la preparano loro. Che vogliamo di più?

    @Mamma&arte:io mi ricarico le "batterie" solo a casa con la famiglia.

    @Simona: nooo! Questa non l'avevo ancora sentita! In compenso il Piccolo Tigro, invece di "mamma" mi chiama "Mona"...vabbé...

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  8. Simo sei unica!
    cmq se ti può consolare, perchè a me non consola, sono nella tua stessa barca.
    baciotti

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  9. Davvero una delle migliori MAMME d'Italia
    I miei migliori complimenti. Mamma Simona.
    Questo racconto ha aperto ricordi che avevo messo da parte..Grazie.
    Maurizio

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  10. @Grazie Mammalellella, vedo che siamo in tante!

    @UIFPW08 Tra le migliori non credo. Se migliori significa "migliori rompipalle" allora sì...Comunque grazie, merito anche dei "nuovi" maschi. Che non è vero che siete disorientati e spaventati e mezzi rincoglioniti di fronte alle nuove donne. Vi siete evoluti insieme a noi e sotto molti aspetti siete anche meglio! Dedicherò un post anche a voi, per par condicio.

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  11. Eccomi a lasciarti un salutino ed augurarti una buona giornata.
    Gio'

    http://remenberphoto.blogspot.com/

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  12. La peggiore di tutte, quella che proprio è indice di quanto siamo la generazione di mezzo e abbiamo lisciato la lotta femminista è: "che figura mi fai fare"....
    Però, sta cosa delle pantofole non mi convince. Io penso sempre che le conquiste del femminismo sono state metabolizzate dalla società, ma non del tutto acquisite dalle leggi della società. Per cui ci trovuiamo con una rivoluzione un po' monca che ci costringe ad incazzarci con ministre che sono lì grazie al femminismo e che non sanno nemmeno cos'è.....

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  13. Carissima Simona, se lo dicono in famiglia si ci puo passare sopra, (gioco in casa sai comé) ma se dalle parole si riflette l'essenza di un mondo di sacrifici, di corse, di attenzioni, di mortificazioni, di desideri, di sogni e chi piu ne ha piu ne metta, perche non essere straordinari come lo siete sempre.. poi per l'ordinario forse ci pensiamo noi.
    Comunque, grazie per avermi rubato un sorriso.
    Maurizio

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  14. è vero, se altre non avessero spianato la strada prima di noi, ora non saremmo come siamo ^______^
    alla fine i tuoi genitori hanno scelto per te un nome bellissimo!!

    buon inizio settimana ^_____________^

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  15. anch'io sono una femminista convinta, complimenti per il tuo nome ispirato!
    detto questo, concordo con il fatto che noi siamo le post- femministe...dal femminismo abbiamo avuto tanto (ma ce la siamo anche un po'presa nel culo...e scusa il francesismo...anche io faccio il doppio lavoro: mamma e impiegata), e ora pretendiamo di essere our way: i diritti sì, ma anche pulitrici di cessi, se lo vogliamo! (ecco nel mio caso no!)

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  16. @Dual: benvenuto! A presto!
    @Annachiara: io voglio pensare che alcuni atteggiamenti ce li abbiamo un po' nel dna. Forse siamo così: ci piace sentirci utili, per default. Perché andare a tutti i costi contro la nostra natura? Le conquiste del femminismo sono tante e grandi. Purtroppo noi spesso le diamo per scontate.
    @UIFPW08: la cosa più importante è proprio il sorriso!
    @Pupottina: sono d'accordo! Un abbraccio
    @polly...: è vero, ci facciamo un mazzo tanto, ma una cosa l'abbiamo (l'hanno) conquistata: il RISPETTO. Forse abbiamo cambiato di più gli uomini che non noi stesse...mah...

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  17. allora... prima riprendo il fiato e poi comincio a scrivere. Sono rimasta senza fiato sorprendendomi delle tue parole e dell'inevitabilità del destino che ci porta a criticare le scelte delle nostre mamme e far promesse che spesso non riusciamo a mantenere.
    Forse perchè quando critichiamo ancora non sappiamo, e quando non manteniamo è perchè la vita ci ha insegnato già qualcosa.
    Che quando si ama si vuole donare e noi donne che per natura non facciamo altro che amare, per natura non facciamo altro che donare noi stesse, il nostro tempo, le nostre energie.
    Senza aspettarci niente in cambio.
    Anche perchè così dev'essere quando si dona.
    Mi hai fatto venire il desiderio di scrivere, in risposta a questo post.
    vediamo se ci riesco a fermarmi un momento
    Un abbraccio
    Anna

    RispondiElimina
  18. Hai ragione, diamo diamo diamo. E il donare ci fa sentire bene. Perché rinnegarlo? E' una delle cose più belle che abbiamo.
    Un bacio...vengo a vedere da te...sono contenta di aver scaturito la valanga di pensieri!

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  19. E pensare che mi chiamo Lara, non sono eterea, credo che un essere umano sia quello che è non per il nome che porta ma per quello in cui crede.

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  20. "Anonima" Lara, mi dispiace che tu abbia colto solo questo del mio post, dato che il senso era tutto un altro...lungi da me catalogare gli esseri umani in base al nome. Se scorri i miei banner vedrai che il mio punto di vista è l'esatto opposto.
    Comunque, Lara è un gran bel nome. Forse ti è sfuggito l'elemento fondamentale dell'argomento in questione: l'umorismo!
    Un saluto e grazie per essere passata di qui.

    RispondiElimina

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