domenica 21 marzo 2010

Flamenco e sogni


Sabato e domenica all'insegna del Flamenco. Sono felice come una scimmia e carica come una duracell. Domani sarà più facile ricominciare...il lavoro, le corse, la quotidianità.
Aladar sistemato con PapàA, sensi di colpa scongiurati con una bella trovata: ho portato con me allo stage PapàC e il Piccolo Tigro, scoprendo oltretutto una spiccata attitudine del Tigrotto per il flamenco...chitarrista come PapàC o bailaor?

Bello quel senso di aggregazione che deriva dal ritrovarsi con persone simili a te, accomunati tutti quanti da una profonda passione.
E' difficile il flamenco, una continua sfida con se stessi, che scardina tutte le nozioni precedentemente acquisite in altre danze; a partire dal compas, misura ritmica in 12 anziché 8 tempi. I piedi che creano il ritmo, che il cervello deve però coordinare con braccia, mani, testa, che fanno ognuno una cosa diversa.
E quando, dopo anni e anni di tecnica, riesci forse a superare qualche tuo personale limite, se non ci metti l'arte, non ballerai mai.
Cito Antonio Gades: il ballo non sono i passi, ma quello che c'è tra un passo e l'altro.

Torno con la mente a parecchi anni fa, quando avevo pianificato ogni cosa: la laurea e, come regalo di laurea, un paio di mesi in Andalusia, per imparare il flamenco. Poi chissà dove mi avrebbe portato la vita...allora avevo il mondo in mano, ma non lo sapevo.

Invece, coup de foudre...niente laurea (quei due esami, due...mancano ancora), niente Spagna, ma un matrimonio di quelli tanto avventati quanto destinati a durar poco.
Mi piace sognare, immaginarmi in giro per il mondo, libera.
Vedere da vicino quella gente e quella cultura, la gitana, che conosco solo attraverso i racconti, i video, i libri, la danza e capire perché io la senta in maniera così viscerale.

Che sciocca. Mi volto, mentre sto scrivendo, e mi sento proprio una stupida ingrata.
Sono lì, sul divano, i miei cuccioli addormentati, uno vicino all'altro.
Profumo di biscotto e di more, profumo di casa e di sicurezze, quelle che io devo dare a loro, non loro a me.
Dio quanto sono belli. Mi sento in colpa per essermi allontanata con i pensieri anche solo per un istante da loro.
Perdonate la vostra mamma, che ogni tanto ha solo voglia di aprire una finestra e volare per un attimo, ma non abbiate paura, perché i piedi di mamma sono sempre ben piantati a terra.  
E' fatta così la mamma, ma grazie alle sue strambe passioni, domani sarà una mamma più allegra e affronterà con un sorriso l'inizio di una nuova settimana di lavoro, un lavoro che forse non è proprio quello che sognava...ma che domani avrà il sapore di una riconciliazione con se stessa.

5 commenti:

  1. Sono da poco una lettrice del tuo blog.
    Complimenti!
    E' accogliente e divertente al tempo stesso.

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  2. feci uno stage di flamenco anni fa. quando ballavo da morire.
    è bellissimo il flamenco.
    grazie di aver scritto questo post!

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  3. Senza quelle "strambe passioni" non potresti essere così divertente ed insieme interessante da leggere.
    Del resto, che cos'è mai la stramberia? Gli anni passano ed io continuo a non capirlo.
    Il flamenco... grande musica.
    Ma tutte le volte che ho cercato di ballare qualcosa (qualsiasi cosa) ho sempre maciullato i piedi della mia compagna di danza!
    Ohi...
    Ciao!

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  4. Grazie a tutti di cuore, ragazzi!

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  5. Ti parla una che è stramba di nascita. Non darti troppe colpe, e di cosa poi? Sei umana e sei una mamma splendida. Eccheccaspita se manco possiamo sognà e averci due cose nel cervello ci spariamo! Vivi tutto di 'pancia' e vedrai che i tuoi figli se ne accorgeranno.
    Ti bacio!

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Grazie per i graditi commenti, ma grazie soprattutto per aver avuto la voglia di leggermi...

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