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Una notte a Granada (Sacromonte)




"Luna piena come non mai"

di Corrado Cordova


Luna piena come non mai, quella luce argentata si diffondeva fra le campagne ed illuminava una strada...,noto alcune ombre che man mano prendevano vita, sempre più vicine, cominciai a sentirne i passi, le voci ed infine gli odori, che profumo...che volti, che meraviglioso modo di parlare, erano quasi dei codici, non capii nulla ma potevo intuire la loro destinazione.Si avvicinarono ad una "caverna" tutta bianca, fuori, una sedia di paglia ed un vecchio. Mi avvicinai cercando di capire cosa e a chi stesse pensando mentre le "ombre" gli parlarono, il vecchio acconsentì. Non potevo perderlo quel momento e con lo sguardo l'accompagnai in quella "caverna", ne uscì dopo qualche istante con un attrezzo di legno molto malandato, ma....il vecchio cominciò a dire qualcosa..., le ombre cominciarono a muoversi, notai subito il volteggiare dei loro abiti di seta e più si muovevano e più capivo dove fossi capitato.

Con me, c'era un'amica, un'amica di sempre, la presentai agli altri ed una donna si avvicinò guardandomi da capo a fondo, volle sapere di più ma non con le parole...entrammo nella "caverna" mi presentò ad un gruppo di persone con pelle molto scura, mi sorrisero. Cominciai a notare in quell'area qualcosa di strano... sui muri erano appesi decine di mestoli di rame antichissimo consumati dal tempo ed alcune foto, tutt'intorno sedie, quelle di paglia, alla fine di qust'ultime, c'era una tendina rossa, dietro, bottiglie di vino, le donne cominciarono ad offrirmene e mi invitarono di bere alla loro salute, in quel vino c'era della frutta tagliata a grossi pezzi ed un sapore indescrivibile. L'illuminazione era fioca e molto calda, una lampadina era più che sufficiente per qualcosa che stava per accadere...

Alcuni estranei entrarono incuriositi e una donna all'ingresso, porgeva loro una mano che in poco tempo si riempì, poco dopo le "ombre", la sedia ed il vecchio. Ci ritrovammo una decina di persone seduti su quelle sedie, ma l'atmosfera era strana, cosa doveva accadere proprio al centro di quelle sedie?, E perchè avevano offerto il vino?, Perchè erano tanto felici?

Io e la mia amica ci guardammo incuriositi. Il vecchio e le "ombre" altrettanto. Mi chiesero di far parlare la mia amica...e così fu. Al centro cominciarono a volteggiare donne bellissime come bellissimi erano i loro abiti, la festa cominciò in un tepore mai provato prima, la luna era ormai al tramonto ed una donna di pelle scura gridò: VAMOS A LA FIESTA !!

Mi ritrovai nel Flamenco, quello vero, quello puro, quello senza pretese, quello che ti fa star bene, ma in una semplicità inverosimile.

IL VECCHIO "Manuel" chitarrista

LE OMBRE Sandra e Falì" bailaoras

LA DONNA SCURA "Ramona" madre

IO "Corrado"

LA MIA AMICA " F. Esteve " chitarra

Napoli, Dicembre 1999


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